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La redazione di Sicilia24h nelle ultime ore è stata investita da numerosissime mail nelle quali moltissimi genitori degli alunni di Agrigento ci chiedono di conoscere con certezza la situazione contagi Covid in tutti i plessi scolastici della città di Agrigento.

Non è certo nelle nostre intenzioni cercare di creare un procurato allarme ingiustificato; però voci incontrollate sparse in città nelle ultime ore ci inducono a fare chiarezza, grazie anche alle mail che quotidianamente riceviamo dai genitori.

La situazione Covid che investe le scuole nelle ultime ore è alquanto confusionaria e delicata; 
Il dato che ci chiedono con maggiore insistenza riguarda come mai il liceo scientifico “Leonardo”  di Agrigento non sia stato chiuso malgrado sia stato colpito da due casi Covid.
La stessa cosa non è successa con l’Istituto “Politi” il quale nonostante i due o tre casi accertati è stato chiuso e lo rimarrà per alcuni giorni.
Perché dunque una scuola viene chiusa e l’altra no?
Può essere che i casi all’Istituto Politi siano più di quelli comunicati in prima battuta?
Possiamo conoscere dunque, cari Sindaco e Autorità Sanitarie, le motivazioni di queste scelte e i dati reali che hanno portato a queste differenti decisioni?
Qual è la dunque la reale situzione Covid di tutte le scuole di Agrigento?
Appare superfluo quanto scontato il fatto che i dirigenti scolastici i cui istituti sono stati colpiti dal Covid-19 abbiano attuato i protocolli anticovid previsti.
Ci aspettiamo dunque che almeno ogni 48 ore la Asp di Agrigento renda edotta la popolazione, circa la situazione contagi di tutti gli istituti scolastici della città.

La stessa richiesta la poniamo al neo sindaco Franco Micciché in quanto prima autorità sanitaria del comune capoluogo.

Certo, chiedere l’arresto di una persona non è una notizia che possa rendere felice chicchessia. Ma sprizzare odio da ogni poro non è nemmeno corretto. Anche perché  l’on. Carmelo Pullara (e non vogliamo essere sapienti conoscitori del tutto rispetto ad altri) sa meglio di chiunque che nella vita l’aereo non sempre vola a 12 mila piedi. Se qualche volta “vola basso” è perché in quel momento il pilota capisce che l’aeromobile necessita di andare quasi rasoterra.

Nel post che ha scritto sulla sua pagina di facebook, a nostro modo di vedere, l’on. Pullara si dimostra un pilota che ama volare alto, molto alto, non soffre di vertigini e tira dritto per la sua “aria”.

Carmelo Pullara è sicuramente una persona perbene e se le cose stanno come dice lui avrà modo di dimostrare la sua innocenza. La rabbia, lo comprendiamo, è tanta; ma sono proprio questi i momenti in cui bisogna razionalizzare ogni piccolo pensiero al fine di evitare scivoloni pericolosi.

Nel suo post, purtroppo, perde la testa. Porta avanti un feroce attacco istituzionale che non riusciamo a comprendere. E meno male che ad un certo punto scrive testualmente: “E qui mi voglio fermare!”

Sia lodato Gesù Cristo aggiungiamo noi. Meno male che si sia fermato!

L’embolo, però, gli riparte quando la sua rabbia si scatena come una valanga contro “qualcuno” che “gioisce per invidia perché nella vita è un piccolo uomo non potendo mai sognarsi di raggiungere i miei traguardi professionali…”

Risparmiamo il resto perché è davvero desolante.

Pullara si dà forza, da solo, in piena e totale autocelebrazione, facendo fede sui diecimila voti che gli elettori gli hanno propinato e “chissà – aggiunge – quanti saranno la prossima volta”.

Come è noto l’on. Carmelo Pullara, in occasione delle imminenti elezioni amministrative agrigentine ha presentato due liste, “Onda” e “Noi” che coinvolgono almeno una quarantina di persone, molte delle quali anche noti professionisti.

Lui, Pullara, con il cuore in mano e con la coscienza a posto invita tutti a non desistere, ad andare avanti con più forza.

Fa fede su questo e lo ritiene un punto fondamentale. E’ giusto , però, chiedersi: esiste una questione morale che dovrebbe imporre allo stesso deputato licatese di rivedere un attimino come stanno le cose. L’avere la consapevolezza di una coscienza pulita potrebbe anche non bastare in un momento delicato come quello che sta attraversando l’on. Pullara. Forse in questa fase dovrebbe essere lui stesso a dire… “mi metto da parte in attesa che la magistratura possa dimostrare con le carte ciò che adesso posso provare soltanto con la mia coscienza”.

Lo sappiamo bene; nella vita le situazioni si affrontano, si combattono, ti affliggono, ti osannano; qualche volta si perdono e spesse volte si vincono. L’augurio che facciamo a Carmelo Pullara è che prima possibile possa uscire da questo tunnel; negare, però, di trovarsi dentro (nel tunnel) fino ai capelli appare fin troppo elementare.

Non osiamo immaginare quale sarà lo scenario d’ora in avanti e fino al 4 ottobre. Ancora oggi, purtroppo, gruppi di zambutiani seminano odio e rancore attaccando la nobile figura del dott. Franco Miccichè, il quale viene accusato di essere il candidato ufficiale del vice presidente dell’Ars on. Di Mauro; un modo improvvido di rubacchiare qualche voto agli avversari (secondo loro…) usando questi metodi miserevoli e da accattoni.

Non ha fatto in tempo ad annunciare la propria candidatura che un minuto dopo anche per una persona perbene come Daniela Catalano sono iniziati i soliti coretti: “Chi c’è dietro di lei”? E qui, come un fantasma, appare dalla lontana Lombardia l’ex ministro Angelino Alfano!

Una prerogativa, questa, che contraddistingue il gruppo dei zambutiani; per forza (e cosa significherebbe?) dietro un candidato deve esserci necessariamente una presenza occulta, cattiva, pericolosa, da abbattere.

I conti, però, si fanno sempre in presenza dell’oste; più di qualcuno comincia a chiedersi chi c’è dietro un’altra persona perbene come Marco Zambuto?

E qui il discorso diventa assai complicato. Molto complicato.

A presto…

Aumenta la sicurezza a Giardina Gallotti.
Un defibrillatore di ultima generazione è stato donato alla collettività, dalla ditta Pharma Medical di  Sabrina Susinno.
La cerimonia di consegna dell’apparecchio salvavita, è avvenuto questo pomeriggio alle 18 alla presenza della donatrice, del dott. Giovanni Vaccaro, cardiologo ed emodinamista all’Ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento, che nei prossimi giorni terrà un corso di primo soccorso ai volontari del luogo, ai quali spiegherà anche il funzionamento del defibrillatore.
Presente questo pomeriggio anche il dott. Franco Miccichè, candidato alla carica di sindaco di Agrigento.

Settanta giorni, uno più uno in meno e gli agrigentini verranno chiamati ad un importante incontro elettorale che dovrà decidere le sorti della città di Agrigento per i prossimi 5 anni.

Sovrana ed incontrastata regna l’incertezza, ma queste sono cose tipiche agrigentine dalle quali dovremmo meravigliarci solo se non accadessero.

A ottobre si gridava quasi allo scandalo; quando il certo candidato Franco Miccichè decise di rompere gli indugi, tanti, anzi tantissimi, hanno pensato che il medico agrigentino avesse iniziato troppo presto la campagna elettorale.

Fra accuse violente (c’è Di Mauro dietro…) e fotomontaggi miserini (tipici della piccola gente, pardon, della gente piccola…) Franco Miccichè si imbarcò in questa nave che oggi lo vede come unico, assoluto protagonista in questa campagna elettorale. Comitato elettorale aperto, incontri, interviste, appuntamenti. Insomma, tutto ciò che vorrebbe vedere la gente (per apprendere programmi e iniziative) in vista di una tornata elettorale così importante (e ora si scatinanu…).

Non ha ancora aperto un comitato ma è altrettanto certa la riconferma del sindaco uscente Calogero Firetto il quale non ha mai nascosto questa velleità. Mentre Miccichè incontra e discute con gli agrigentini, Firetto sta mettendo in bella mostra tutto quanto di buono sta facendo l’amministrazione comunale; Agrigento sembra un cantiere a cielo aperto e in tutti i quattro punti cardinali della città sono piazzati ruspe e caterpillar.

E anche qui, qualche mugugno; certu, sta facennu i cosi picchì s’avi a presentari…

Né cotta, né cruda, né bianco né nero. Mia nonna si sarebbe divertita a sciorinare proverbi perfettamente calzanti con ciò che accade ad Agrigento. Ed in questo caso avrebbe detto: “Un vonnu né tessiri e mancu filari…”

Questo articolo potremmo chiuderlo qui. Gli unici a fare chiarezza sono Miccichè e Firetto. Altri continuano a navigare nel buio, fra mille incertezze, come ad esempio l’ex sindaco di Agrigento Aldo Piazza il quale appare deciso ad andare avanti fino in fondo, ma in realtà l’unico grande incerto della sua candidatura è egli stesso.

L’altro ex sindaco di Agrigento Marco Zambuto, che ha più volte dichiarato di scendere in campo, ha annunciato che prossimamente aprirà il comitato elettorale per iniziare la sua campagna elettorale.

Ma anche lui, di certezze, ne ha poche, anzi pochissime. Aprirà possibilmente il comitato, andrà (come ha già fatto) per le strade ad incontrare la gente. Chi lo sorreggerà, però, ancora non lo sa nessuno, nemmeno lui. Nato per unire il Centrodestra alla fine è stato l’artefice per spaccarlo profondamente.

Più volte scaricato ufficialmente da Forza Italia (che aspetta affacciata sul balcone le dinamiche dei prossimi giorni) lui, comunque, attualmente, fa finta di nulla; anzi aspetta dagli azzurri la conclamazione ufficiale anche se è perfettamente conscio del fatto che di sicuro, nella vita, c’è solo la morte. E sa anche che i spunnapedi sono sempre dietro l’angolo.

Una cosa è certa: Zambuto è potente. E’ riuscito persino a spaccare i tavoli regionali dai quali l’unico obiettivo imperante è quello di far uscire all’esterno un Centrodestra anima e core, inscindibile; ma in realtà non è così. Quel pezzo di sinistra del suo recente passato non solo crea problemi a lui, ma anche ai suoi stessi presunti ed ipotetici alleati che da un lato sarebbero pronti ad immolarsi (perché di questo si tratta) ma vengono stoppati dalle geometrie politiche diametralmente opposte che tengono lontane la lealtà e la coerenza.

La Lega sonnacchia. A furia di tirare la giacca del commissario regionale Stefano Candiani è arrivata fino alle ginocchia. E lui, Candiani, sembra più confuso che persuaso. Il suo telefono squilla più di mille volte al giorno e di certezze nemmeno l’ombra. Grave e pericoloso per un partito che anche dalle nostre parti riceve consensi quotidianamente. La fermezza e la decisione di Matteo Salvini mostrata in campo nazionale viene sminuita in Sicilia nelle innumerevoli riunioni “decisionali” avvenute recentemente che hanno partorito soltanto qualche sedia rotta.

Più o meno vale lo stesso discorso per Fratelli d’Italia. Dopo “le uscite” di Incardona e Bellanca (antipatiche per molti ma coerenti e leali ed alle quali nessun meloniano ha saputo dare una risposta seria) sembra che le cose siano cambiate. Adesso dovranno aspettare notizie da Roma che avrà il doppio difficile compito di valutare il nominativo da candidare (o da appoggiare) e dovrà fare le veci di un primario di chirurgia per ricucire le profonde lacerazioni avvertite all’interno del partito.

Udc e Diventerà Bellissima, nelle persone di Savarino e Terrana,  spingono per tenere “unito” il Centrodestra per svilire l’avversario da abbattere che è Roberto Di Mauro. Cercano forze, partiti e partitini, movimenti e tutto quanto possa fare brodo. Nella pentola, però, allo stato hanno trovato solo qualche osso, e per di più già spurpatu…

Con i loro silenzi, Sinistra e 5stelle, a pochissimi giorni dal voto, stanno offendendo esageratamente gli elettori agrigentini i quali, al contrario, cercano una eventuale alternativa per governare la città di Agrigento. I loro silenzi sono inopportuni (eufemismo).

Sodano (5stelle), vidi ca fari e datti una smossa.