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L’esposizione sarà aperta al pubblico fino al 12 gennaio, da giovedì a domenica, dalle 18 alle 21

Un percorso nel teatro, nelle rappresentazioni classiche al Teatro Greco di Siracusa, nella storia delle arti visive e sceniche attraverso le opere di artisti come Duilio Cambellotti, Alfonso Amorelli e Lele Luzzati.  La scena ritrovata – Da Cambellotti ai contemporanei è la mostra inaugurata a Siracusa, all’ex convento di San Francesco.

L’esposizione è curata dalla Fondazione Inda in collaborazione con l’assessorato alle Politiche per la valorizzazione del Territorio, lo Sviluppo Culturale e l’Incoming del Comune di Siracusa nell’ambito degli eventi direttamente promossi dall’assessorato del Turismo della Regione Siciliana.

La scena ritrovata documenta lo stretto legame fra lerappresentazioni classiche al Teatro Greco e il mondo delle arti visive e non solo visive che Inda ha sempre nutrito – ha detto Antonio Calbi, sovrintendente della Fondazione Inda –Il teatro è arte dell’ascolto e del vedere. La relazione fra arti sceniche e arti visive è stato uno dei più fertili delle avanguardie del primo Novecento, e questa vivacità fra discipline che potrebbero risultare fra loro distanti è stata un segno forte del secolo scorso, ma con origini che affondano nel Quattro e Cinquecento, a partire dalle progettazioni di teatri e scenografie realizzate da Leonardo nelle sale del Castello Sforzesco di Milano. Ma pensiamo anche agli artisti coinvolti nella creazioni di spazi scenici, da Picasso a Leger a Arnaldo Pomodoro.

Alla straordinaria avventura della Bauhaus, di Weimar e Dessau. Pensiamo all’apporto alla reinvenzione dello spazio scenico degli architetti, un capitolo del quale voglio ricordare almeno Gae Aulenti e il suo sodalizio con Luca Ronconi. O Stefano Boeri e il suo bosco morto come limbo drammatico delle Troiane della passata stagione al Teatro Greco.

Le rappresentazioni classiche rappresentano uno dei tasselli preziosi dell’Heritage materiale e immateriale di Siracusa – sono state le parole di Fabio Granata, l’assessorato alle Politiche per la valorizzazione del Territorio, lo Sviluppo Culturale e l’Incoming del Comune di Siracusa – Questa mostra offrirà a cittadini e viaggiatori una grande emozione e una attrattiva legata alla tradizione Classica e a Cambellotti. La prossima riapertura della sede storica del Gargallo e la trasformazione di San Francesco in un presidio di teatro, arte e cultura saranno ulteriori importanti tappe del progetto

La mostra, il cui titolo, La scena ritrovata, è stato pensato da Manuel Giliberti in occasione della pubblicazione del volume dedicato ai 90 anni di teatro antico a Siracusa scritto dallo stesso Giliberti insieme a Loredana Faraci, nasce con l’obiettivo di proporre al pubblico l’evoluzione scenica in oltre 100 anni di rappresentazioni classiche al Teatro Greco di Siracusa.

Il percorso espositivo è suddiviso in quattro sezioni che consentiranno di ammirare elementi di scenografia, disegni, abiti di scena, fotografie, maquette, macchine sceniche: Duilio Cambellotti. Lo scenografo autodidatta; La scena ritrovata. Dal teatro d’attore al teatro di regia; Antica Mirabilia: Deus ex Machina e macchine sceniche Dal testo alla scena. Studio e visione dei classici(con la partecipazione degli allievi dell’Accademia d’arte del Dramma Antico di Siracusa); I Contemporanei: abiti di scena disegnati da grandi costumisti teatrali e realizzati dal laboratorio sartoriale della Fondazione Inda, i visitatori avranno così la possibilità di conoscere e scoprire l’evoluzione stilistica e la tecnica decorativa attraverso i costumi di scena pensati per le rappresentazioni classiche al Teatro Greco di Siracusa.

L’esposizione sarà aperta al pubblico fino al 12 gennaio, da giovedì a domenica, dalle 18 alle 21. L’ingresso è libero.

Una formazione d’eccellenza, la possibilità di debuttare al Teatro Greco di Siracusa e di lavorare con alcuni tra i più grandi registi nel mondo.

La Fondazione Inda ha prorogato i termini per la presentazione delle domande di partecipazione alle selezioni per il primo anno dell’Accademia d’Arte del Dramma Antico di Siracusa. Tutti coloro che intendono partecipare ai provini per il triennio accademico 2019/2022 avranno tempo fino al 20 settembre per inviare i documenti previsti dal bando pubblicato sul sito dell’Istituto, www.indafondazione.org

Il percorso di formazione a Siracusa consente agli allievi di partecipare a laboratori e stage con alcuni tra i più importanti registi e attori della scena nazionale e internazionale e di seguire un percorso di crescita umana e professionale che si snoda attraverso oltre 3 mila ore di lezione tra corsi di recitazione, dizione, regia, canto, scherma scenica, teatro-danza, danza e storia del teatro.

Punto di forza che rende unica in Italia l’Accademia d’Arte del Dramma Antico è la possibilità per gli allievi di debuttare al Teatro Greco di Siracusa nelle rappresentazioni classiche che ogni anno richiamano migliaia di persone da tutto il mondo; un inizio di carriera di grande impegno per i giovani che possono così misurarsi con il grande pubblico diretti da registi di fama o emergenti.

E’ motivo di grande soddisfazione per la Fondazione Inda il successo ottenuto in questi anni da molti degli allievi che si sono diplomati nella scuola di teatro dell’Istituto nazionale del dramma antico. Le attività dell’Accademia, nella prestigiosa sede dell’ex convento di San Francesco, prenderanno il via tra ottobre e novembre dopo le selezioni che si terranno sia a Siracusa sia a Roma. Tutte le informazioni per l’iscrizione alle selezioni e il bando sono disponibili su www.indafondazione.org, nella sezione Inda giovani.

Dopo la positiva esperienza delle due precedenti edizioni (con Sette contro Tebe, regia di Marco Baliani e Eracle, regia di Emma Dante), ritorna anche quest’anno la collaborazione tra l’Istituto Italiano del Dramma Antico e l’Estate Teatrale Veronese. Sul palco del Teatro Romano di Verona, andrà in scena – il 13 e 14 settembre 2019 – Elena di Euripide con protagonista Laura Marinoni, diretta dal regista di fama internazionale Davide Livermore, che oltre aver aperto la stagione teatrale del Teatro Greco di Siracusa 2019, ha inaugurato la stagione operistica del Teatro alla Scala di Milano con Attila di Verdi.

Livermore – che per il suo allestimento ha immaginato una Elena anziana che fa riaffiorare i suoi ricordi in uno Stige nero, luogo concreto e insieme visionario, nel quale gli stessi ricordi sprofonderanno nuovamente – ama profondamente questo testo perché, come dichiara: “ Elena è tragedia atipica da contorni che sfumano in un giuoco ironico; il finale poi sembra irridere coloro che cercano di fare dell’arte un elenco di “categorie” che debbano pedantemente rispondere a regole fisse. In Elena non si muore. E si sorride come nelle tragedie elisabettiane, che in fondo ci risultano sempre un pò lontane nonostante i nostri sforzi intellettuali, perché capaci di lasciare convivere le componenti del tragico e del comico, capaci di non vivisezionare la vita e le sue componenti in un modo un pò troppo laico, libero…inglese. Forse anche per questo Elena non viene rappresentata da oltre quattro decenni, perché non risponde a nessuna aspettativa della critica che etichetta, ma chiede a chi critica di essere libero da attese, aperto ad accettare un altro livello, forse semplicemente moderno… la verità è talmente improbabile che ci accosta al mondo del ricordo e al modo in cui ognuno di noi, in questo tempo post freudiano, gioca con la vita e la sua rappresentazione … “la negacion de la evidencia” diceva Calderon, che spesso è un meccanismo dove ricadiamo per lasciare svaporare verità inaccettabili o insostenibili, fatti dolorosi. Esiste una colpa più pesante di quella di aver generato il più grande conflitto armato della storia antica? … Elena ci costringe al confronto con un alto e altro livello di menzogna, quella giocata in modo consapevole, ironicissimo e amaro al contempo, quel livello di sofisticazione proprio di donne e uomini che fanno i conti con la vita; persone illuminate di consapevolezza che con la vita stessa e la sua rappresentazione giuocano con arte, disponendo i ricordi nello spazio della memoria. Questo vedremo: uno spazio dove affiorano i tanti naufragi di un’esistenza, e vedremo Elena vecchia alla fine della sua vita che dispone dei suoi ricordi e crea questa “immagine fatta di cielo che respira” con le sue fattezze per cambiare almeno per un pò la memoria, per giocare con essa, per immaginare un’altra possibilità, sognarla, un altro finale, come per tutti noi il desiderio di un happy ending”.

Elena è uno spettacolo che si avvale di una potente architettura visiva (al cui effetto concorrono la superficie nera d’acqua che occupa interamente il palco, il fascino dei costumi di Gianluca Falaschi, lo schermo che avvolge e abbraccia il retro della scena) e una coinvolgente e seducente drammaturgia sonora, creata ad arte da Andrea Chenna che intreccia perfettamente molti generi musicali miscelati tra loro.

Paride non ha rapito Elena, ma un fantasma con le sembianze di Elena. La vera Elena si trova in Egitto, dove il re Teoclimeno intende sposarla a forza. Per sfuggirgli, Elena si rifugia in un luogo sacro. Qui incontra il naufrago Menelao, reduce da Troia con pochi soldati. Riconosciutisi, i due mettono a punto un piano di fuga.

Fingendo di aver saputo da un viandante (Menelao stesso) che il marito è morto, Elena ottiene dal re una nave per fare un rito funebre in mare. Imbarcatosi con Elena, Menelao e i suoi soldati, eliminano la ciurma e fuggono. Il re, gabbato, vorrebbe uccidere la sorella, l’indovina Teloneo, che con il suo silenzio ha favorito la fuga dei Greci. Ma i Dioscuri lo frenano, convincendolo ad accettare la volontà degli Dèi.

Nel cast di Elena, oltre la protagonista, una carismatica, affascinate, travolgente (come è stata definita dalla critica) Laura Marinoni, anche Sax Nicosia (Menelao), Giancarlo Judica Cordiglia (Teoclimeno), Viola Marietti (Teucro), Maria Grazia Solano (la Vecchia), Simonetta Cartia (Teonoe), Linda Gennari e Maria Chiara Centorami (messaggeri), Federica Quartana (la corifea), Bruno Di Chiara, Marcello Gravina, Django Guerzoni, Giancarlo Latina, Silvio Laviano, Turi Moricca, Vladimir Randazzo, Marouane Zotti (coro di Dioscuri). La traduzione è di Walter Lapini, le scene di Davide Livermore, i costumi di Gianluca Falaschi, le musiche di Andrea Chenna, le luci di Antonio Castro, videomaker è Paolo Jep Cucco.

Le due serate veronesi sono per l’INDA, il coronamento di quella che è stata una stagione da record nell’anno del rinnovamento, con la fine del commissariamento e l’insediamento del nuovo consiglio di amministrazione presieduto da Francesco Italia, del Consigliere Delegato Mariarita Sgarlata e del Sovrintendente Antonio Calbi. L’annata straordinaria vissuta dalla Fondazione Inda è testimoniata dai numeri con 163.000 spettatori in 50 serate, (25 mila in più rispetto al 2018), e incassi assai significativi; un record assoluto in 105 anni di storia dell’Istituto Nazionale del Dramma Antico. Per la 56ª stagione della Fondazione Inda che andrà in scena nel 2020, gli spettacoli programmati saranno: Le Baccanti di Euripide, Ifigenia in Tauride di Euripide e la commedia Le Nuvole di Aristofane.

 

foto corriere della sera

È Vanessa Redgrave, l’attrice premio Oscar nel 1978, che al Teatro Greco di Siracusa  il prossimo 12 giugno, riceverà l’Eschilo d’oro

 

La Fondazione Inda assegnerà il prestigioso riconoscimento all’interprete britannica Vanessa Redgrave  che ha fatto la storia mondiale del cinema e del teatro e che in carriera ha vinto un premio Oscar come attrice non protagonista per Giulia, il film diretto da Frank Zinnemann con Jane Fonda, ha ricevuto in carriera sei nomination all’Oscar, e ha ottenuto due Golden Globe, un Bafta, due Prix al Festival di Cannes, la Coppa Volpi a Venezia, due Emmy e, in campo teatrale, un Tony Award e un Olivier Award, entrambi come miglior attrice.

La cerimonia di consegna dell’Eschilo d’Oro, il riconoscimento assegnato dal 1960 dalla Fondazione Inda a personalità che si sono internazionalmente distinte nel teatro classico e negli studi sulla classicità greca e latina, è in programma il 12 giugno al Teatro Greco di Siracusa prima della replica di Elena di Euripide. L’Eschilo d’oro nel corso degli anni è stato assegnato tra gli stranieri ai registi Theo Anghelopulos, Ariane Mnouchkine e Peter Stein ma anche a Vittorio Gassman, Giorgio Albertazzi e Irene Papas. Vanessa Redgrave è interprete di innumerevoli produzioni teatrali, dagli inizi con i testi di William Shakespeare, Anton Cechov, Henrik Ibsen, Bertolt Brecht al Tony Award vinto nel 2003 come miglior attrice per Il lungo viaggio verso la notte di Eugene O’Neill.

Lunghissima e pluripremiata la carriera cinematografica con Redgrave interprete di alcune delle pellicole che hanno segnato la storia del cinema, da Blow-up di Michelangelo Antonioni ad Assassinio sull’Orient Express di Sidney Lumet. L’attrice è anche Andromaca nelle Troiane di Micheal Cacoyannis ed è stata protagonista di produzioni televisive di grande qualità come il film Fania che le consente nel 1980 di ricevere l’Emmy Award come miglior attrice. Nel 2018 le è stato conferito il Leone d’oro alla carriera alla Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia. Da sempre impegnata politicamente e per il rispetto dei diritti umani, Vanessa Redgrave è ambasciatrice dell’Unicef e il 12 giugno, prima di ricevere l’Eschilo d’oro, presenterà al Teatro comunale di Siracusa, Sea Sorrow. Il film documentario, diretto dall’interprete britannica racconta la storia passata e presente dei rifugiati in Europa concentrandosi in particolare sui bambini rifugiati. La proiezione del film documentario è organizzata dalla Fondazione Inda in collaborazione con l’Ortigia Film Festival.

Nella Stagione 2019 della Fondazione Inda anche due eventi speciali: l’omaggio a Pina Bausch, lunedì 3 giugno alle 18, nel salone Amorelli di Palazzo Greco, in corso Matteotti a Siracusa. “Il mito greco nelle Tanzoper di Pina Bausch” è il titolo dell’incontro che vedrà Marinella Guatterini commentare Ifigenia in Tauride e Orfeo ed Euridice. Il 10 giugno, alle 18, in piazza Minerva, nel centro storico di Ortigia, è invece in programma “Voci. impronte femminili nella città antica”, in collaborazione con enciclopediadelledonne.it  Le attrici della Stagione 2019 al Teatro Greco di Siracusa e personalità siracusane come il questore Gabriella Ioppolo, il Sovrintendente ai Beni Culturali e Ambientali di Siracusa Irene Donatella Aprile, Maria Musumeci, direttore del Polo regionale di Siracusa per i siti e i musei archeologici e poi ancora Simona Arnone, dirigente scolastico e Cettina Voza, storica e scrittrice, leggeranno alcuni brani dedicati a donne dell’antichità, da Santippe a Saffo, da Artemisia a Santa Lucia.

Il presidente della Fondazione Inda Francesco Italia, il consigliere delegato Mariarita Sgarlata e il sovrintendente Antonio Calbi hanno illustrato questa mattina anche il programma della Giornata mondiale del rifugiato. Il 17 giugno, in collaborazione con UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, sul palco del Teatro Greco di Siracusa, dalle 21, si alterneranno artisti come Tullio Solenghi, Maddalena Crippa, Laura Marinoni, Elisabetta Pozzi, gli attori della Stagione 2019 al Teatro Greco di Siracusa, gli allievi dell’Accademia d’Arte del Dramma Antico e poi ancora Bernard Dika, il ventenne nato in Albania, arrivato in Italia insieme ai genitori quando aveva ancora pochi mesi di vita e insignito del titolo di Alfiere della Repubblica italiana, a dicembre del 2016, dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Nel corso della serata, che vedrà anche la partecipazione dei rappresentanti dell’Agenzia dell’Onu per i Rifugiati, è in programma lo spettacolo L’Abisso di e con Davide Enia. La Fondazione Inda è partner per il tredicesimo anno di UNHCR e anche quest’anno parte del ricavato dalla vendita dei biglietti sarà devoluto in beneficenza.

Tra giugno e luglio sono poi previsti gli incontri all’Orecchio di Dionisio con gli interventi dello scrittore e saggista Claudio Magris, il 19 giugno su Alcesti, Euridice e l’idea del tempo; di Luciano Canfora il 25 giugno sul tema Il colpo di stato di Lisistrata; il 29 giugno con l’attrice e scrittrice Lella Costa che dialogherà con Margherita Rubino su Donne e guerra in Aristofane. A chiudere i quattro incontri sarà Eva Cantarella, lunedì 1 luglio, con un intervento su Donne e misoginia nel mondo antico. Tutti gli incontri sono in programma alle 17,30 e sono a ingresso libero fino a esaurimento posti.

Il 21 giugno, alle 21, al Teatro Greco di Siracusa appuntamento con Agon, il processo simulato ai personaggi degli spettacoli classici. A organizzare l’evento, che si tiene al Teatro Greco di Siracusa dal 2009, sono la Fondazione Inda, The Siracusa International Institute for Criminal Justice and Human Rights, l’Associazione Amici dell’Inda e l’Ordine degli Avvocati di Siracusa. Sul banco degli imputati per l’edizione 2019 di Agon salirà Elena interpretata nelle Troiane da Viola Graziosi. Processo a Elena: artefice o vittima della guerra di Troia? è il titolo della serata che vedrà l’ex magistrato Gherardo Colombo sostenere l’accusa contro Elena, Vittorio Manes, avvocato e professore ordinario di Diritto penale all’Università di Bologna ricoprire i panni del legale difensore mentre la giuria sarà presieduta da Livia Pomodoro, ex presidente del Tribunale di Milano, e composta da Giuseppina Paterniti Martello, direttrice del Tg3 e Loredana Faraci, docente all’Accademia delle Belle arti di Roma. Protagoniste della serata saranno anche le attrici Laura Marinoni, interprete di Elena nell’Elena di Euripide diretto da Davide Livermore e Maddalena Crippa, Ecuba nelle Troiane con la regia di Muriel Mayette-Holtz. Come ogni anno, dopo il dibattimento la giuria popolare, costituita dal pubblico che seguirà il processo, esprimerà il proprio giudizio di condanna o assoluzione nei confronti dell’imputata.