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la scuola di Villaggio Mosè alle ore 12 si mostrava così, vuota completamente.
La scuola, sede di seggi elettorali che si solito ospita oltre 5000 elettori, con file chilometriche per espletare il diritto al voto, oggi sembra essere una landa desolata.

I cittadini di Agrigento hanno paura, hanno paura del virus, hanno il terrore di essere contagiati, anche alla luce di quello che è accaduto nelle ultime ore, quando gli unici posti all’ospedale di Agrigento per le emergenze Covid sono stati occupati da 6 dei 60 anziani ospiti di una RSA di Sambuca di Sicilia, risultati tutti positivi al coronavirus.

La situazione è gravissima.

Gli agrigentini, dunque, non possono più ammalarsi. Sale la paura, e per oggi, sembrano voler anche rinunciare al loro diritto ad eleggere il nuovo sindaco di Agrigento, per il quale nella giornata odierna, si è ricorsi al ballottaggio.

 

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Bacchettatore, fustigatore, più che politico è sembrato un sindacalista. Ha dato anche le pagelle e per le prossime amministrative ha consigliato di votare il suo pupillo, il dott. Franco Miccichè.

Non ha nemmeno lesinato di chiedere qualche voto (perché dopo le ultime esperienze di questo si tratta) ad un ex sindaco di Agrigento, il pluripregiudicato Calogero Sodano, definendolo “l’ultimo sindaco più importante che ha avuto la città dei Templi”.

E’ iniziata così la campagna elettorale dell’on. Roberto Di Mauro che ieri ha rilasciato una intervista al collega Arturo Cantella. Fermo e a tratti anche Churchilliano quando, ad un certo punto, in modo non molto subliminale, sostanzialmente ha dichiarato: “Qui comando io. Noi siamo pronti a condurre una campagna elettorale seguendo programmi e iniziative, ma se qualcuno pensa di fare della campagna elettorale una questione personale, sappia che noi siamo pronti per la guerra…”

I presupposti, per una guerra, ci sono tutti, anche se speriamo vivamente che tale circostanza possa essere solo una previsione. La campagna elettorale per le prossime amministrative è iniziata troppo in fretta e in modo non leggero.

Certo, prima di Sodano ad amministrare Agrigento c’era stato proprio Roberto Di Mauro; dunque l’attuale vice presidente dell’Ars appartiene alla categoria dei bravi sindaci; dopo Sodano (per Di Mauro) il fallimento totale.

Seppur stuzzicati dall’onorevole Roberto, facciamo finta di aver sentito male e ci limitiamo a dire soltanto che sia lui che Sodano si sono contraddistinti per vicende giudiziarie che non certo hanno fatto sorridere e rianimare la città di Agrigento.

Osannare un ex sindaco che è stato condannato definitivamente per fatti commessi proprio durante il suo mandato di primo cittadino non sembra essere un buon esempio, soprattutto per i più giovani.

Ed ancora. I ventenni di oggi non possono ricordare che una mattina la città di Agrigento è stata colpita e affondata da un vero e proprio terremoto politico. Una intera Giunta era stata arrestata.

Fatti, questi, avvenuti nel corso delle “amministrazioni brillanti” che, secondo Di Mauro, si sono fermate a Calogero Sodano e delle quali lo stesso Di Mauro ne ha fatto parte. Non solo; ma Di Mauro, nel frattempo è stato (ed è) per oltre venti anni una presenza di spicco nella Regione Siciliana; non si è limitato ad essere soltanto onorevole ma è stato più volte anche assessore. Non si ricordano atti eclatanti che siano stati effettuati a favore della Citta dei Templi.

Così come non sarebbe male sapere se quelle brillanti amministrazioni abbiano causato strascichi economici che possibilmente ancora imperano come gufi nelle già dissanguate casse comunali. I tempi erano sicuramente diversi e, all’epoca, amministrare era molto più facile. Non esisteva il patto di stabilità e non esisteva la razionalizzazione delle spese. Roma e Palermo inviavano fiumi di soldi e i finanziamenti oggi hanno subito una riduzione del tra il 65 e il 70%.

Non è un caso se, ancora oggi, o forse fino a pochissimo tempo addietro, l’architetto Ottavio Sodano, grande amico (non possiamo dire parente perché il figlio onorevole pentastellato ci ha smentiti…) e uomo di punta per tanti anni dell’amministrazione Calogero Sodano ancora oggi si presenta al primo piano del Comune, ufficio Ragioneria, per un “residuo” economico riguardante la realizzazione del progetto del Collegio dei Filippini.

E’ bello parlare e bacchettare, ma sarebbe altrettanto bello parlare con cognizione di causa e magari portare alla luce numeri e fatti che, probabilmente, ancora oggi e a distanza di decenni, fanno tremare le casse comunali agrigentine.

In attesa della conferenza stampa del candidato pupillo Francesco Miccichè, porgiamo distinti saluti.