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Presso il Circolo Empedocleo di Agrigento, si è svolto sabato scorso l’incontro organizzato dal Lions Club Agrigento Chiaramonte, con il Presidente del Club Avv. Gaetano Salemi sul tema della “legittima difesa”.
Dopo il cerimoniale del club e l’inno patriottico, l’Avv. Salemi introduce così: “oggi il tema della giornata è la legittima difesa, che nell’ordinamento giuridico italiano, è una causa di giustificazione. Insieme cercheremo di capire come mai sia diventato questo un argomentato così discusso. Per questo, il club ha invitato come relatori personalità giuridiche e esperti del mondo della comunicazione.
Un saluto e ringraziamento va all’Avv. Vincenzo Avanzato, Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Agrigento, ricordando che l’incontro è accreditato come evento formativo dall’Ordine degli Avvocati di Agrigento” (3 crediti).

V.Avanzato


Vincenzo Avanzato: “molti criticano la legge, perché sarebbe confusa e poco chiara: in particolare, per la questione della legittima difesa, bisogna fare un passo indietro e spiegare come funziona oggi la legittima difesa all’interno del proprio domicilio, quella che viene modificata dalla parte più controversa della nuova legge. Ecco perché io parlerei di “NUOVA legittima difesa”, modifiche, secondo alcuni e secondo me, non particolarmente rilevanti. Certo questa è una situazione di normativa bulimica e sovrabbondante, che rispondono alle emergenze del momento e dell’opinione pubblica. Purtroppo venendo meno la chiarezza e la stabilità legislativa le stesse leggi perdono valore e generano dubbi interpretativi. Come ha detto Tullio Padovani, professore di diritto penale presso la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa: speriamo che questo disegno di legge si perda nei meandri legislativi”.

A.Garufo


Ad intervenire anche il Dott. Antonio Garufo, Presidente IX Circoscrizione Lions. “Quello sulla legittima difesa è un intervento che non serviva e che è anche un po’ confuso. Il legislatore non deve assecondare gli umori della società e dovrebbe desistere dal mettere mano a questa normativa. Per questo un intervento ulteriore non serviva, soprattutto se, come in questo caso, è anche un po’confuso. In particolare lo stato di grave turbamento, di cui parla la nuova normativa, porrà dei problemi applicativi. C’è già una normativa che è più che sufficiente… A me pare che tutto questo intervento sia molto caratterizzato dall’esigenza di assecondare una sensazione, una percezione all’interno della società, ma il legislatore non deve assecondare gli umori.”

Dir Lelio Castaldo


Dir Lelio Castaldo


A patrocinare l’evento anche la testata giornalistica online www.sicilia24h.it e il direttore Lelio Castaldo come moderatore del convegno. Il giornalista agrigentino, il primo “realizzatore della notizia online nel 2002”, (così come lo ha definito l’avv. Salemi in apertura), ha dato il punto di vista mediatico sul tema e ha introdotto l’altro relatore la dott.ssa Alessandra Vella.
La dott.ssa Alessandra Vella, Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Agrigento che ha toccato, nel suo intervento, diversi punti:

La legittima difesa (disciplinata dall’art. 52 del codice penale), è una sorta di “autotutela” che l’ordinamento giuridico italiano consente nel caso in cui insorga un pericolo imminente (per sé o per altri) da cui è necessario difendersi e non ci sia la possibilità di rivolgersi all’autorità pubblica per ragioni di tempo e di luogo. Probabilmente il legislatore ha voluto tenere conto di un’esigenza del tutto naturale che è legata all’istinto di reagire quando si viene aggrediti.

dott.ssa A.Vella

Non bisogna però confondere la legittima difesa con la vendetta perché quest’ultima è una reazione che avviene dopo che la lesione è stata già provocata mentre si parla di legittima difesa quando si reagisce a una aggressione e tale reazione rappresenta l’unico rimedio possibile nell’immediato per evitare una offesa ingiusta. Inoltre, “non è punibile chi ha commesso il fatto, per esservi stato costretto dalla necessità di difendere un diritto proprio od altrui contro il pericolo attuale di una offesa ingiusta, sempre che la difesa sia proporzionata all’offesa.” L’aggressione ingiusta deve concretarsi nel pericolo attuale di un’offesa che, se non neutralizzata tempestivamente, può sfociare nella lesione di un diritto proprio o altrui (personale o patrimoniale) tutelato dalla legge e si riferisce alla propria o la altrui incolumità e ai beni propri o altrui. Può accadere però che per un errore di fatto un individuo si creda minacciato mentre effettivamente il pericolo non sussiste. Si parla in questo caso di legittima difesa putativa. La proposta di legge, andrà a modificare gli articoli 52 e 59 del codice penale. Il primo riguarda proprio la legittima difesa mentre il secondo tratta le circostanze del reato. I confini della legittima difesa (modifica dell’art 52 c.p), il Turbamento esclude colpa (modifica dell’art 59 c.p) e Assistenza legale a carico dello Stato.”

Proprio su questo ultimo punto si innesta l’altro intervento dell’Avv. Antonio Gaziano, Consigliere Nazionale Forense e già Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Agrigento, che ha ripercorso il tema della legittima difesa dal codice penale delle due Sicilie ad oggi, passando per il codice Rocco costituito da due codici, adottati in materia penale durante il ventennio fascista in Italia: Codice penale italiano e Codice di procedura penale italiano del 1930.

A.Gaziano

A mio avviso, il codice Rocco costituisce un monumento giuridico per l’Italia ancor oggi, i principi in esso sono anche i caposaldi dell’attuale art.52: peccato l’abbiano modificato!

Riguardo al patrocinio a spese dello Stato, concludo, credo sia una operazione attuata per il significato simbolico più che per il risultato pratico che da essa si possa ottenere.”

E’ il turno del Sociologo, esperto di Comunicazione, Giornalista: il prof. Dott. Francesco Pira dell’Università degli Studi di Messina.

Per poter parlare di legittima difesa occorre analizzare il senso diffuso di insicurezza che genera la percezione della paura. Si ritiene comunemente che l’invasione della paura nelle società contemporanee sia l’esito dell’assenza di politiche adeguate nel contrastare la criminalità dilagante e nel ristabilire l’ordine nelle città. L’aumento del numero di reati e l’efferatezza con cui vengono commessi producono un senso diffuso d’insicurezza, che si traduce in richiesta di maggiore protezione da episodi criminali e, di conseguenza, in una legittima domanda di maggiore severità punitiva, in questo caso di auto difesa o come dice Massimo Gramellini nella sua rubrica “il caffè” del Corriere della sera “l’auto giustiziere”. Spiega il prof. Pira: “il ladro di autoradio ha deciso di autoinfliggersi una punizione. Benché per quel furto fosse stato regolarmente arrestato e condannato a tre mesi di carcere e a trentamila lire di multa. Sentiva di avere pagato il suo debito con la legge, ma non con la vittima. Il senso di colpa ha continuato a scavare nella sua coscienza, fino a trasformarsi in senso di responsabilità. Passano trentasei anni e una cinquantina di governi, finché il 25 maggio 2017 l’autista ormai in pensione riceve una raccomandata: è del ladro, che chiede scusa e allega un assegno di cento euro. Il costo del maltolto, rimodulato sul cambio di moneta e sull’inflazione.

F.Pira (dx)

Il punto di partenza dell’analisi è costituito dall’osservazione dell’esplosione dell’allarme sicurezza nell’Italia degli anni Novanta e della centralità della paura nelle esperienze quotidiane e nei discorsi pubblici. L’eco mass-mediatica di questi eventi, l’enfasi politica sui sentimenti sociale di esasperazione e la crescente rilevanza dei risultati delle indagini contribuirono a rafforzare il senso di crisi della sicurezza pubblica e l’insicurezza nei singoli. La “scoperta” della centralità di questa “emozione” ha stimolato il sorgere di numerosi tentativi d’interpretazione che, consolidandosi nell’ambito di “saperi” distinti, hanno espresso diverse “versioni” della verità e quindi della paura.

A fare da padrona è stata la rete, con la sua tipica eterogeneità nelle fonti, nei canali, nelle informazioni, nelle verità; essa attiva l’individuo nella ricerca di risposte adeguate per risolvere le tante sollecitazioni che arrivano dai media, social network danneggiando molto spesso la stampa tradizionale.

Dalla paura globalizzata al senso individuale di incertezza e vulnerabilità, cito il sociologo Bauman che riflette sull’impatto psicologico e sociale della modernità e questa incertezza chiamata “nostalgia della sicurezza”. Sulla linearità di questo percorso occorre costruire gran parte delle politiche di sicurezza urbana. E l’unico modo per godere fino in fondo del diritto alla legittima difesa non è quello di cambiare o porre nuove leggi. Non è un problema di “deriva di destra”, come dice Saviano. Sciocchezze. E’ un problema di qualità della giustizia e di sicurezza. E fino a prova contraria dovrebbe essere questa (non un’ennesima legge) la nostra unica e vera legittima difesa.

G.Cimino


La giornata si è conclusa con il Dott. Gioacchino Cimino, Presidente Zona 25 del Lions che ha ricordato l’impegno lionistico rispetto a temi di forte rilevanza sociale. “Tra i compiti della nostra associazione vi è quello di organizzare eventi che possano favorire la discussione di tutti gli argomenti di interesse pubblico”.

A seguire la consegna, per mano dell’Avv. Salemi, delle targhe ai relatori e le interviste (guarda le interviste di Teleacras).

VIDEO

cerimoniere Lions


Lions Club ringrazia dott.Adamo per l'ospitalità al Circolo Empedocleo

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panificio don Fofò- AG


Qualche mese fa la redazione di sicilia24h.it pubblicava questo articolo: http://www.sicilia24h.it/momenti-di-solidarietapanificio-don-fofo-e-sicilia24h_282715/
Oggi a distanza di 9 mesi non vogliamo dimenticare chi continua, ogni giorno, con piccoli grandi gesti a preoccuparsi per chi ha più bisogno, perchè ognuno di noi e tutti insieme possiamo cambiare le cose!

La Repubblica Italiana compie 71 anni. Ad Agrigento la cerimonia dell’anniversario in piazza Vittorio Emanuele, tra le Forze Armate e di Polizia.

E’ l’occasione per per ricordare un passaggio storico per il nostro Paese: il referendum del 1946, con il quale gli italiani scelsero la Repubblica e votato i deputati che avrebbero preso parte all’Assemblea costituente.

Oggi e’ la Festa della Repubblica italiana. Il due giugno e’ infatti l’occasione per rinnovare il senso di un passaggio storico per il nostro Paese, ossia il referendum del 2 giugno 1946, con il quale gli italiani chiusero la pagina della monarchia e aprirono alla Repubblica, oltre a votare i deputati che avrebbero preso poi parte all’Assemblea costituente.
La Repubblica vinse con il sostegno di 12.717.923 voti contro i 10.719.284 voti monarchici, ma fu un voto che vide un paese sostanzialmente spaccato, con il Sud a premiare il regno e il Nord ad ambire alla repubblica. Non mancarono, come da prassi, polemiche e sospetti. Il 18 giugno 1946, la Corte di Cassazione proclamò la nascita della Repubblica italiana, ma il re Umberto II si era già risolto per l’esilio, malgrado il ricorso e l’attesa di un verdetto definitivo.
Il 2 giugno e’ una data storica anche per un altro motivo, assolutamente primario: fu la prima partecipazione delle donne al voto, in ritardo rispetto ad altre realtà europee e non solo.
Una tradizione, quella della Festa, partita nel 1948, che è stata ristabilita in questa data come giorno di festa nazionale con annesse celebrazioni dal secondo governo Amato con la legge 336 del 20 novembre 2000.
Buon 2 Giugno a tutti, dalla redazione di sicilia24h.it

Come sarà composta la sua Giunta operativa?
“Sarò un Sindaco essenzialmente di coordinamento e di rappresentanza. La nostra forza sarà rappresentata dagli Assessorati altamente specializzati nel settore di cui saranno responsabili che, secondo me, dovranno a sua volta avvalersi di piccoli gruppi di lavoro (2 – 3 persone). Gruppi di lavoro che saranno presentati alla cittadinanza”.

Quale sarà la prima iniziativa visibile che pensa di realizzare entro i primi 90 giorni dall’insediamento della sua nuova giunta?
“Avviare sin da subito processi partecipativi al fine di ricreare e restituire a tutta la cittadinanza un clima di serenità e di pacifica convivenza. Un impegno che vuole rappresentare soprattutto un atto di stima e di fiducia nei confronti di tutta la cittadinanza”.

Elenchi le “cose” che sicuramente avvierà entro il primo anno del suo governo?
– l’istituzione di sportello unico informativo sulla programmazione e aiuti comunitari (PO FESR 2014-2020, PSR, etc) e partecipazione a tutte le iniziative di partenariato locale;
– progetto per il potenziamento dell’isola ecologica ed attrezzandola come Centro Comunale di Raccolta;
– avvio procedure per la revisione del Piano Regolatore Generale;
– Progetto del Parco Minerario, riqualificazione, accoglienza;
– progetto per un piano strategico per l’edilizia;
– tutte le iniziative per utili ad implementare la destinazione turistica del Comune;
– istituzione di sagre ed eventi tipo “Settimana della cultura comunale”, “Giornata dello Sport”

Quali cose che sicuramente non farebbe mai nei cinque anni del suo governo?
“Tradire il patto etico con gli elettori, contenuto ed illustrato nel mio programma di governo”.

Come vede rilancio e la riqualificazione del Centro Storico?
“Per me, il recupero del Centro Storico è irrinunciabile. Questo è uno dei temi che può dare molto lavoro nei prossimi anni. Intendo dedicare l’interesse al Centro Storico studiando anche dei percorsi privilegiati, possibilmente in collaborazione con le Istituzioni e con le Banche, per realizzare velocemente quanto ci proponiamo. Bisogna dotarsi velocemente di norme specifiche che consentano il riuso degli edifici, specie in materia edilizia residenziale e turistica e di utilizzo dei piani terra in attività di commercio e, più in generale nel terziario”.

Come intende impostare la politica sul Turismo?
“Anche in questo essenziale settore c’è da lavorare tantissimo. Comitini è indubbiamente una “Destinazione Turistica”, grazie alle bellezze storiche paesaggistiche di cui è dotato. Una Destinazione che necessita di essere veicolata con un’offerta di servizi non esclusivi ma molto qualificati creando sinergie con tutti i soggetti deputati. Bisogna trasformare il turismo estivo “mordi e fuggi” in un turismo stanziale e distribuito in tutto l’arco dell’anno.

Attualmente è in pratica un Turismo di attesa e di passaggio. Noi, con opportune iniziative vorremmo cambiare il metodo da “attesa” a “ricerca” del Turista e, con questo sistema fare in modo che anche nel periodo invernale si possano avere visitatori che possano assicurare le giuste frequenze alla nostra Zona. Non dimentichiamo che i mesi non estivi sono molto più adatti dei mesi caldi per visitare e godersi appieno una zona come la nostra. Basti ricordare che in questi mesi maturano i nuovi prodotti dell’enogastronomia come l’Olio ed il Vino nuovo”.

Che tipo di attività e di investimenti potrebbero contribuire a una ripresa economica del vostro territorio.
“La nostra idea principale è il rilancio del territorio su un’idea precisa di turismo, legata al centro storico e alle circostanti risorse agricole, culturali e paesaggistiche. Artigianato, Convegnistica, Turismo culturale, Enogastronomico e Religioso solo per accennare a qualcuno dei motori della ripresa economico-sociale del territorio. Occorrerà farlo in modo serio, sistematico e sistemico, inserendo il nostro Paese all’interno di ulteriori percorsi tematici, oltre a quelli già a cui partecipa a pieno titolo, mi riferisco al fatto che già il Comune di Comitini è utilmente inserito nella Rete Nazionale dei Parchi Minerari, nella rete interprovinciale delle Ferrovie Turistiche, nella rete dei Cammini Religiosi (vie Francìgene). Inoltre, ritengo che la profonda interazione con l’Università debba generare progresso culturale ed economico. Tuttavia va precisato che questa è la nostra idea di partenza, ma siamo convinti che senza una condivisione dell’idea (che significa in primis ragionare e poi scegliere insieme) da parte dell’intera comunità Cittadina, rischierebbe di rimanere comunque un progetto sulla carta”.

Partecipazione – I cittadini dovrebbero essere coinvolti nelle scelte amministrative? Se sì, in quali modi?
“I Cittadini devono essere coinvolti in tutte le scelte amministrative sull’idea di futuro della Città, in primis sui temi: del bilancio partecipato, della pianificazione urbanistica, infrastrutturale, culturale e sociale. Devono essere coinvolti attraverso Assemblee Pubbliche e referendum, e un’informazione precisa, comprensibile e diffusa. La scelta di qual è il futuro su cui vogliamo puntare deve essere condivisa, partecipata, creduta e perseguita dall’intera comunità. Perché se è imposta dall’alto non funziona: non recepisce le esigenze e i desideri di chi a quel punto subisce soltanto le decisioni, non riesce a far remare nella stessa direzione la Cittadinanza”.

Problemi di bilancio: dove troverete nuovi fondi per garantire i servizi ai cittadini?
“L’azione amministrativa assicurerà una corretta e sana gestione delle finanze comunali, attivando un processo di sinergia virtuosa di amministratori e dirigenti comunali per programmare le spese e le relative entrate nell’ottica di massimizzazione di tutte le risorse. Riduzione degli sprechi e razionalizzazione del bilancio, tenendo conto delle sue reali dinamiche”.

Rifiuti: l’altissimo costo sostenuto dai cittadini per lo smaltimento dei rifiuti Cosa intende fare al riguardo?
“Già con la precedente Amministrazione Comunale si sono raggiunte percentuali altissime che soddisfano in pieno gli standard europei di prevenzione, recupero e riciclo dei rifiuti urbani. E’ fondamentale continuare sulla strada intrapresa e supportarne il corretto funzionamento attraverso azioni di informazione e controllo, fino all’introduzione di una fiscalità variabile secondo il principio “paga per quanto scarti”, agendo sulle leve consentite dall’adozione della tassazione vigente, così da creare un circolo virtuoso tra cittadino-distribuzione-commercio e imprese. Il tutto secondo lo schema “meno produci indifferenziato, meno paghi”.
Giovani – Scuola, Sport. Quali iniziative propone?
“La scuola insieme alla famiglia ha un ruolo centrale ed insostituibile per la formazione ed educazione dei più giovani. Sarà uno dei punti fondamentali del confronto tra Comune e cittadini, attraverso un percorso condiviso e consapevole, volto a migliorare il livello generale dell’offerta scolastica. Sarà data priorità all’ascolto delle necessità operative al fine di trovare soluzioni con i mezzi consentiti, consapevoli del ruolo centrale della scuola nella formazione della nostra futura classe dirigente. Promuovere ed incentivare la pratica sportiva, soprattutto tra gli adolescenti come momento di aggregazione, di crescita e confronto. Valorizzare l’educazione fisica fin dalle scuole elementari, trattandosi di un reale investimento sul futuro in termini di salute, di socializzazione e di cultura, promuovendo collaborazioni tra scuole e organizzazioni sportive”.
Grazie e in bocca al lupo da Noi di sicilia24h.it!

Sarà presentato a Sciacca il prossimo mercoledì  17 maggio alle 18:30 presso il Circolo di Cultura di Corso Vittorio Emanuele, 90 il nuovo romanzo “Baires” (Fazi editore) della scrittrice, vignettista e scultrice,  Chiara Rapaccini, in arte Rap, autrice delle celebri vignette “Amori sfigati“. A dialogare con l’autrice la giornalista e blogger Margherita Ingoglia. Un’occasione da non perdere per conoscere una grande artista. Per trenta anni fu moglie del grande regista, Mario Monicelli. Durante la presentazione verrà proiettato un video. Evento curato dalla libreria Ubik di Sciacca, di Ornella Gulino.
«Baires è un romanzo autobiografico, un noir, un libro di avventura, e perché no, un mistery. Non ultimo, è una storia per bambini». Così l’autrice descrive questo suo libro originalissimo e pieno d’atmosfera che narra la perdita di sé e le conseguenti disavventure di una donna ritratta in un momento di crisi. Sensuale, ipnotico, scritto con una lingua ironica e strabordante di immagini che richiamano atmosfere tipiche del realismo magico, il racconto si dipana tra Buenos Aires, la provincia argentina e Roma. La protagonista, alter ego della scrittrice, è Frida, una donna di mezza età, stilista e disegnatrice per bambini che, annientata dal lutto per la perdita del marito, fugge dalla sua città verso un territorio misterioso e contraddittorio: l’Argentina. Viaggiando, la donna si spoglia poco a poco di strati sovrapposti, convenzioni, certezze, narcisismi e sicurezze che, come bucce di cipolla, l’hanno avvolta per almeno metà della sua esistenza. Elegante, sicura di sé, ancora bella, a causa e grazie al dolore per la perdita del compagno, un geniale uomo di cinema che l’ha resa dipendente e insicura, recupera a poco a poco il nocciolo duro della propria anima prendendo dolorosamente coscienza di sé così come dell’inevitabile passare del tempo. Perdendosi nelle strade affollate e bollenti di Buenos Aires, attraversando lande desolate tra i fiumi Uruguay e Paranà, incontrando la magia grazie alle mani di una sciamanna, in un incontro a metà tra sogno e veglia, Frida finalmente ritroverà se stessa attingendo forza, tra le altre cose, dalla propria creatività artistica.


Si è tenuta lo scorso 17 maggio la conferenza stampa di presentazione del Festival “Strada degli scrittori” presso la sede dell’Assemblea regionale siciliana a Palermo. La Strada degli scrittori è un itinerario che invita a ripercorre i luoghi vissuti e amati dagli scrittori e quelli descritti nei romanzi, a contatto con i volti e le variegate personalità ampiamente dettagliate in pagine e pagine di letteratura e di teatro, che hanno appassionato e formato intere generazioni.
Il progetto prende forma da una proposta del giornalista del Corriere della Sera, Felice Cavallaro, e condivisa e sottoscritta con protocollo d’intesa, l’11 novembre 2013, a Racalmuto, alla presenza del Ministro per i Beni culturali Massimo Bray e dal Presidente dell’Assemblea regionale Siciliana, on. Giovanni Ardizzone, dagli assessori regionali del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo, Michela Stancheris, dei Beni culturali, Maria Rita Sgarlata, dell’Istruzione e della Formazione professionale, Nelli Scilabra, delle Attività produttive, Linda Vancheri, delle Politiche agricole e alimentari, Dario Cartabellotta, e del Territorio e Ambiente, Mariella Lo Bello. Il progetto diviene ancor più concreto con l’impegno di Anas, annunciato il 4 febbraio 2016 dal presidente Gianni Vittorio Armani, di denominare ufficialmente la strada statale 640 “di Porto Empedocle” come “La Strada degli Scrittori”.

Dopo gli eventi di giovedì 11 maggio, venerdì e sabato…
Giovedì 11 maggio

10 – Convegno “RaccontiAmo Antonio Russello” del Centro Studi Russello; Castello Chiaramontano
16 – Concorso letterario/artistico “Russello, la legalità e la questione sociale”, Centro Studi Russello
Venerdì 12 maggio
15.30 – Sou Laboratory : Laboratorio di Architettura sui luoghi di Russello, Centro Studi Russello
Farm Cultural Park

18 – Il teatro di Antonio Russello, rappresentazione teatrale con Giusy Carreca, Anna Grazia Montalbano, Pippo Crapanzano (Coordina Prof. Agnello), Centro Studi Russello; Castello Chiaramontano di Favara
19.30 – “Il Sud vola”- L’innovazione sociale e d’impresa. I Protagonisti con Alessandro Cacciato, Farm Cultural Park

Sabato 13 maggio
10 – Convegno “I romanzi inediti di A. Russello” con degustazione, a cura dell’istituto IPSSEOA “G. Ambrosini”, Palazzo Cafisi
21 – “Welcome to Favara”, un momento ludico dedicato alle antiche feste siciliane, Farm Cultural Park
Oggi domenica 14 maggio in programma:

9.30 – Tour “Strada degli Scrittori” C.A.M.E dei Templi, percorso con auto storiche sulla Strada degli Scrittori (Piazza Cavour a Favara – Porto Empedocle – Agrigento – Racalmuto – Favara)
10 –  “I luoghi di A. Russello”, estemporanea di pittura, ass.  culturale Il Giardino degli Artisti/ Accademia comunale Arte, Cultura e Legalità, Piazza A. Giglia, Ponte dei tre archi
17 – Talk letterario “Donne attraverso la Strada” di Gero Miccichè, dialogo con le autrici locali condotto da Valentina Oliveri, Castello Chiaramontano di Favara
19 – Caffè letterario: “Non c’è più la Sicilia di una volta” di Gaetano Savatteri, dialogano con l’autore Antonio Liotta e Felice Cavallaro, Farm Cultural Park

A seguire gli altri eventi:

  • Seconda tappa: Andrea Camilleri e la Marina (18-21 maggio)
  • http://www.sicilia24h.it/i-luoghi-della-legalita_317724/

  • Terza tappa: Leonardo Sciascia e Racalmuto (25- 28 maggio)
  • Quarta tappa: Luigi Pirandello e Girgenti (30 maggio – 4 giugno)
  • Quinta tappa: Rosso di San Secondo e Caltanissetta (8-11 giugno)
  • Sesta tappa: Tomasi di Lampedusa e Palma di Montechiaro (15-18 giugno)
  • Settimana delle Celebrazioni 150° anniversario della nascita Luigi Pirandello  (22-28 giugno)
  • Eventi conclusivi (1- 7 luglio)

La strada è la SS 640, che unisce cultura e turismo nei luoghi siciliani che hanno visto nascere e produrre scrittori di prima grandezza: Luigi Pirandello, Leonardo Sciascia, Andrea Camilleri, Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Antonio Russello, Rosso di San Secondo e molti altri, da Racalmuto a Porto Empedocle, passando per Favara e Agrigento fino a Caltanissetta.

150° Anniversario Nascita di Luigi Pirandello


Sabato 6 maggio alle ore 18:00 verrà inaugurata, presso lo SPAZIO ESPOSITIVO di Francesco Siracusa, ad Agrigento in via Papa Luciani 52, la mostra dal titolo IMMEMORE – Breviario dell’assenza di Alessandro Saturno
La mostra, che raccoglie tele ad olio di vario formato, è una ricognizione sull’attività dell’artista napoletano sul mistero della materia e dello spirito, l’enigma dell’assenza e dell’incorporea presenza, sono le coordinate temporali  e spaziali di tale ricerca. Il suo spazio pittorico è un limbo dove la figura accade, si forma o si dissolve, si guarda dentro, si attraversa.
La mostra, accompagnata da un intervista con l’autore, sarà visitabile fino al 30 giugno. Orari: lun. – ven. (ore 9-13:00, 17-20:00) e sab. (ore 9:00-13:00).
6 Maggio – 30 Giugno

SPAZIO ESPOSITIVO di Francesco Siracusa

INAUGURAZIONE Sabato 6 Maggio ore 18:00

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PALERMO- Un secolo di storia dell’arte in una selezione di opere tra le più rappresentative. La mostra “Novecento italiano. Una storia”, che da oggi al 31 agosto 2017 è aperta nella sala Duca di Montalto di Palazzo dei Normanni, offre un percorso onnicomprensivo su un secolo ricco di fermenti, movimenti, sperimentazioni e innovazioni, spiega Maria Teresa Benedetti – è una mostra da leggere attraverso la singolarità delle opere esposte, di una qualità che definirei sorprendente e vogliamo che questa sia riconosciuta a livello internazionale.”
In un percorso ordinato cronologicamente accompagneranno i cittadini lungo tutta l’esposizione. Giacomo Balla, Umberto Boccioni, Gino Severini, Giorgio De Chirico, Carlo Carrà, Filippo de Pisis, Giorgio Morandi, Mario Mafai, Franco Gentilini fino a giungere al realismo di Renato Guttuso con cui si conclude la prima parte della mostra, e il cui celebre affresco La Vucciria spicca per dimensioni e per valore culturale tra le altre opere. Su tale affresco, Maria Teresa Benedetti, curatrice dell’evento, in occasione della conferenza stampa di questa mattina a Palazzo Reale, ha spiegato: “La Vucciria di Guttuso si deve vedere, ed è un quadro che mi ha sorpreso in qualche modo proprio per la fissità di natura fotografica, attraverso il quale l’autore è riuscito a restituire una perfetta immagine del mercato palermitano ed è una posa ferma, che si discosta dalle altre opere di Guttuso. Abbiamo allora pensato di sceglierlo in quanto un omaggio alla memoria, a una storia che non ha una dimensione temporale, ma è piuttosto antistorica, e ha bisogno di essere fissata nel tempo”.

La mostra ospitata nelle Sale Duca di Montalto di Palazzo Reale presenta un racconto che non ha la pretesa di essere esaustivo, ma vuole mostrare la grandezza del nostro patrimonio creativo attraverso un viaggio in cui ogni tappa è una storia esaltante che vede protagonisti alcuni tra i più grandi artisti del XX secolo. Si tratta di un’esposizione di sessanta quadri, otto sculture di quarantaquattro autori che possono, a ragione, essere considerati i manifesti delle loro correnti di riferimento. Sono almeno quindici i movimenti artistici rappresentati in questa esposizione: si va dal Ritorno al mestiere all’Idealismo, passando per la Metafisica del quotidiano, il Realismo magico, la Scuola romana, il Gruppo forma; e ancora l’Onirismo siderale, gli Italien de Paris, il Primordialismo plastico, la Scuola di via Cavour e il Gruppo di Piazza del Popolo.
Il Novecento italiano include una serie di artisti che si sentivano traduttori dello spirito del XX secolo, provenivano da esperienze e correnti differenti, ma legate da un senso comune di ritorno alle origini nell’arte, reinterpretate secondo la modernità: il Novecento torna quindi ad avere come supremo riferimento l’antichità classica, la purezza delle forme e l’armonia nella composizione. Un filone composito, che perfettamente si incastona in una Sicilia tributaria di molteplici apporti culturali.
L’arte italiana del Novecento propone esempi significativi di un percorso che evidenzia da un lato l’importanza della storia, dall’altro induce a riflettere sugli aspetti rivoluzionari del mondo contemporaneo. Vi è un marcato impulso verso il futuro che sottolinea le feconde utopie del secolo scorso: se ne possono cogliere i primi segnali nell’opera di Giacomo Balla e dei suoi giovani allievi Umberto Boccioni, Gino Severini, Mario Sironi, preludio divisionista all’avventura internazionale del futurismo, da loro affrontata con grande coraggio e documentata dalle opere esposte.
Il clima dei primi Anni Venti è quello della “fuga dalle avanguardie”, del “rappel à l’ordre”, del “ritorno al mestiere”, di cui sono alfieri Giorgio De Chirico, di origine siciliana, ed il piemontese Carlo Carrà. Vi è così la stagione metafisica di De Chirico, ed il particolare realismo di Carrà, nutrito anch’esso dalla esperienza metafisica e dall’amore per la tradizione italiana, che dominerà la sua lunga vita creativa. A questo filone la mostra dà un tributo, senza dimenticare la sorprendente originalità di Alberto Savinio, fratello di De Chirico, e l’impressionismo tutto italiano di Filippo De Pisis.
La mostra cerca così di condurre il visitatore in un percorso nella vivace temperie culturale e artistica novecentesca, dove si passa dalle avanguardie degli anni Venti alla novità del “Gruppo Forma”, cui partecipano Pietro Consagra, Antonio Sanfilippo e tanti altri maestri animati dalla volontà di essere “formalisti e marxisti”, senza dimenticare Mario Schifano, il più celebre esponente di quella che possiamo definire la risposta italiana alla Pop Art americana.
Un tributo importante ad una stagione che ha visto protagonista anche Jannis Kounellis, recentemente scomparso, insieme ad una serie di tanti altri artisti che si sono segnalati per il vigore e l’originalità di esperienze ineludibili
La mostra è organizzata dalla Fondazione Federico II, presieduta da Giovanni Ardizzone, in collaborazione con C.O.R. (Creare Organizzare Realizzare) di Alessandro Nicosia, e curata, insieme a Maria Teresa Benedetti, da Lea Mattarella e Francesca Villanti, le quali hanno concluso l’incontro ricordando altri prestigiosi nomi del XX secolo, nonché protagonisti della seconda parte della mostra, tra cui Fausto Pirandello, Lucio Fontana, Giulio Paolini, Mimmo Paladino ed Emilio Isgrò. “Palermo è una città fortemente ancorata al suo passato, ma al tempo stesso è pronta per l’arte contemporanea- ha affermato Francesca Villanti – e ospiterà nel 2018 la XII edizione di Manifesta (Biennale delle Arti Visive)”.
“Novecento Italiano. Una Storia” resterà aperta da lunedì a sabato dalle ore 8:15 alle 17:40, domenica e festivi dalle ore 8:15 alle 13:00, è visitabile fino al 31 agosto. Ingresso: 6,00 €


Appena conclusa la sfida di questa sera, tra le due più autorevoli candidate alla vittoria in Champions League: Juventus-Barcellona. La Juventus è arrivata ai quarti di finale di Champions League per l’ennesima volta nelle ultime edizioni: nello stesso periodo nessuna italiana è arrivata tra le migliori otto del torneo. La Juventus ha vinto le ultime quattro partite di Champions League, attualmente la striscia aperta più lunga nella competizione: quella bianconera è, insieme al Real Madrid, l’unica squadra ancora imbattuta.
Le formazioni: Luis Enrique avanza Mascherano per ovviare all’assenza di Sergio Busquets  (squalificato). Davanti i tre fenomeni Messi-Neymar-Suarez, Iniesta e Rakitic a centrocampo. Il Barcellona, messo in campo con un 3-3-1-3 con Mathieu allineato con Piqué e Umtiti e Mascherano in mezzo al campo. Tutto confermato in casa Juve, con Mandzukic e Pjanic dal 1′ e Asamoah. Il titolare a sinistra sarà Alex Sandro.  La Juve, schierata col 4-2-3-1, con Dani Alves e Asamoah terzini e il terzetto Cuadrado-Dybala-Mandzukic alle spalle di Higuain. Voti alti per il portier migliore al mondo (dopo Neuer del Bayern Monaco) Gigi Buffon, che non si lascia turbare neppure dal tiro di Iniesta, su palla di Messi, confermando il doppio svantaggio del Barcelona. Poi al 55° cala il terzo goal su colpo di testa di Chiellini. La squadra di Luis Enrique avanza cercando la rete, unica speranza, ma anche stavolta Suarez è fermato da Buffon e così anche l’ultima chance per gli spagnoli svanisce e la juventus porta a casa a vittoria con un 3-0, che vale la qualificazione alle semifinali di Champions League, gara di ritorno del Camp Nou, che sarà mercoledì prossimo.

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L’8 aprile giornata divulgativa tutta dedicata alle leguminose da granella, è stata una iniziativa, organizzata dalla Fondazione A. & S. Lima Mancuso, presso il Feudo Pietranera ‐ S. Stefano Q. (AG) tra dibattiti, degustazioni a tema e passeggiate.
Il Convegno “Le leguminose: importanza  nell‘alimentazione e nell’agricoltura” si inserisce nell’ambito dell’ “Anno internazionale ONU sui legumi” le cui iniziative hanno l’obiettivo, dal 2016, di far conoscere l’importanza a livello mondiale dei legumi (fagioli, piselli, fave, ceci, lenticchie, ecc.) dal punto di vista non solo nutrizionale, ma anche ambientale in quanto queste piante sono miglioratrici del livello di fertilità del terreno, contribuendo fortemente alla sostenibilità dell’agricoltura. Le leguminose comprendono non solo specie alimentari ma anche importanti specie di grande importanza floricola (tra cui soprattutto la mimosa e la ginestra), di tipo foraggero (ad esempio trifoglio, erba medica) e paesaggistica (tra cui il carrubo e la robinia), oltre a costituire una componente importante della flora spontanea della macchia mediterranea.
Sabato 8 aprile 2017 delle ore 11.00 “Il ruolo delle leguminose da granella in agricoltura e nell’alimentazione” ha avuto inizio con l’intervento del dott.Giuseppe Di Miceli (prof. al Dip. Scienze Agrarie e Forestali – Università degli Studi di Palermo), su“Le leguminose da granella in agricoltura”, poi un veloce saluto delle autorità presenti, dott.Vincenzo Fontana, il sindaco di Cianciana dott. Sanzeri ed altri.
Le relazioni di stampo divulgativo riguardavano gli aspetti nutrizionali (le leguminose sono la fonte più importante di proteine di origine vegetale), le antiche varietà e le eccellenze della Sicilia (con le slides esplicative del Prof. Giuseppe Di Miceli ).
Infine la degustazione di legumi tipici siciliani modulati all’interno di piatti innovativi (dolci e piazze comprese), caldi e freddi, giudicati da: Salvatore Gambuzza, (Chef Executive del ristorante La Terrazza degli Dei dell’Hotel Villa Athena di Agrigento e presidente di giuria), Giulia Accardi (Dipartimento di Biopatologia e Biotecnologie Mediche dell’ Università degli Studi di Palermo), intervenuta su “Le leguminose da granella nell’alimentazione umana”, Maurizio Artusi enogastronomo attento al cibo di qualità.
I partecipanti al concorso: i due alberghieri erano l’IISS Luigi Pirandello di Bivona e l’IISS Calogero Amato Vetrano di Sciacca, i due ristoranti partecipanti erano costituiti dall’Agriturismo Feudo Pietranera, rappresentato dalle due cuoche Antonella Cacciatore e Rita Pullara e dall’Acquarius di Ignazio Puleo da Santo Stefano Quisquina, l’U.P.I., Unione Pizzaioli Italiani, rappresentata dal Coordinatore Regionale Stefano Catalano con Giuseppe Colletto dell’Antico Forno di Raffadali, Antonio Lupo de La Tana del Lupo di Agrigento, Giuseppe Cuffaro di Pizza Mania di Favara.
Dopo la premiazione del I° Laboratorio del Gusto dei Sicani dei Piatti a base di legumi delle ore 13, la prima giornata si è conclusa con il menù degustazione a buffet a base di legumi, pranzo preparato dalle cuoche Antonella Cacciatore, Rita Pullara coi prodotti dell’azienda agricola biologica dell’agriturismo Feudo Pietra Nera.
Così la leguminosa si propone come “volano” di sviluppo per un ambito al quale attualmente il mercato è ancora scarsamente interessato. L’evento sensibilizza il concetto della co-produzione e sottolinea il valore di un prodotto come i legumi, ingiustamente sottovalutati e che invece rivestono un ruolo fondamentale nella nostra alimentazione. Obiettivo principale è aiutare a comprendere ed approfondire il legame che c’è tra consumatore, territorio, agricoltura ed ambiente. Un modo nuovo per avvicinare al consumo dei legumi e dunque ad una nuova fruizione, anche, del nostro territorio.