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Si chiama Zika, il nuovo virus che si diffonde in maniera veloce ed ampia, e che preoccupa il mondo.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità, sta già pensando di dichiarare lo stato di emergenza, dopo che il virus “Zika”, si sta diffondendo in maniera esplosiva nelle americhe, e pertanto il Comitato di emergenza, si riunirà il prossimo 1° febbraio a Ginevra, per fare il punto della situazione.
Sono migliaia i casi di “microcefalie fetali” che si sono registrati in Brasile, e durante la riunione del prossimo lunedì si deciderà se dichiarare o meno una emergenza sanitaria internazionale.
Zika, preoccupa moltissimo sia la Russia che gli Stati Uniti, tanto che Putin ha chiesto al ministro della salute di prestare la massima allerta sull’eventualità che dal sud America, il virus possa arrivare in Russia.
Lo stesso Putin, avrebbe dichiarato che “se anche le zanzare non potranno volare sull’oceano, le persone infette lo potrebbero fare tutti i giorni, e magari lo stanno già facendo”. Il leader del Cremlino, ha anche precisato che “il virus è già apparso in Europa”.
Barak Obama, dal canto suo, sta premendo affinché si ci velocizzi nella ricerca per una diagnosi precoce del contagio dal virus Zika, che si lavori sulla prevenire e soprattutto che si trovi quanto prima la cura per l’infezione che dal virus, sta derivando.
Dalla Casa Bianca Obama annuncia che “tutti dovrebbero al più presto essere informati sul virus e su come difendersi”.
Ma le parole più crude e sconfortanti arrivano dal sud America, dal ministro della Salute brasiliano, Marcelo Castro che dichiara che “il Paese sta perdendo la battaglia contro il virus Zika”, ma l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha prontamente ribattuto che “non è così”.
Botta e risposta dunque, tra ministro e organizzazione, che creano ancor più caos di quello che già regna in questo momento di altissima allerta.
Fatto sta che ad oggi, in Brasile sono 4.000 i neonati affetti da microcefalia, gravissima patologia genetica, che vede la nascita di bambini privi della calotta cranica, nati da madri che erano state infettate dal virus.
Le polemiche sono arrivate subito, dopo che un giudice avrebbe autorizzato l’aborto in caso di gravi malformazioni del feto, considerato che in Brasile l’aborto è illegale e pertanto questa decisione ha provocato la reazione del “Movimento Brasile senza aborto”.
La realtà è che in Europa, adesso, cresce vertiginosamente la paura di contagio generale, dopo che sono stati registrati i primi casi di infezione da virus Zika in Gran Bretagna, Spagna e Italia, su soggetti che rientravano dalle zone colpite dal virus.
E allora si aspetta il prossimo lunedì 1° febbraio, per sapere quanto grave è questa situazione, e soprattutto cosa sarà più giusto e saggio agire.
Simona Stammelluti

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Si chiama Zika, il nuovo virus che si diffonde in maniera veloce ed ampia, e che preoccupa il mondo.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità, sta già pensando di dichiarare lo stato di emergenza, dopo che il virus “Zika”, si sta diffondendo in maniera esplosiva nelle americhe, e pertanto il Comitato di emergenza, si riunirà il prossimo 1° febbraio a Ginevra, per fare il punto della situazione.

Sono migliaia i casi di “microcefalie fetali” che si sono registrati in Brasile, e durante la riunione del prossimo lunedì si deciderà se dichiarare o meno una emergenza sanitaria internazionale.

Zika, preoccupa moltissimo sia la Russia che gli Stati Uniti, tanto che Putin ha chiesto al ministro della salute di prestare la massima allerta sull’eventualità che dal sud America, il virus possa arrivare in Russia.

Lo stesso Putin, avrebbe dichiarato che “se anche le zanzare non potranno volare sull’oceano, le persone infette lo potrebbero fare tutti i giorni, e magari lo stanno già facendo”. Il leader del Cremlino, ha anche precisato che “il virus è già apparso in Europa”.

Barak Obama, dal canto suo, sta premendo affinché si ci velocizzi nella ricerca per una diagnosi precoce del contagio dal virus Zika, che si lavori sulla prevenire e soprattutto che si trovi quanto prima la cura per l’infezione che dal virus, sta derivando.

Dalla Casa Bianca Obama annuncia che “tutti dovrebbero al più presto essere informati sul virus e su come difendersi”.

Ma le parole più crude e sconfortanti arrivano dal sud America, dal ministro della Salute brasiliano, Marcelo Castro che dichiara che “il Paese sta perdendo la battaglia contro il virus Zika”, ma l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha prontamente ribattuto che “non è così”.

Botta e risposta dunque, tra ministro e organizzazione, che creano ancor più caos di quello che già regna in questo momento di altissima allerta.

Fatto sta che ad oggi, in Brasile sono 4.000 i neonati affetti da microcefalia, gravissima patologia genetica, che vede la nascita di bambini privi della calotta cranica, nati da madri che erano state infettate dal virus.

Le polemiche sono arrivate subito, dopo che un giudice avrebbe autorizzato l’aborto in caso di gravi malformazioni del feto, considerato che in Brasile l’aborto è illegale e pertanto questa decisione ha provocato la reazione del “Movimento Brasile senza aborto”.

La realtà è che in Europa, adesso, cresce vertiginosamente la paura di contagio generale, dopo che sono stati registrati i primi casi di infezione da virus Zika in Gran Bretagna, Spagna e Italia, su soggetti che rientravano dalle zone colpite dal virus.

E allora si aspetta il prossimo lunedì 1° febbraio, per sapere quanto grave è questa situazione, e soprattutto cosa sarà più giusto e saggio agire.

Simona Stammelluti