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Potenza. In seguito al brutto scherzo effettuato  da un utente (tale Tito) che aveva postato su
Facebook un post sulla bacheca di Piera Maggio, madre della piccola Denise Pipitone scomparsa da
Mazara del Vallo nel 2004,  i Carabinieri di Potenza (città dove ormai da qualche anno si è stabilita
la famiglia) hanno prelevato, attraverso un tampone, un campione del Dna della bambina. Itero
obbligatorio, sottoscrive la magistratura. Il campione inviato ai Ris per una comparazione con il
Dna di Denise e il successivo accertamento è stato richiesto dalla Procura di Marsala (Trapani).
Nel messaggio Tito scriveva:” Sono io mamma”. Il post geolocalizzato nella zona del potentino era
già stato segnalato la scorsa settimana durante la messa in onda della trasmissione di Rai Tre “Chi
l’ha visto?” . Proprio in quell’occasione erano sopraggiunte numerose telefonate presso la redazione
della Tgr Rai di Basilicata. Una nota dell’ANSA rivela che “secondo quanto si è appreso in
ambienti investigativi, la madre della ragazzina (che ha dato alla figlia il suo cognome, essendo
stata abbandonata dal padre) non si sarebbe opposta in alcun modo al prelievo del Dna della figlia.
Il padre della bambina, che non l’ha riconosciuta, porta lo stesso cognome di una famiglia di nomadi
coinvolta nella prima fase delle indagini sulla scomparsa di Denise Pipitone”. Parecchie le
incongruenze del caso: la bambina che ha scritto il post su Facebook ha circa 11 anni,
contrariamente a quanti effettivamente ne avrebbe oggi Denise, ovvero 15.
Appurata la natura fallace dell’episodio e cioè che a scrivere quel post non sarebbe stata la reale
Denise, l’iter investigativo continua. La bambina-ragazza continua a risultare scomparsa. Dopo
ancora 11 lunghi anni.
Dalila Ferreri

Ricorre oggi, martedì 1 settembre, l’ 11esimo anniversario del rapimento di Denise Pipitone. La madre, Piera Maggio, ha scritto una lettera pubblicata oggi sul blog cerchiamodenise.it, dove, tra l’altro, si legge : “Mia piccola Denise, continueremo a cercarti sempre, non molleremo mai. Anche se lontani, siamo vicini con il cuore e con la mente. Con il passare del tempo la burocrazia ha trasformato il nostro dolore in azioni meccaniche, prive di ogni sentimento, quasi a dimenticare che dietro questo dramma esiste la nostra sofferenza, la tua stessa vita”.
fonte teleacras

Al palazzo di giustizia di Palermo, in corte d’ appello, la procuratore generale, Rosalba Scaduto, a conclusione della requisitoria, ha invocato la condanna a 15 anni di reclusione a carico di Jessica Pulizzi, di Mazara del Vallo, imputata di avere partecipato al sequestro della sorellastra, Denise Pipitone, nata nel 2000, e di cui non vi è più traccia dal primo settembre 2004. Jessica Pulizzi è stata assolta in primo grado dal Tribunale di Marsala per insufficienza di prove. La madre di Denise, Piera Maggio, commenta : “In appello sono emersi molti più indizi a carico di Jessica Pulizzi rispetto al processo di primo grado, tutti indizi, univoci e concordanti che portano a lei. Non è mai saltata fuori un’alternativa”.

Fonte teleacras

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