Home / Post taggati"Daniel Casares"

L’aveva immaginata bene la festa per i suoi 30 anni di carriera, Joe Barbieri, il cantautore partenopeo capace di raccontare la vita e l’amore in maniera sofisticata e con quel suo inconfondibile modo di “cantare piano”. Quello che non si aspettava però era sicuramente la torta a fine concerto, davanti a quasi mille persone giunte da tutta Italia per stare con lui in una data così significativa.

E così sabato 7 ottobre (data significativa per la sua carriera) Joe Barbieri festeggia 3 decenni di musica e parole, nella sua Napoli, al Teatro Acacia al completo e lo fa anche invitando non solo i suoi fan, ma anche suoi amici, coloro che sono stati importanti e fondamentali nella sua carriera, costellandola di collaborazioni. Musicisti e cantanti di grande levatura che hanno abbellito e reso indimenticabile la serata.

Sul palco, insieme al festeggiato, Serena Brancale, Mario Venuti, Nino Buonocore, Tosca e Peppe Servillo. Ognuno di loro con il proprio innegabile talento, ha raccontato la propria musica e quella di Joe Barbieri. Ognuno di loro ha rappresentato in maniera appassionata il proprio ruolo nella vita e nella carriera del cantautore, che in un concerto di più di due ore, ha ripercorso quel tempo in musica, iniziato proprio quel 7 ottobre 1992 dal Palco del Festival di voci nuove di Castrocaro, quando ebbe inizio un viaggio pieno di emozioni ed di entusiasmo che l’ha condotto sino a qui.

Durante il concerto, Joe Barbieri ha regalato le canzoni del suo repertorio, colto, delicato, pieno di amore raccontato con raffinatezza e poi l’allegria, tutti dettagli meravigliosi che i suoi fan hanno amato nel tempo e nei quali si sono riconosciuti perché parte della vita di ognuno, di quella vita che ha bisogno sempre di una colonna sonora.

Ad accompagnare Joe Barbieri sul palco, che ha cantato imbracciando la sua chitarra, un trio di professionisti sopraffini del mondo jazzistico italiano. Con lui al piano Pietro Lussu,  Daniele Sorrentino al contrabbasso e Bruno Marcozzi alla batteria. Professionisti dotati non solo di talento indiscusso ma anche di quella capacità di rendere tutto vibrante e coinvolgente e i loro sofisticati assoli durante l’esecuzione dei brani di Joe Barbieri hanno reso tutto magico. L’anima jazz che si lega alla canzone d’autore, crea una dimensione accattivante ricca di dettagli sonori e improvvisativi.

Joe Barbieri è partito da pezzi scritti quando ancora ragazzino sui banchi di scuola immaginava una vita dedicata alla musica, ripercorrendo poi i suoi brani più famosi, alternandoli a quelli meno sentiti, che meritavano un posto d’onore in quella serata così significativa.

Dal 7 ottobre è anche disponibile il nuovo disco antologico dal vivo, “tratto da una storia vera” proprio per festeggiare i suoi trent’anni di carriera. Fil rouge di questo lavoro, le radici nel vissuto del cantautore, le storie incontrate, alla ricerca di un continuo “sentire”.

 

 

Di connubi così perfetti ne ho visti davvero pochi, durante la mia carriera.

Parlo del connubio perfetto tra location e kermesse, traArmonie d’Arte Festival e l’intenzione di promuoverla l’arte, la cultura, la musica nella sua forma più alta, in una terra come la Calabria, che ha bisogno impellente di iniziative culturali, di impegno e competenza per risorgere e per ritrovare la strada verso una crescita chepiù che necessaria, è indispensabile.

A rendere tutto questo possibile ci ha pensato il direttore artistico del Festival, Chiara Giordano che ieri sera, salutando il pubblico presente nella splendida location del Parco Archeologico Scolacium a Borgia (Cz) ha spiegato come questo Festival nasce proprio con l’intenzione di coltivare la cultura della bellezza nel suo significato etico ed estetico e in maniera collettiva, mentre ognuno fa la sua parte e mentre si lavora ormai da 18 anni “nell’arte e per l’arte”, attraverso diversi stili artistici, ognuno dei quali capaci di decretare anno dopo anno il successo di questo “lavoro d’insieme”.

Ieri sera l’esibizione della cantautrice portoghese Dulce Pontes, è stato un piccolo capolavoro, malgrado qualche problema di microfoni. Un piccolo capolavoro incastonato nella consapevolezza che il talento è molto simile ad una missione: va intrapreso, poi lasciato andare e in ultimo condiviso. La Pontes è una cantante che si esprime in tanti modi, che ha una spiccata personalità musicale, capace di catalizzare l’attenzione, e di portare l’ascoltatore nel suo mondo, fatto di note, di musica popolare, di fado, che è il suo vestito più bello. Una voce da mezzo soprano che sconfina in acuti a volte a voce piena a volte in falsetto, un’estensione vocale ampia, che racconta in maniera prorompente tutto quel “sentimento” quella “saudade” che narra di emigrazione, di lontananza, di separazione, di dolore, di sofferenza. In quel mood Dulce Pontes ha portato il suo pubblico, con quella padronanza della scena, mentre si muove e riempie lo spazio che condivide con due chitarre e un contrabbasso, con i suoi strepitosi musicisti, il chitarrista Daniel Casares e Yelsy Heredia al contrabbasso.

Sono tanti i momenti in cui la cantante portoghese incanta con i duetti voce e chitarra, quando lascia che il vibrato classico del canto della terra che fu di Cesaria Evora, si insinui tra il cambio di tempo e il controcanto che rende tutto così pulsante. Si apprezzano tutte le sue sfumature vocali, sia quando esplode il canto gitano, sia quando l’escursione vocale lirica, mette tutto a tacere.

Regala momenti di grande arte, con pezzi del suo repertorio, alcuni dei quali durano oltre 10 minuti, senza stancare mai; reinterpreta anche i temi famosissimi del Maestro Morricone con il quale ha collaborato.

Un’artista con la voce nelle sue radici, e il cuore altrove … lì dove serve, dove poi esplode, mentre lei resta costantemente in cammino, perseverando con originalità e talento.

Tutto perfetto ieri sera, mentre sogno una Calabria che possa trovare in un Festival come Armonie D’Arte, una porta dalla quale far entrare una chance, attesa troppo a lungo

 

Simona Stammelluti