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Non ci riesco.
Non riesco a restare indifferente alla nuova direttiva dettata dal recente Dpcm che impone l’ennesimo stop a cinema e teatri. Il lavoro dell’artista è un lavoro sacro ed indispensabile, come tutti gli altri e tutti gli addetti al comparto cultura e spettacolo sono di nuovo in una tremenda situazione di crisi.

Eppure la cosa che salta subito all’occhio e che fa salire un bel po’ di rabbia è che le chiese e i luoghi di culto possono continuare ad ospitare i fedeli. Questo dice il nuovo decreto del presidente del consiglio dei ministri.

Possiamo indignarci?
Penso che se ne abbia facoltà.  E l’indignazione è tanto più sentita quanto più chiara è la situazione che abbiamo avuto modo di guardare da vicino, scorgendone ogni dettaglio.

Sono entrata in chiesa due domeniche fa. I posti a sedere erano contingentati, i fedeli sedevano per come era indicato. Ma al momento dell’eucarestia gli stessi, si sono alzati e in fila come se nulla fosse e senza alcun distanziamento sociale, si sono recati ai piedi dell’altare dove un sacerdote a mani nude, dopo aver portato l’ostia alla sua bocca, ha preso tutte le altre imboccando i fedeli. Forse dovrei fermare qui la mia storia, che racconta di una realtà che solo apparentemente ha i connotati di una situazione di sicurezza. Quanti casi di contagio potrebbero essere ascritti a tale condotta? Forse più d’uno, perché le mani nude del sacerdote, non sono certo immacolate, e sono probabile veicolo di virus, ma anche di altre cariche batteriche. Ma questo sembra interessare poco a tutti, chissà perché.

Veniamo al comparto teatro e cinema. 
In questi mesi – parliamo dal mese di luglio ad oggi – per lavoro e per passione ho frequentato rassegne teatrali, concerti e cinema, rimanendo assolutamente sorpresa circa il rigore con il quale ci si è attenuti alle regole anti-contagio. Durante le rassegne teatrali e i concerti jazz, oltre alla perfetta posizione dei posti a sedere, regolarmente distanziati e ancorati a soppalchi posti alla giusta distanza dai palchi, vi è stato un controllo straordinario con termo-scanner, disinfettanti, mascherine e distanziamento interpersonale anche degli addetti ai lavori come me, oltre che tra coloro che assistevano alle performance e che sono stati comunque in numero ridotto, creando inevitabilmente  ripercussioni sulle casse già magre dei botteghini. Anche nei cinema c’è stato un controllo assolutamente rigoroso e il riscontro oggettivo a tutto questo, è dato dal fatto che nessun caso di contagio è stato riscontrato a seguito di queste rassegne e nei luoghi preposti all’arte e alla cultura.

I cinema poi, dopo la riapertura post lockdown, non hanno trovato il vecchio splendore di sempre e non sono certo stati luoghi di aggregazione, o posti dove il rischio di contagio potesse lasciar intravedere una necessità di chiusura. Spesso mi è capitato di guardare una proiezione in una sala cinematografica quasi completamente vuota.

Non mi piace affatto dover sottolineare quanto sia sempre la cultura e farne le spese, che sembra facile chiudere e tagliare il settore dell’arte, della musica, come se valesse meno di altri, solo perché non produce bene materiali che puoi comperare e riporre. La cultura produce processi di benessere che non hanno scadenza, che non riponi da nessuna parte, che vivono e producono un meraviglioso effetto a catena, che mettono in circolo il giudizio critico, la passione, lo scambio artistico che trasmigra da chi lo produce a chi ne usufruisce.

Fino ad oggi, anche se ci si guarda bene dall’ammetterlo, contrariamente a sale da ballo, locali da movida e discoteche, la cultura e lo spettacolo sono stati una macchina virtuosa.

Ma voglio fare un’ultima riflessione.
Il comparto cultura ha sempre stentato a stare in una situazione di benessere. La cultura è stata minacciata più e più volte, è stata svilita, ogni qualvolta c’è stato chi ha preferito altro ad essa, ogni qualvolta ci si è lamentati di un libro di 400 pagine che costava 15 euro, o di un concerto jazz a 10 euro, o per le 45 euro chieste da un teatro per un abbonamento a 5 spettacoli teatrali. Il valore dell’arte è sempre stato offeso, solo perché differentemente da un diamante non vi era una caratura visibile, ed invece tutto ciò che è arte possiede un valore intrinseco ed inestimabile, difficilmente classificabile, e che però quasi sempre si è dovuto adeguare, per non morire.

Si muore lentamente anche oltre una pandemia.
Si muore di violenza, di solitudine, di fame, di follia, di ignoranza. Si impazzisce per solitudine, per paura di non farcela, di non riuscire a salvarsi. E sarà anche vero che in questo periodo a salvarci può essere una mascherina, ma senza ciò che ci rende colti e consapevoli, che nutre lo spirito e le passioni, ci ritroveremo a contare esseri umani che non sanno più perché la vita è una continua sfida senza esclusione di colpi.

 

Simona Stammelluti 

 

Gli italiani non partecipano alle attività culturali. Ormai questo è un dato di fatto. Non fosse altro che a fronte dei numeri forniti dal rapporto annuale di Federculture, presentato ieri 22 ottobre alla Camera di Commercio di Milano, e che fa il punto sul sistema dell’offerta e della produzione culturale in Italia.

Sono ancora molte le criticità del sistema nella gestione della cultura, così come è evidente una disparità tra Nord e Sud, nella fruizione della cultura da parte dei cittadini.

I dati non sono per nulla entusiasmanti:  7 italiani su 10 non vanno al cinema, non entrano in un museo né visitano siti archeologici.

Dati critici dunque, rispetto alla partecipazione alla cultura: perché se  il 40 % circa degli italiani è inattivo culturalmente, (con picchi di 80% nel settore teatro, e 90% in quello dei concerti classici),  sale all’82% il dato che riguarda il sud Italia dove sono 8 italiani su 10 a tenersi ben lontani dalla cultura e dall’arte.

In Sicilia poi, si spende tre volte meno in cultura di quanto non si faccia in Trentino Alto Adige, dove una famiglia spende per i servizi culturali 190 euro, mentre in Sicilia solo 60 euro.

In Italia si spende in cultura poco più del 6 % e siamo ben lontani dalle cifre della Svezia, per esempio, che supera l’11%.

Peggio dell’Italia sanno fare solo la Grecia, il Portogallo e il Lussemburgo.

Allora ci si chiede come mai la quota di spesa dedicata a cinema, teatro, concerti da una famiglia media italiana è aumentata del 3,1%

Semplice.
Al botteghino si spende di più, circa il +0.71 perché aumentano i prezzi, non gli ingressi, che invece diminuiscono di circa 4 punti percentuale.

Le attività di spettacolo in genere, scendono anch’esse di 2 punti e mezzo.

E la lettura?  

La quota di chi legge almeno un libro all’anno cresce, seppur di pochissimo, diminuiscono però i cosiddetti “lettori forti ossia quelli che ne leggono di solito più di uno al mese.

Rassicuranti i dati del turismo culturale che rappresentano il 35,4 % della spera totale per il turismo. Sono i turisti a far aumentare la spesa culturale, che sale dell’11%. Crescono del 10% i visitatori di musei statali.

A parlare in merito ai dati e alla gestione della cultura  è Andrea Cancellato, Presidente di Federculture che ammette di “non aver apprezzato  che il settore turismo sia passato dal Ministero dei Beni culturali alle Politiche agricole”.

 Per Claudio Bocci, Direttore di Federculture, “ci vorrebbe una cabina di regia a Palazzo Cigi”.

E le amministrazioni comunali?

Sì perché anche loro dovrebbero incentivarla, la cultura. Ed invece la spesa in cultura della amministrazioni comunali scende del 4 % rispetto al 2015 e anche le erogazioni delle fondazioni bancarie sono al -9% rispetto al 2016.

Per i fondi pubblici, lo stanziamento del Mibac è stato confermato sui 2 miliardi, anche nelle previsioni del 2018.

Intervistati, 7 europei su 10 dichiarano che “vivere in luoghi dove si promuove la cultura, in luoghi ricchi di attività culturali, contribuisce all’innalzamento della qualità della vita“.

Per questo Federculture rinnova l’appello al Parlamento per una rapida ratifica alla Convenzione di Faro, che promuove e sostiene  il concetto di comunità-patrimonio culturale, volto all’ampliamento della partecipazione dei cittadini, fattore che implica una gestione che abbia al centro l’impresa culturale, intesa come trait d’union tra tutela, valorizzazione, conservazione e fruizione pubblica dei beni culturali.

Tanti stimoli e tante idee nuove, insieme a risorse ereditate dal passato e poi ancora conoscenze e tradizioni in continua evoluzione, accomunate dalla volontà di contribuire all’attribuzione di un nuovo valore al patrimonio culturale, mirando anche ad una nuova sinergia tra attori pubblici, istituzionali, associazioni e privati.

 

Simona Stammelluti 

 

 

 


Si è tenuta lo scorso 17 maggio la conferenza stampa di presentazione del Festival “Strada degli scrittori” presso la sede dell’Assemblea regionale siciliana a Palermo. La Strada degli scrittori è un itinerario che invita a ripercorre i luoghi vissuti e amati dagli scrittori e quelli descritti nei romanzi, a contatto con i volti e le variegate personalità ampiamente dettagliate in pagine e pagine di letteratura e di teatro, che hanno appassionato e formato intere generazioni.
Il progetto prende forma da una proposta del giornalista del Corriere della Sera, Felice Cavallaro, e condivisa e sottoscritta con protocollo d’intesa, l’11 novembre 2013, a Racalmuto, alla presenza del Ministro per i Beni culturali Massimo Bray e dal Presidente dell’Assemblea regionale Siciliana, on. Giovanni Ardizzone, dagli assessori regionali del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo, Michela Stancheris, dei Beni culturali, Maria Rita Sgarlata, dell’Istruzione e della Formazione professionale, Nelli Scilabra, delle Attività produttive, Linda Vancheri, delle Politiche agricole e alimentari, Dario Cartabellotta, e del Territorio e Ambiente, Mariella Lo Bello. Il progetto diviene ancor più concreto con l’impegno di Anas, annunciato il 4 febbraio 2016 dal presidente Gianni Vittorio Armani, di denominare ufficialmente la strada statale 640 “di Porto Empedocle” come “La Strada degli Scrittori”.

Dopo gli eventi di giovedì 11 maggio, venerdì e sabato…
Giovedì 11 maggio

10 – Convegno “RaccontiAmo Antonio Russello” del Centro Studi Russello; Castello Chiaramontano
16 – Concorso letterario/artistico “Russello, la legalità e la questione sociale”, Centro Studi Russello
Venerdì 12 maggio
15.30 – Sou Laboratory : Laboratorio di Architettura sui luoghi di Russello, Centro Studi Russello
Farm Cultural Park

18 – Il teatro di Antonio Russello, rappresentazione teatrale con Giusy Carreca, Anna Grazia Montalbano, Pippo Crapanzano (Coordina Prof. Agnello), Centro Studi Russello; Castello Chiaramontano di Favara
19.30 – “Il Sud vola”- L’innovazione sociale e d’impresa. I Protagonisti con Alessandro Cacciato, Farm Cultural Park

Sabato 13 maggio
10 – Convegno “I romanzi inediti di A. Russello” con degustazione, a cura dell’istituto IPSSEOA “G. Ambrosini”, Palazzo Cafisi
21 – “Welcome to Favara”, un momento ludico dedicato alle antiche feste siciliane, Farm Cultural Park
Oggi domenica 14 maggio in programma:

9.30 – Tour “Strada degli Scrittori” C.A.M.E dei Templi, percorso con auto storiche sulla Strada degli Scrittori (Piazza Cavour a Favara – Porto Empedocle – Agrigento – Racalmuto – Favara)
10 –  “I luoghi di A. Russello”, estemporanea di pittura, ass.  culturale Il Giardino degli Artisti/ Accademia comunale Arte, Cultura e Legalità, Piazza A. Giglia, Ponte dei tre archi
17 – Talk letterario “Donne attraverso la Strada” di Gero Miccichè, dialogo con le autrici locali condotto da Valentina Oliveri, Castello Chiaramontano di Favara
19 – Caffè letterario: “Non c’è più la Sicilia di una volta” di Gaetano Savatteri, dialogano con l’autore Antonio Liotta e Felice Cavallaro, Farm Cultural Park

A seguire gli altri eventi:

  • Seconda tappa: Andrea Camilleri e la Marina (18-21 maggio)
  • https://www.sicilia24h.it/i-luoghi-della-legalita_317724/

  • Terza tappa: Leonardo Sciascia e Racalmuto (25- 28 maggio)
  • Quarta tappa: Luigi Pirandello e Girgenti (30 maggio – 4 giugno)
  • Quinta tappa: Rosso di San Secondo e Caltanissetta (8-11 giugno)
  • Sesta tappa: Tomasi di Lampedusa e Palma di Montechiaro (15-18 giugno)
  • Settimana delle Celebrazioni 150° anniversario della nascita Luigi Pirandello  (22-28 giugno)
  • Eventi conclusivi (1- 7 luglio)

La strada è la SS 640, che unisce cultura e turismo nei luoghi siciliani che hanno visto nascere e produrre scrittori di prima grandezza: Luigi Pirandello, Leonardo Sciascia, Andrea Camilleri, Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Antonio Russello, Rosso di San Secondo e molti altri, da Racalmuto a Porto Empedocle, passando per Favara e Agrigento fino a Caltanissetta.

150° Anniversario Nascita di Luigi Pirandello


Partirà il prossimo 19 aprile in uno dei borghi più belli d’Italia, un progetto culturale, di solidarietà ed integrazione che mira a scoprire le tante qualità che appartengono a diverse culture. Si tratta di laboratori musicali (e non solo) nati da un’idea di Fabio Cinque, cantautore siciliano e sua moglie Angela Zwingauer, che hanno incontrato nell’amministrazione comunale di Montalto Uffugo (Cs) e nella Cooperativa Atlante, la giusta sinergia per “fare” cose belle, fatte bene.

Si è tenuta questa mattina la conferenza stampa di presentazione di questo progetto che reca il nome di “Suoni Erranti” – laboratorio di contaminazione musicale – un progetto pilota diretto da Fabio Cinque che ha come scopo quello di mettere in contatto diversi talenti e diverse culture, capaci di “contaminarsi” vicendevolmente dando vita a scambi culturali ed emozionali, ad insegnamenti reciproci, nonché a sostenere l’aggregazione e l’integrazione nella società di ragazzi extracomunitari, gestiti nel territorio montaltese dalla Cooperativa Atlante, nell’ambito del progetto Sprar.

Lo Sprar è un sistema di protezione che mira non solo ad accogliere rifugiati e richiedenti asilo, ma anche a sobbarcarsi la responsabilità della loro integrazione nel tessuto sociale, della loro istruzione oltre all’inserimento nel mondo del lavoro. Tutto questo affinché gli “extracomunitari” così come vengono spesso definiti in senso dispregiativo, non siano quelli che rubano, che tolgono ai residenti, ma che possono essere un valore aggiunto per un territorio con la proprio cultura e le proprie usanze. E in questo il comune di Montalto Uffugo, nella persona del Sindaco Pietro Caracciolo, può vantarlo come un fiore all’occhiello, considerato il bel progetto “Le note dell’accoglienza” realizzato in collaborazione con la cooperativa Sociale Atlante.

Durante la conferenza stampa – alla quale erano presenti anche il Sindaco  Avv. Pietro Caracciolo, l’assessore Puntillo e il presidente della cooperativa Atlante Carmine Federico –  sono stati proprio Fabio Cinque e sua moglie Angela a raccontare con un contagioso entusiasmo, le motivazioni che hanno spinto a proporre questo laboratorio, motivazioni che risiedono proprio nella voglia di creare un circuito di persone, esperienze e capacità che mescolate, possano dare vita a nuove ispirazioni, nuove conoscenze e nuovi rapporti umani, che dovrebbero sempre restare vivi e vividi proprio nello scambio, nella contaminazione, nella condivisione di conoscenza e di “voglia di conoscenza”.

Sarà un laboratorio gratuito, aperto a tutti coloro vorranno prenderne parte, siano essi musicisti o semplici appassionati, o che abbiano voglia di vedere da vicino come nascono nuove sfumature di musica e colori, mettendo al centro esclusivamente quello che si è disposti a dare.

Il comune di Montalto Uffugo ha messo a disposizione i luoghi, Fabio Cinque metterà a disposizione la sua arte, i responsabili della cooperativa supervisioneranno e collaboreranno al meglio e il resto lo faranno i ragazzi ospiti dello Sprar, già ben integrati nel territorio, che aspettano solo di poter raccontare un po’ meglio chi sono e che sogni hanno.

E’ un seme meraviglioso piantato in una primavera in divenire, che aspetta solo di mettere radici e di crescere rigoglioso. Il progetto parte da da Montalto Uffugo, ma si spera possa diventare talmente contagioso, da “errare” per poi radicarsi anche in altri tessuti sociali, dove la cultura, la solidarietà e la condivisione non possono che generare come in un effetto domino, una realtà migliore.

Se ci fosse qualcuno interessato alla realizzazione del progetto anche in terra di Sicilia, può visionale la pagina Facebook, Suoni Erranti.

Simona Stammelluti


Partirà il prossimo 19 aprile in uno dei borghi più belli d’Italia, un progetto culturale, di solidarietà ed integrazione che mira a scoprire le tante qualità che appartengono a diverse culture. Si tratta di laboratori musicali (e non solo) nati da un’idea di Fabio Cinque, cantautore siciliano e sua moglie Angela Zwingauer, che hanno incontrato nell’amministrazione comunale di Montalto Uffugo (Cs) e nella Cooperativa Atlante, la giusta sinergia per “fare” cose belle, fatte bene.
Si è tenuta questa mattina la conferenza stampa di presentazione di questo progetto che reca il nome di “Suoni Erranti” – laboratorio di contaminazione musicale – un progetto pilota diretto da Fabio Cinque che ha come scopo quello di mettere in contatto diversi talenti e diverse culture, capaci di “contaminarsi” vicendevolmente dando vita a scambi culturali ed emozionali, ad insegnamenti reciproci, nonché a sostenere l’aggregazione e l’integrazione nella società di ragazzi extracomunitari, gestiti nel territorio montaltese dalla Cooperativa Atlante, nell’ambito del progetto Sprar.
Lo Sprar è un sistema di protezione che mira non solo ad accogliere rifugiati e richiedenti asilo, ma anche a sobbarcarsi la responsabilità della loro integrazione nel tessuto sociale, della loro istruzione oltre all’inserimento nel mondo del lavoro. Tutto questo affinché gli “extracomunitari” così come vengono spesso definiti in senso dispregiativo, non siano quelli che rubano, che tolgono ai residenti, ma che possono essere un valore aggiunto per un territorio con la proprio cultura e le proprie usanze. E in questo il comune di Montalto Uffugo, nella persona del Sindaco Pietro Caracciolo, può vantarlo come un fiore all’occhiello, considerato il bel progetto “Le note dell’accoglienza” realizzato in collaborazione con la cooperativa Sociale Atlante.

Durante la conferenza stampa – alla quale erano presenti anche il Sindaco  Avv. Pietro Caracciolo, l’assessore Puntillo e il presidente della cooperativa Atlante Carmine Federico –  sono stati proprio Fabio Cinque e sua moglie Angela a raccontare con un contagioso entusiasmo, le motivazioni che hanno spinto a proporre questo laboratorio, motivazioni che risiedono proprio nella voglia di creare un circuito di persone, esperienze e capacità che mescolate, possano dare vita a nuove ispirazioni, nuove conoscenze e nuovi rapporti umani, che dovrebbero sempre restare vivi e vividi proprio nello scambio, nella contaminazione, nella condivisione di conoscenza e di “voglia di conoscenza”.
Sarà un laboratorio gratuito, aperto a tutti coloro vorranno prenderne parte, siano essi musicisti o semplici appassionati, o che abbiano voglia di vedere da vicino come nascono nuove sfumature di musica e colori, mettendo al centro esclusivamente quello che si è disposti a dare.
Il comune di Montalto Uffugo ha messo a disposizione i luoghi, Fabio Cinque metterà a disposizione la sua arte, i responsabili della cooperativa supervisioneranno e collaboreranno al meglio e il resto lo faranno i ragazzi ospiti dello Sprar, già ben integrati nel territorio, che aspettano solo di poter raccontare un po’ meglio chi sono e che sogni hanno.
E’ un seme meraviglioso piantato in una primavera in divenire, che aspetta solo di mettere radici e di crescere rigoglioso. Il progetto parte da da Montalto Uffugo, ma si spera possa diventare talmente contagioso, da “errare” per poi radicarsi anche in altri tessuti sociali, dove la cultura, la solidarietà e la condivisione non possono che generare come in un effetto domino, una realtà migliore.
Se ci fosse qualcuno interessato alla realizzazione del progetto anche in terra di Sicilia, può visionale la pagina Facebook, Suoni Erranti.
Simona Stammelluti

Gli “short forms” organizzati dal Medex, Musée éphémère de l’exil, e da un folto numero di artisti ed amici, sono fondamentalmente degli eventi/spettacolo che si svolgono nel pieno centro di Agrigento, a due passi dalla chiesa di S. Maria dei Greci, ad es. quello di sabato scorso, durante i quali vengono create una serie di scene eterogenee per temi e/o stili di recitazione, musica… e di durata variabile.

Un tuffo, senza tempo, tra arte e intrattenimento, allestimenti e “trovate” che permettono allo spettatore di immergersi in un’atmosfera da film.

Le attività culturali, artistiche, ricreative, contribuiscono in tal modo, giorno dopo giorno, alla crescita culturale e all’integrazione dei partecipanti attraverso la compartecipazione alle esperienze culturali e ai sentimenti locali, alla costruzione integrale di un ambiente in legame dinamico con esperienze di comportamento.

L’ obiettivo di questi eventi è quello di trattare argomenti seri, attuali, mantenendo un clima leggero e sereno, attraverso, soprattutto, un menù di letture, scelte di volta in volta, di spessore e dense di senso.

Anche questo sabato, 11 febbraio ’17, è previsto un appuntamento con i ragazzi del “Medex”, ci saranno gli artisti, i ragazzi delle comunità: i migranti, ci saranno storie, e condivisione. Forse ci sarà la voce di G. Vivacqua o la teatralità di D. Moretto, forse la musica di S. Sciarratta o le letture di F. Riggio.. Forse! Perché tutto è lasciato alla casualità, “le cose accadono perché devono accadere” qualcuno ha detto, ed il Medex col velato situationnisme di molti dei ragazzi, di Daniele Manno (il leader del gruppo) per tutti, è anche questo: partecipazione volontaria e improvvisa, voglia di esserci e di fare parte del proprio tempo. Come dice Fossati “c’è tempo” per fare, per cambiare, c’è sempre “un altro giorno per ritrovarsi … in questo mare infinito di gente, … che si tende la mano”.

Cumiana (TO) – Un evento che ha la straordinarietà di non essere solo un Festival Jazz, ma una opportunità per il territorio e la sua cultura che si apre al mondo

I cittadini di Cumiana hanno avuto un vero e proprio privilegio, ossia quello di “contribuire” personalmente alla realizzazione di un evento che pone i luoghi e chi li vive al centro di un contesto dove la musica unisce più che mai. I cittadini hanno investito nel progetto, hanno messo a disposizione i propri spazi per ospitare gli ospiti giunti da tutto il mondo.

E così musicisti, promoter, giornalisti, fotografi, intellettuali, direttori artistici, blogger e tutti gli addetti ai lavori, provenienti da tutto il mondo si sono dati appuntamento a Cumiana, per dare al mondo della cultura un nuovo stimolo ed una nuova chance di futuro per le nuove generazioni.

ll Jazzit fest, ideato e diretto da Luciano Vanni ormai per il quarto anno consecutivo,  non è un semplice festival che parla la lingua del jazz, ma un vero e proprio scambio tra chi sceglie quei luoghi per condividere una “residenza creativa”, che per tre giorni diventa l’opportunità di mettere a disposizione degli altri le proprie competenze, perché – proprio come spiega Luciano Vanni – la musica ed il jazz in particolare, non rappresentano solo un aspetto artistico ma anche “e soprattutto” sociale.

E così l’intera comunità di Cumiana, che conta circa 8 mila persone, si è preparata un anno intero per ospitare l’evento e i suoi protagonisti, mettendo a disposizione tutto quello che avevano: la propria casa, la propria macchina, ma anche “donazioni”, il proprio tempo e tanta tanta passione, quella con la quale si nasce e senza non si può vivere.

L’importanza fondamentale dell’ospitalità, dell’accoglienza e della condivisione sono diventati in questi tre giorni 24/25/26 giugno, il segno tangibile della civiltà, del turismo culturale che si serve di guide turistiche locale, mentre il paese si apre a workshop, showcase, masterclass, laboratori di musica per bambini e cinema per i più piccoli.

Una vera “festa”. In quel nome, così significativo, “Jazzitfest” c’è proprio tutto, compresa la gioia di fare, di apprendere, di scambiare sinergie e competenze, di condividere spazi, momenti, emozioni.

La cosa straordinaria è che questa iniziativa non prevede né contributi pubblici, né ingressi a pagamento che possano sostenere le spese, ma viene realizzata con il sostegno di chi crede ed investe in questa opportunità culturale, attraverso delle donazioni raccolte per mezzo della “Banca di Sviluppo Culturale”. Il 40% delle donazioni, sarà utilizzato per la fondazione di una Casa Civica della Musica.

Il Jazzit Fest, è patrocinato da Comitato Giovani Unesco ed anche da Legambiente.

Luciano Vanni - Foto di Paola Giordano

Grandi sforzi, ma anche grande capacità ed energia quella profusa da Luciano Vanni, esperto editore, conoscitore non solo del jazz ma anche delle dinamiche che portano il contributo sociale di tutti, al centro di eventi che elevano concretamente le opportunità sociali nelle quali a vincere è la cultura.

Partiva dai borghi medievali dell’Umbria, nel 2013, e precisamente da Collescipoli, il Jazzit Festival, voluto e realizzato da Vanni, ed essendo itinerante, quest’anno è approdato a Cumiana, dove 160 artisti, hanno dato vita ad una maratona nella quale vince la musica, vince la cultura, una cultura che sfugge ad ogni classificazione, ma che mostra la sua grande creatività, facendo comunità, intrecciando le storie dei borghi e dei propri cittadini, che si sposano benissimo con la storia del jazz.

I nomi di chi da tutta Italia e dal resto del mondo come gli Stati Uniti sono giunti a Cumiana sono famosi ma non solo; sono il simbolo della capacità di creare intorno a se passione, musica e condivisione. Da Dave Schroeder in quartetto, a Mario Nappi in trio. E poi ancora da Giuseppe Bassi in duo con Eugenio Macchia, ad Antonio Figura in piano solo. Ma tante altre le iniziative e non solo performance, quelle che hanno dato “respiro” a Cumiana, in tre giorni tutti da godere.

Un plauso a Luciano Vanni che l’ha ideato, voluto e realizzato, il suo Jazzit Fest, che poi è divenuto di tutti, è divenuto un appuntamento al quale ci si prepara per un anno intero, perché ognuno ci mette del proprio ed il senso… “è tutto lì”.

Simona Stammelluti


La Commissione Consiliare V “Pubblica Istruzione, Cultura, Sport, Turismo e spettacolo”, presieduta da Pasquale Spataro, e composta dai consiglieri Giovanni Civiltà, Alessandro Sollano, Angela Galvano e Maria Grazia Fantauzzo, comunica che in data odierna, si è tenuta presso la sala giunta, una seduta per la discussione dell’o.d.g.: “Sagra del Mandorlo in Fiore e Festival del Folklore 2016”.
Presenti i rappresentanti delle associazioni di categoria, ed in particolare, il Signor Paolo Pullara (Assohotel) e Fabrizio La Gaipa (Consorzio Turistico Valle dei templi), nonché l’Avv. Vincenzo Cammilleri e il Dott. Giuseppe Bartolomeo, per l’Amministrazione Comunale.
La Commissione ha formulato una serie di ipotesi affinché si proceda ad una corretta e preventiva programmazione pubblicitaria dell’evento, per garantire un ritorno economico alla città tutta.
Tra le varie proposte formulate, la Commissione ha invitato i rappresentanti delle Associazioni presenti a fornire un loro contributo economico, per l’istituzione di un fondo, direttamente da loro gestito, che possa, fin da subito, attivare il percorso pubblicitario dell’evento.
La proposta è stata accolta positivamente dai presenti, che hanno chiesto un breve rinvio affinché gli organi interni alle Associazioni possano deliberare sul contributo, e si è, quindi, aggiornata la sessione a lunedì 28 settembre 2015 alle ore 12:00, per la discussione sul punto.
Agrigento, 7 settembre 2015
Il Presidente della Commissione V
“Pubblica Istruzione, Cultura, Sport, Turismo e spettacolo”
Dott. Pasquale Spataro

La Commissione Consiliare V “Pubblica Istruzione, Cultura, Sport, Turismo e spettacolo”, presieduta dal Dott. Pasquale Spataro, e composta dai consiglieri Giovanni Civiltà, Alessandro Sollano, Angela Galvano e Maria Grazia Fantauzzo, comunica che in data 07/09/2015, alle ore 12:00, presso la sala Giunta, si terrà una seduta per la discussione dell’o.d.g.: “Sagra del Mandorlo in Fiore e Festival del Folklore 2016”.
Saranno presenti i rappresentanti delle associazioni di categoria, oltre, ovviamente, al Sindaco o un suo delegato, ideatori del progetto.
La Commissione, infatti, ritiene utile programmare, fin da ora, ed insieme all’Amministrazione attiva, la pubblicità dell’evento, condividendo con le associazioni di categoria idee e proposte, affinché si possa assicurare la giusta vetrina alla città, e per un necessario ed auspicato ritorno in termini di presenze turistiche, e, quindi, economico.
Agrigento, 2 settembre 2015
Il Presidente della Commissione V
“Pubblica Istruzione, Cultura, Sport, Turismo e spettacolo”

Cultura, consegnato a Francesco Pira il Premio “Soccorso sotto le stelle 2015”: “Lo dedico a mia madre e ai miei studenti”
Non è riuscito a trattenere l’emozione e al termine la sua voce si è rotta: “Dedico questo Premio alla  mia mamma e a tutti i miei studenti”. Nessuna esitazione per  il sociologo e giornalista Francesco Pira, alla consegna del prestigioso riconoscimento “Soccorso sotto le Stelle 2015”, avvenuta la sera di giovedì 20 agosto a Gualtieri Sicaminò, in provincia di Messina. Docente  di comunicazione e giornalismo all’Università di Messina e di comunicazione pubblica e d’impresa all’Università Salesiana di Venezia (IUSVE), Francesco Pira, è stato premiato come siciliano che “dà lustro alla sua Regione”. Per   il suo impegno nel campo della cultura lo studioso licatese  riesce a portare alto il nome della Sicilia nel mondo. La consegna del premio nel corso di una serata a Gualtieri Sicaminò in una piazza gremita di pubblico condotta con abilità e tanta professionalità da Francesco Anania. Presente il sindaco della cittadina messinese avvocato Matteo Sciolto che ha consegnato personalmente il Premio al professor Francesco Pira con accanto l’assessore allo spettacolo e turismo, dottor Pino Bonanno.
Entrambi hanno avuto parole di elogio per l’attività svolta da Francesco Pira nell’ambito della cultura, del giornalismo e della ricerca sociologica. Stimolato dalle domande del conduttore Anania, il sociologo della comunicazione Pira ha parlato del fenomeno legato al social network Facebook raccomandandone un uso consapevole da parte di bambini, pre-adolescenti e adolescenti. “Non dobbiamo perdere le speranze di far crescere la nostra Sicilia e di valorizzare i giovani talenti che crescono nella nostra terra” hanno detto all’unisono il Sindaco Sciotto e il professor Pira. E gli applausi scroscianti del pubblico hanno sottolineato la voglia di non arrendersi dei siciliani.