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Arresto un 44enne Cono Cucina. I carabinieri della locale stazione di Lampedusa ha no dato seguito alla condanna definitiva a carico dell’uomo.
Cono Cucina è stato  condannato a 2 anni e 4 mesi di reclusione, poiché riconosciuto colpevole di incendio.
Secondo l’impianto accusatorio, l’uomo, nel 2015  avrebbe chiesto la messa a posto al titolare di un autonoleggio all’indomani di un incendio ai danni dell’imprenditoria.


In nottata, il personale del Nucleo Investigativo Carabinieri di Cosenza, guidati dal Capitano Giuseppe Sacco, hanno tratto in arresto MARSICO Walter Gianluca, classe 1967, irreperibile dallo scorso 20 aprile 2016, poiché sottrattosi alla sentenza a 30 anni di carcere emessa dalla Cassazione per l’omicidio di Vittorio Marchio avvenuto nel 1999.
Marsico, già ritenuto dagli inquirenti elemento di spicco della cosca di ‘ndrangheta “Lanzino” di Cosenza, è stato sorpreso all’interno di un residence di Rende, in provincia di Cosenza.
Fermato dagli inquirenti anche un uomo, ritenuto presunto “vivandiere” del ricercato.
Le indagini, che sono state coordinate dalla DDA di Catanzaro – Dr. Falvo – hanno così permesso di infliggere un ulteriore duro colpo, alla criminalità organizzata del capoluogo bruzio.
Simona Stammelluti

Cosenza – Arrestato nel pomeriggio Roberto Porcaro, uno dei mandanti dell’omicidio di Luca Bruni. L’uomo è stato rintracciato in Via degli Stadi a Cosenza, mentre era a bordo di un’ auto sportiva

Grazie alle rivelazioni dei collaboratori di giustizia Daniele Lamanna, Franco Bruzzese e Adolfo Foggetti – tra gli esecutori materiali dell’omicidio di Luca Bruni assassinato il 3 gennaio 2012, i cui resti fuori rinvenuti sepolti in un terreno nell’agro di orto Matera in Castrolibero, il 18 dicembre 2014 – la Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro attualmente diretta dal Dottor Nicola Gratteri , ha emesso l’ennesimo ordine di custodia cautelare in carcere per due altri presunti mandanti dell’omicidio di cui sopra.

Trattasi di Patitucci Francesco classe ’61, già detenuto per altra causa e di Porcaro Roberto, classe ’84 già noti alle forze dell’ordine e agli organi inquirenti quali elementi di vertice della confederata cosca italiana “Lanzino-Patitucci”, “Rango-Zingari”. L’arresto è avvenuto nel tardo pomeriggio di oggi, 19 ottobre, ad opera degli uomini del Comando Provinciale diretti dal Colonnello Fabio Ottaviani e dal capitano Giuseppe Sacco, lo stesso peraltro di recente assunto al comando del Nucleo Investigativo.

Quest’ultima ordinanza giunge a pochi mesi dalla sentenza della Corte d’Assise di Cosenza che, riconoscendo appieno la validità e l’efficacia delle attività investigative condotte dagli uomini del Comando Provinciale Carabinieri Cosenza, vedeva già condannati ad 11 anni di reclusione Bruzzese Franco e Daniele Lamanna che hanno potuto usufruire dei benefici di legge riservati ai collaboratori di giustizia che forniscono una eccezionale contributo agli inquirenti.

Ma già prima, si erano registrate durissime sentenze di condanna anche nei confronti dell’altro co-imputato Rango Maurizio (pena dell’ergastolo) e quella dello stesso collaboratore Foggetti Adolfo, sebbene molto mitigata sempre dai benefici di legge previsti per i collaboratori di giustizia così come si è verificato per il Bruzzese e il Lamanna.

Grazie alle attività svolte sono stati inferti gravissimi colpi alla ‘Ndrangheta cosentina, che ha visto una sequela di ex uomini d’onore, o presunti tali, decidere di intraprendere la strada della collaborazione piuttosto che scontare anni ed anni di galera, se non anche finire la propria vita come il malcapitato Luca Bruni, reo di aver assunto il ruolo direttivo dell’omonima famiglia di mafia, subito dopo il decesso per cause naturali, del più lungimirante Michele Bruni, inteso come “bella bella”.

Simona Stammelluti

Cosenza – Era stato abbandonato in un seggiolino per auto sui sedili posteriori di una Fiat Punto, parcheggiata nel parcheggio del supermercato Carrefour sito in località Malavicina di Zumpano

Erano le ore 10,45 di oggi 11 ottobre, quando i Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Cosenza,  si recavano nel suddetto parcheggio, notando che i finestrini dell’auto erano sigillati e che al suo interno vi era il neonato da solo.
Hanno pertanto provveduto a forzare lo sportello che, una volta divelto, ha consentito l’immediato ricircolo dell’aria all’interno dell’abitacolo, permettendo così al piccolo di poter ossigenarsi.
E’ stato altresì allertato il personale del 118. I sanitari una volta giunti sul luogo, hanno provveduto a visitare il neonato, riscontrandolo – fortunatamente – in buona salute.
E’ stata avviata immediatamente attività d’indagine, anche attraverso la visione dei filmati degli impianti di videosorveglianza, ed è stato così possibili identificare i genitori  – due coniugi tunisini di 42 e 36 anni – che sono stati prontamente rintracciati all’interno del supermercato intenti a fare la spesa.
Fermati, sono stati dichiarati in stato di arresto per il reato di abbandono di minori aggravato da legame genitoriale e tradotti presso la loro abitazione in regime di arresti domiciliari, in attesa di essere sottoposti a giudizio per direttissima.
Simona Stammelluti

Su richiesta della Procura e su ordine del Tribunale di Ravenna è stato arrestato un agrigentino originario di Campobello di Licata, da tempo residente a Ravenna, di 59 anni di età, indagata per botte, offese e minacce di morte alla sua compagna con la quale convive da 14 anni. I maltrattamenti alla donna, fisici, con gravi lesioni, e psicologici, si sarebbero protratti per quasi 12 anni. Le indagini sono state sostenute dai Carabinieridel Nucleo investigativo ravennate.
Fonte teleacras

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Il 28 ottobre 2014, a San Giovanni Gemini, due banditi hanno rapinato la banca Monte dei Paschi di Siena, in corso Crispi. Hanno minacciato verbalmente il cassiere, ottenendo la consegna di poco più di 2mila euro in contanti. E poi sono fuggiti lungo la strada statale 189 in direzione Palermo a bordo di un’ Audi “TT”. Adesso i Carabinieri, concluse le indagini, che si sono avvalse anche delle immagini registrate dalle telecamere di video – sorveglianza, hanno arrestato Giovanni Migliarba, 22 anni, di Palermo, già detenuto per altro provvedimento restrittivo nel carcere “Pagliarelli”.

Fonte teleacras

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A Porto Empedocle i poliziotti del locale commissariato, agli ordini del vice questore aggiunto, Cesare Castelli (nella foto), hanno arrestato ai domiciliari Giuseppe Taormina, 45 anni, macellaio, allorché, all’interno della sua macelleria, in via Catania, al culmine di una discussione, avrebbe accoltellato un 60enne, che non abita in provincia di Agrigento, per contrasti legati ad un immobile che il 60enne ha recentemente acquistato all’ asta. Taormina avrebbe sferrato due coltellate, e una ha sfiorato la gola. Il ferito, non ad organi vitali, è stato soccorso in Ospedale, al San Giovanni di Dio, non è in pericolo vita e i medici hanno sciolto la prognosi.
Fonte teleacras

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Il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Agrigento, Dott. Ottavio
Mosti, ha convalidato l’arresto di Giuseppe Baio, 35 anni, e Antonio Sorce, 19 anni,
entrambi di PortoEmpedocle. I due erano stati colti in flagranza, in possesso di 99
grammi di haschish, a seguito di un posto di blocco e relativa perquisizione,
disposti dagli agenti del Commissariato di Polizia di Porto Empedocle.
Il Pubblico Ministero Antonella Pandolfi aveva chiesto per entrambi i giovani la
custodia cautelare in carcere. I difensori, l’avv. Luigi Troja per Baio e l’avv.
Laura Grado per Sorce, hanno chiesto l’applicazione di una misura meno afflittiva.
Il Giudice, in parziale accoglimento delle istanze dei difensori, e dopo
l’interrogatorio, ha disposto per entrambi gli indagati gli arresti domiciliari con
l’applicazione del braccialetto elettronico.
Entrambi gli arrestati hanno risposto alle domande del Giudice, negando però la
destinasse della sostanza ai fini di cessione ad altri.

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A Campobello di Licata, i Carabinieri hanno arrestato in flagranza di reato Giuseppe Ciuni, 30 anni, di Campobello, sorpreso all’ interno della dismessa azienda edile “Gessica Industries s.r.l.”, in contrada “Favarotta”, intento a rubare 11 motori elettrici ed altro. La refurtiva è stata già stata caricata a bordo di un furgone. Sia il mezzo che il materiale sono stati sequestrati. Ciuni risponderà di furto aggravato ed è detenuto agli arresti domiciliari.

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