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Nuova ondata di arresti, la terza, nell’operazione denominata “Buche D’Oro”, condotta dagli uomini della Guardia di Finanza di Catania.

I Finanzieri hanno eseguito nove misure cautelari, di cui sei in carcere e tre agli arresti domiciliari.

Sono finiti in carcere:

Giorgio Gugliotta – Capo Nucleo C della sede ANAS di Catania;

Amedeo Perna – dipendente della IFIR Tecnologie Stradali S.r.l. di Milano;

Santo Orazio Torrisi – rappresentante legale della Sicilverde S.r.l. di Aci Sant’Antonio;

Giuseppe Ciriacono – padre del rappresentante legale della Ital Costruzioni Group S.r.l. di Caltagirone;

Vincenzo Baiamonte – ex dipendente della Safe Roads S.r.l. di Misilmeri, e dipendente della truscelli Salvatore S.r.l. il cui Amministratore è stato arrestato in fragranza di reato dalla GdF mentre consegnava una tangente di 10.000 euro negli uffici ANAS;

Pietro Matteo Iacuzzo – Isap S.r.l. di Palermo.

Agli arresti domiciliari sono finiti:

Giuseppe Romano;

Riccardo Contino;

Giuseppe Panzica;

tutti funzionari Anas.

I nove soggetti risultano indagati per corruzione perpetrata  in concorso tra loro.

La vicenda questa volta fa riferimento all’esecuzione di lavori di rifacimento delle strade affidati dall’Area Compartimentale ANAS di Catania, e alla sostituzione di barriere incidentate e nella manutenzione delle opere in verde lungo le medesime arterie.

Gli inquirenti, che proseguono in maniera serrata le indagini hanno le idee chiare: tra i funzionari ANAS e gli imprenditori vi era una piena sintonia nell’evitare dell’insorgere di qualsiasi forma di contenziosi. E poi ancora, quei bandi aggiudicati con ribassi superiori al 50%, si concludevano stranamente in tempi molto stretti e senza contenziosi di sorta.

Nel caso della manutenzione viaria i finanzieri hanno accertato che in alcuni casi l’asfalto non veniva rimosso, e senza scarificazione il piano stradale si è alzato di 6 centimetri, come successo nel tragitto del Giro d’Italia 2018.

Nell’appalto della manutenzione ordinaria delle opere lungo la strada statale 114 orientale sicula, 194 ragusana, 114 Costa Saracena e 193 di Augusta dove il direttore dei lavori era Contino e i direttori operativi Panzica e Gugliotta le opere avrebbero dovuto prevedere la sostituzione di alcune barriere incidentate di fatto mai sostituite.

I lavori sono iniziati ad Aprile del 2018 per essere conclusi a Febbraio del 2019 per un importo contrattuale di 150mila euro circa. Le barriere “mai sostituite” avrebbero fruttato all’azienda aggiudicataria un vantaggio di circa 90mila euro.

Di questi 90mila euro, 30mila si sarebbero trasformati in tangente consegnandone solo 5mila e il tutto è stato intercettato dagli investigatori della Guardia di Finanza.

Insieme a Contino, Panzica e Gugliotta risulta essere indagato anche Santo Orazio Torrisi rappresentante della Sicilverde S.r.l. che aggiudicatosi l’appalto della manutenzione del verde di alcuni tratti viari di competenza ANAS eseguiva minori lavori rispetto a quelli previsti dal capitolato d’appalto ricavandone, così, un profitto per l’impresa ed una tangente per gli “infedeli funzionari”.

Altro episodio corruttivo vede ancora protagonisti Romano, Panzica e Contino insieme alla Safe Road S.r.l. con a capo Vincenzo Baiamonte. Questa volta i lavori oggetto della corruzione è quello di risanamento della S.S.114.

Gli inquirenti hanno rinvenuto un “pizzino” sulla quale erano elencati, in una sorta di contabilità corruttiva, gli appalti e i proventi illeciti da spartire tra loro.

Da quando Giuseppe Romano ha deciso di parlare e con la presentazione di molti documenti da parte dell’Ing. Antonio Urso alla magistratura nella scacchiera cominciano a muoversi diversi “personaggi”.

Giuseppe Romano non è, infatti, l’alfiere come si pensava ma il vero dominus esattore.

Il mosaico continua a comporsi oltre alla presenza di Contino e Panzica.

Romano sapeva della consegna del denaro ma temeva di subire un blocco dei lavori. Questo è quanto l’imprenditore Truscelli, ai domiciliari, ha risposto al P.M.

Contino ha raccontato di aver consegnato circa 10 mila euro a Romano mentre si trovavano a bordo della sua auto presso l’aeroporto di Catania, mentre Panzica racconta che con Truscelli con Romano spartiva i lavori più consistenti e che si vedevano nella stanza dello stesso Romano.

Romano ha confessato di aver preso parte di questo sistema da circa due anni.

Urso, nonché amico di Romano, ha raccontato di aver cominciato nel 2015 e che nel 2017, anno in cui Romano è stato nominato Rup, lui è diventato Direttore dei lavori.

Elogia Romano come una persona che se ne intende parecchio di contabilità.

Ma oltre a ciò, vengono fuori altri nomi di altri funzionari dell’Anas di cui uno è quello di Gaetano Trovato, in carcere da venerdì.

Con lui altri quattro nominativi di cui uno ha già deciso di parlare con gli inquirenti.

I nomi sono emersi nelle carte firmate dal gip Giancarlo Cascio che già il 19 Settembre aveva convalidato gli arresti in flagranza di reato di Giuseppe Romano, Riccardo Contino e Giuseppe Panzica dopo essere stati ripresi dalle telecamere mentre l’imprenditore Salvatore Truscelli consegnava loro le mazzette.

Ricordiamo che ciò avveniva per avere un occhio di riguardo sui controlli di lavori di carotaggio effettuati in alcuni punti dove l’asfalto veniva meno per risparmiare così delle spese sul materiale e condividere il risparmio con i dipendenti Anas.

Antonio Urso e Giuseppe Romano hanno già tirato fuori circa dieci episodi di corruzione mentre per gli altri le indagini sono ancora in corso.

L’inchiesta “buche d’oro” continuerà ad andare avanti e ci porterà sicuramente a qualche altro capitolo giudiziario.

Nel settembre scorso presso la sede ANAS di Catania, la Procura della Repubblica guidata da Carmelo Zuccaro coadiuvata dagli uomini della Guardia della Finanzia hanno eseguito una delicata operazione di Polizia Giudiziaria, che ha dato luce a un vasto giro di tangenti e malaffare tra funzionari e dirigenti compiacenti e imprenditori.

Nella stessa operazione, poi ribattezzata “buche d’oro” rimase coinvolto l’Ing. Antonio Urso, impiegato ANAS dal 2009 e con funzioni di capo centro dal 2017.

E’ lo stesso Urso che sarà la chiave di volta, portando luce e verità alle intuizioni degli inquirenti.

Urso è un fiume in piena, le pagine di deposizione aumentano e gli omissis si moltiplicano.

L’ormai ex, capo centro racconta dell’inizio di questa vicenda, per la prima volta del sistema corruttivo.

Il suo racconto inizia sin dal suo primo giorno in ANAS e il suo rapporto con l’Ing. Giuseppe Romano – suo predecessore nell’incarico di capo centro, affermando che iniziò proprio con lui l’attività illecita nel 2015, quando si occupò del ripristino di un ponte, ove la ditta esecutrice era la Polistrade di Misilmeri, Romano il Direttore dei Lavori e lui fosse stato il Direttore Operativo. In quella prima occasione la tangente era stata di 7.000 €.

Solo due anni dopo le posizioni dell’Ing. Romano si rafforzano, divenendo RUP del settore lavori straordinari e quello di Direttore Lavori, viene affidato a Urso.

A questo punto il gruppo criminale si allarga ad altre due figure di spicco: Gaetano Trovato e Gargano, i quali ricoprivano i ruoli di Direttori Operativi.

Il meccanismo – secondo Urso, era un sistema ben collaudato e tutti ne erano consapevoli.

I verbali dagli anni 2017, risultano tutti secretati con una sfilza di omissis.

Secondo quanto si intuiste l’inchiesta e le indagini non sono arrivate al capolinea anzi, gli “omissis” hanno cominciato a tremare adesso!

Il 21 settembre 2019 la prima parte del blitz che portò all’arresto in flagranza di reato del capo centro manutenzione dell’Anas Riccardo Carmelo Contino e del geometra Giuseppe Panzica, capo nucleo B del centro di manutenzione Anas etneo. Le indagini sono proseguite e questa volta si sono avvalsi anche di una preziosa collaborazione: si tratta dell’ingegnere Giuseppe Romano, 48 anni, responsabile manutenzione programmata dell’area tecnica compartimentale di Catania dell’Anas che ha deciso di vuotare il sacco.

Il 18 ottobre 2019 Scatta il nuovo blitz, dove finisce in carcere il geometra Gaetano Trovato, 54 anni, dipendente Anas e agli arresti domiciliari: Salvatore Truscelli, 56 anni, rappresentante legale della “Truscelli Salvatore srl”, con sede a Caltanissetta; Pietro Matteo Iacuzzo, 50 anni, rappresentante legale della “Isap srl”, con sede a Termini Imerese (Pa); Roberto Priolo, 48 anni, rappresentante legale della “Priolo srl” con sede a Ciminna (Pa); Calogero Pullara, 40 anni, titolare dell’omonima ditta individuale con sede a Favara (Ag). Interdizione dall’esercizio di pubblico ufficio per la durata di un anno per l’ingegnere Antonino Urso, 39 anni, capo Centro Manutenzione “A” dell’Area Compartimentale Anas di Catania.

Gli inquirenti con l’ausilio degli accertamenti bancari, intercettazioni ambientali e dall’analisi della documentazione è stata delineato il sistema delle tangenti a favore dei funzionari infedeli.

 

 

 

La Sicilia.
Bella da togliere il fiato.
Terra di sole e di mare, di cibo buono e profumo di agrumi, di dolci e aria salmastra.
La Sicilia.
L’Etna, la Valle dei Templi, San Vito lo Capo, la riserva dello Zingaro, la Scala dei Turchi, il Teatro Massimo, Favignana, i faraglioni di Acitrezza, Ortigia, le Gole dell’Alcantara … e potrei continuare all’infinito.
La Sicilia.
La terra di Luigi Pirandello, di Leonardo Sciascia, di Giovanni Verga, di Ettore Majorana, di Renato Guttuso, di Vincenzo Bellini.
La Sicilia. 
La regione a statuto speciale, che in materia di autonomia e competenza esclusiva, contempla anche urbanistica e lavori pubblici.
La Sicilia, così bella che non mi meraviglio se un norvegese scelga di visitarla in lungo e in largo, decidendo, per esempio, di fare scalo all’aeroporto di Punta Raisi e, dopo essersi goduto a pieno la splendida Palermo, decida di prendere a noleggio una macchina e di fare un salto ad Agrigento nella Valle dei Templi.

Qui scattano due opzioni. O sto zitta, o parlo.
Facciamo che parlo, perché di stare zitta, davanti a tanto scempio, dopo averla percorsa quella strada, proprio non ci riesco.
La Palermo-Agrigento, non è una “strada a scorrimento veloce” come risulta sulla carta, ma è una condanna, una specie di missione, che costringe coloro che la percorrono ad imbattersi in un vero e proprio viaggio della fortuna. Ci vogliono circa 2 ore e tre quarti (se va bene) per percorrere 106 km.

Caro norvegese, che atterri a Palermo e vuoi vedere la Valle dei Templi, sappi che le due arterie  – la Strada Statale 121 e la Strada Statale 189 – sono collegate senza soluzione di continuità, e la tratta non è solo inadeguata per un eventuale traffico veloce, ma è un vero e proprio continuo cantiere a cielo aperto. Deviazioni, interruzioni, semafori, strade che si restringono e che impediscono un viaggio su strada che possa dirsi tale in un paese civilizzato. Perché se fossimo nei paesi del terzo mondo, allora si potrebbe anche far finta di niente, ma che nell’Isola più grande d’Italia, in una terra che del turismo dovrebbe farne il fiore all’occhiello e che dunque dovrebbe essere in grado di accogliere al meglio i suoi turisti, non è contemplabile che a tutt’oggi non siano stati completati i lavori di ammodernamento, rendendo dunque quella strada quasi impraticabile.

Quella come altre, si intende.

Per la serie che sai quando parti e non sai né quando né se, arriverai.

I grovigli di deviazioni, persi dai navigatori, semafori che tengono a bada un traffico selvaggio, ruspe ovunque e nessuna pompa di benzina; pertanto, caro norvegese, se sei a riserva, e speri di poter far rifornimento lungo il tragitto, sappi che rimarrai per strada.  Per non parlare della pericolosità di quella strada, di quei viadotti sospesi, che se rappresentano un percorso della fortuna di giorno, si immagini cosa possano diventare quelle strade di notte. C’è una viabilità difficile e poco sicura; ma c’è anche un calo di traffico veicolare, con ricadute – ovviamente – anche economiche sulle attività delle zone interessate dalla tratta.

Chi conosce quella tratta, la evita, dunque, fa percorsi alternativi. Ma il norvegese che non lo sa, la percorrerà in quelle condizioni. Ma a parte i turisti ignari, ci sono professionisti pendolari che devono fare quella strada tutti i giorni, destino che tocca anche a quelle persone che per motivi di salute (vedi i dializzati, i malati di cancro)  devono recarsi negli ospedali e quindi sono costretti ad affrontare questo scempio, perché di scempio si tratta.

E tu, crocerista che con le navi da crociera giungi a Palermo e pensi in un’oretta, di raggiungere la bella Agrigento, che so, per fare un bagno vicino alla Scala dei Turchi, sappi che non ce la farai mai, che è un sogno che dovrai archiviare e che dovrai farti  bastare la passeggiata a Via Maqueda a Palermo.

Chi ha la titolarità di quei lavori?
L’Anas, con il gruppo Cmc che ne ha in carico il progetto. Soldi non ce ne sarebbero per ultimare i lavori del maxilotto. Sarebbero previste numerose opere, in particolare una galleria artificiale, 5 nuovi viadotti, 12 svincoli, oltre ad interventi di restauro, miglioramento sismico e adeguamento di 16 viadotti e ponti esistenti. Ma ad oggi – come anche ieri e ieri l’altro, e come domani e quello ancora dopo – la situazione resta e resterà chissà per quanto così, sospesa nel nulla.

Eppure nel febbraio di quest’anno, attraverso una nota diffusa dall’Ansa,  il Gruppo Cmc in merito al caso della Palermo-Agrigento, dichiarava che sarebbero ripartiti i lavori. Era febbraio, siamo a giugno.

Viene da domandarsi perché questa situazione non rappresenti un’emergenza sul tavolo del governo. Un’avventura o una vergogna?

[E così tornando a casa, dopo aver attraccato a Villa San Giovanni, imboccata la Ex Salerno-Reggio Calabria, mi sono sentita come sulle strade della California]

 

Simona Stammelluti

 

Dalle ore 7 di domani alle ore 7 di lunedi’ 6 marzo, nell’ambito dei lavori di realizzazione della nuova strada statale 640 “Degli Scrittori”, restera’ chiusa, in entrambe le direzioni, la nuova sede stradale nel tratto compreso tra il km 9,800 (Rotatoria San Pietro) e il km 16,400 (Svincolo Caldare).


Lo rende noto l’Anas, sottolineando che il provvedimento e’ stato disposto per consentire l’ultimazione dell’innesto tra la nuova sede stradale e il tracciato preesistente, tramite la rotatoria “San Pietro”. Durante la chiusura, i veicoli provenienti da Porto Empedocle potranno percorrere le statali 115 quater, 122, 189 e la strada provinciale sp 3 sino allo svincolo di Caldare. I veicoli provenienti da Caltanissetta e diretti ad Agrigento dovranno percorrere la strada provinciale sp3 e le statali 189 e 122.
Inoltre, per consentire le operazioni di posa della pavimentazione definitiva, sino al 26 marzo e per il tempo strettamente necessario alle lavorazioni nei tratti di volta in volta interessati dai lavori, tra il km 25,700 (Svincolo di Castrofilippo) e il km 29,000 (Svincolo di Aquilata) e’ prevista la chiusura al transito in entrambe le direzioni, con deviazioni sulla viabilita’ complanare a margine del tratto interdetto; tra il km 16,400 e il km 25,700 e’ prevista la chiusura di una delle due carreggiate, in tratti saltuari, con deviazione dell’intero traffico, nei due sensi, sulla carreggiata opposta. Infine, gli svincoli Caldare, Noce, Castrofilippo, Aquilata e Cannemaschi potranno essere parzializzati o provvisoriamente chiusi, uno per volta, in relazione alle necessita’ di cantiere

La strada statale 640  cambierà nome e sarà denominata ufficialmente “La Strada degli Scrittori”, in onore a quell’itinerario che ripercorre i luoghi vissuti e amati dagli scrittori siciliani e quelli descritti nei loro romanzi.
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> > Ad annunciarlo il Presidente ed Amministratore Delegato di Anas, Gianni Vittorio Armani, questa mattina a Roma, in Campidoglio, nel corso della cerimonia di conferimento della cittadinanza onoraria della Città di Agrigento allo scrittore siciliano Andrea Camilleri da parte del sindaco Lillo Firetto, presidente del Distretto Turistico Valle dei Templi.
> A chiedere che fosse avviato il processo di denominazione era stato lo stesso Distretto Turistico, attraverso il suo presidente, con una lettera inviata nel novembre scorso al presidente di Anas Armani.  Il progetto della Strada degli Scrittori  prende forma da un’idea del giornalista Felice Cavallaro di attribuire un valore a una strada che unisce cultura e turismo attraversando i luoghi dove hanno vissuto autori come Luigi Pirandello, Leonardo Sciascia, Andrea Camilleri, Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Antonio Russello, Pier Maria Rosso di San Secondo, da Racalmuto a Porto Empedocle, passando per Favara e Agrigento fino a Caltanissetta: un viaggio nella storia a contatto con personaggi raccontati in pagine e pagine di letteratura e di teatro, che hanno appassionato e formato intere generazioni di tutto il mondo e che rivivranno nell’itinerario che attraversa i luoghi resi celebri dagli autori.
>  Alla presenza del commissario straordinario per la Città di Roma, il prefetto Francesco Paolo Tronca, del ministro per i Beni Culturali e Turismo, Dario Franceschini, e naturalmente del sindaco di Agrigento, Lillo Firetto,  il presidente di Anas, Gianni Vittorio Armani ha annunciato che “Anas ha avviato la procedura per cambiare denominazione alla statale 640 che entro l’estate si chiamerà ‘La Strada degli Scrittori’. Per questa iniziativa, unica nel panorama delle strade Anas – ha aggiunto Armani –  desidero ringraziare il ‘cittadino onorario’ Andrea Camilleri che ha sostenuto l’idea da noi subito raccolta”.
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> L’impegno dell’Anas in Sicilia – secondo il presidente Armani – “non vuole solo  limitarsi al rilancio delle infrastrutture dell’Isola con un piano di investimenti di grande impatto sull’economia volto alla manutenzione straordinaria delle strade siciliane ed al completamento delle nuove opere. Il processo di potenziamento del patrimonio stradale siciliano nelle intenzioni di Anas deve comprendere anche la valorizzazione culturale e turistica del territorio attraversato da strade con le quali si integra in una simbiosi quotidiana. Una rete stradale – ha aggiunto – che si interseca visceralmente con la storia, i costumi, la tradizione e la cultura siciliana, compresa la storia della Letteratura.  L’idea di intestare la statale 640 agli scrittori siciliani, quindi, ci entusiasma. Dare un importante riconoscimento ad una strada che attraversa luoghi e scenari resi celebri nel mondo dai grandi autori siciliani è motivo di grande orgoglio. E vogliamo accompagnare questa rinominazione con iniziative che concorderemo con il territorio, a partire dal sindaco di Agrigento, Calogero Firetto, che ringrazio per avermi invitato qui oggi”.
> Gli svincoli della “Strada degli Scrittori” saranno dedicati a diversi temi, autori o personaggi della letteratura o del teatro degli scrittori siciliani da Luigi Pirandello a Leonardo Sciascia o allo stesso Andrea Camilleri appena nominato ‘Re di Girgenti’, come lui stesso ama chiamare Agrigento. Presenti alla cerimonia oggi in Campidoglio, per il Comune di Caltanissetta, la vice sindaco Marina Castiglione, per il Comune di Racalmuto, l’assessore alla Cultura Salvatore Picone, l’amministratore del Distretto Turistico Gaetano Pendolino e il direttore Vincenzo Camilleri. La cerimonia è  stata coordinata da Felice Cavallaro.