“Sequestrato, picchiato e abbandonato seminudo”: dopo il processo arriva l’assoluzione per i due imputati

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Un’accusa pesante, un processo celebrato con rito ordinario e, alla fine, l’assoluzione. Si è concluso così davanti al Tribunale di Agrigento il procedimento a carico di Giuseppe Sorce e Nicolò Lentini, entrambi di Canicattì, accusati di tentata estorsione, sequestro di persona e lesioni personali aggravate.

Secondo la ricostruzione accusatoria, i due avrebbero costretto un trentenne a salire a bordo di un’auto e lo avrebbero condotto lungo la statale 410, in direzione di Naro. Durante il tragitto, il giovane sarebbe stato minacciato e colpito con pugni e schiaffi. Al termine dell’aggressione sarebbe stato lasciato per strada, seminudo.

Una vicenda che aveva portato la Procura a chiedere una condanna pesante: al termine della requisitoria, il pubblico ministero aveva sollecitato quattro anni di reclusione per ciascuno degli imputati.

Nel corso del dibattimento sono stati ascoltati la persona offesa e diversi testimoni. Al termine dell’istruttoria, però, il quadro processuale non ha portato alla condanna.

Il giudice Matteo Rametta ha infatti assolto Sorce e Lentini dalle contestazioni originariamente formulate. Dopo la camera di consiglio, i reati sono stati riqualificati e il procedimento si è concluso con una sentenza di non doversi procedere.

Per i due imputati, dunque, si chiude con l’assoluzione una vicenda giudiziaria nata da accuse particolarmente gravi e che, in primo grado, aveva visto la Procura chiedere una condanna a quattro anni di carcere.

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