Sentenza scottante: 10 anni di carcere a un presunto piromane

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Il gravissimo incendio di Capo Gallo nell’estate del 2023: il Tribunale di Palermo ha inflitto 10 anni di reclusione al presunto responsabile. I dettagli.

È una sentenza scottante, che brucia. Eccome. La sezione penale del Tribunale di Palermo, presieduta da Bruno Fasciana, ha condannato a 10 anni di carcere un presunto piromane. L’imputato è Francesco Ficano, 29 anni. Gli sono contestati i reati di disastro ambientale e incendio boschivo dolosi. Il 24 luglio 2023 avrebbe appiccato le fiamme nella riserva di Capo Gallo. I danni furono enormi: 650 ettari di vegetazione in fumo, diossina, case distrutte, abitanti in fuga durante la notte. I Carabinieri lo arrestarono, incastrato dalle telecamere di videosorveglianza, ritenendolo colpevole di uno degli incendi più gravi e distruttivi che la storia recente ricordi.

Nella storia giudiziaria di Francesco Ficano vi è, peraltro, un patteggiamento di condanna nel 2017, quindi un’ammissione di responsabilità, per danneggiamento a seguito di incendio, violenza privata e reati in materia di armi ed esplosivi. Nel dettaglio: lanciò bottiglie molotov contro un immobile occupato abusivamente a Mondello. Ancora in riferimento all’incendio di Capo Gallo, lui scrisse a un amico: “Per sbaglio ho buttato la sigaretta e con il caldo ha preso fuoco tutta la montagna”. Invece, come ha ricostruito il pubblico ministero Eugenio Faletra nel corso della requisitoria, avvalendosi anche dei video, Ficano è uscito da casa con una bottiglia di liquido infiammabile nascosta dentro un sacchetto di plastica. In alcune intercettazioni, Ficano si esprime così: “Sono stato io. Non è stata una volontà, io non ho mai usato né accelerante, né benzina, né nulla”.

Poi avrebbe tentato di indurre dei testimoni a rendere versioni a suo favore. I difensori, gli avvocati Vincenzo ed Emanuele Zummo, attendono il deposito delle motivazioni della sentenza. Poi valuteranno un eventuale ricorso in appello. Secondo loro, le parole dell’imputato confermerebbero l’atteggiamento imprudente e non doloso. È stato condannato anche a risarcire le parti civili, coloro che subirono la distruzione della casa, assistiti dagli avvocati Alessandro Martorana, Claudia Brucato ed Elena Gallo.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

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