Rifiuti, Sciacca fa la gara e assegna l’appalto. Agrigento resta bloccata nelle proroghe

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Mentre il Comune di Sciacca chiude una regolare procedura di gara e affida il servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani attraverso un appalto pubblico, ad Agrigento la situazione appare diametralmente opposta. Nel capoluogo, infatti, da anni non si procede con una gara di appalto ordinaria per il servizio di raccolta differenziata, che continua invece a essere affidato tramite proroghe successive, sempre alla stessa ditta.

A Sciacca l’amministrazione comunale ha portato a termine un percorso trasparente e competitivo, pubblicando il bando il 28 agosto 2025 e gestendo la procedura con gara aperta, lotto unico e criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Un appalto dal valore complessivo stimato di oltre 4,3 milioni di euro, che è stato aggiudicato alla Teknoservice Srl al termine di una valutazione comparativa tra tre operatori economici. Un iter ordinario, come previsto dalla normativa, che ha consentito un confronto reale tra più offerte e la scelta del miglior rapporto qualità-prezzo.

Una dinamica che stride con quanto accade ad Agrigento, dove il servizio di raccolta differenziata continua a essere gestito in regime di proroga. Da diversi anni, infatti, l’affidamento viene rinnovato senza il ricorso a una gara pubblica, con il risultato che lo stesso operatore continua a svolgere il servizio senza un confronto concorrenziale e senza una procedura aperta al mercato.

La proroga “agrigentina” scadrà a fine gennaio 2026 e pertanto si assisterà nuovamente ad un ulteriore copia incolla di quanto si è visto in questi ultimi tre anni.

Tra l’altro a Sciacca i cittadini grazie a questa gara denominata “ponte” si sono ritrovati ad avere un servizio più efficiente e con una maggiore economia in quanto l’impresa aggiudicataria (Teknoservice) ha vinto facendo un maggiore ribasso sia sull’offerta tecnico-qualitativa.

Adesso ci si pone una domanda: come mai alla prima scadenza dell’appalto che era già prevista da 5 anni (quindi cosa risaputa) non si è provveduto a fare una gara ponte così come l’Anac suggerisce e si è andati avanti a via di proroghe sempre alla stessa ditta, senza aprire uno spiraglio al libero mercato.

Il paragone con Sciacca diventa ancora più significativo se si considera che anche la Sea Servizi Ecologici Ambientali, impresa che fa parte del raggruppamento RTI Iseda operante ad Agrigento, ha partecipato alla gara saccense. In quel contesto, però, la sua offerta non è risultata tra le più vantaggiose ed è stata superata da altri concorrenti. Un elemento che dimostra come la gara pubblica, quando viene effettivamente svolta, produca una selezione basata su criteri oggettivi e su una reale competizione.

A Sciacca, inoltre, la nuova aggiudicazione garantisce la continuità del servizio dopo la scadenza del vecchio piano Aro, già prorogato per un anno, in attesa dell’approvazione del nuovo piano. Un passaggio di gestione che avviene nel rispetto delle regole e dei tempi, senza ricorrere a proroghe reiterate.

Ad Agrigento, invece, la domanda resta inevasa: perché non si procede da anni a una gara di appalto regolare? Per quale motivo il servizio di raccolta differenziata continua a essere affidato sempre allo stesso soggetto attraverso proroghe che si susseguono nel tempo? Interrogativi che chiamano in causa la trasparenza, la concorrenza e l’interesse pubblico, e che rendono sempre più evidente la necessità di un cambio di rotta.

Il caso Sciacca dimostra che bandire una gara è possibile. Ad Agrigento, al contrario, l’assenza di un appalto pubblico regolare continua a rappresentare un’anomalia che merita risposte chiare e atti concreti.

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