Quando la costola si rompe… ma solo nel privato: cronache semiserie dal pronto soccorso di Agrigento

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Ieri sera abbiamo raccontato una brutta storia di cattiva sanità avvenuta al pronto soccorso dell’ospedale di Agrigento. La riassumiamo in qualche rigo per poi raccontarvi l’epilogo del lieto fine. Non facciamoci ingannare, però, dal lieto fine, perchè l’episodio accaduto è di una gravità inaudita. In un momento dove si scopre (ancora una volta perchp non è una novità…) che la sanità è collusa con corruzione, mafia e politica, non sempre viene diretta dalla meritocrazia ma quanto dal fatto che a comandare sono sempre i nodi della politica dove spesso non tutti si trovano al posto giusto.

Ecco, in sintesi, l’accaduto di ieri e poi, come detto, il verdetto finale.

C’è chi scopre di avere una costola rotta con una caduta, chi con una partita di calcetto, e chi – più sfortunato – lo scopre solo dopo aver fatto un “giro turistico” tra referti diversi.

È successo la scorsa settimana all’ospedale Ospedale San Giovanni di Dio, dove un paziente è arrivato al pronto soccorso dopo un incidente. Il classico percorso: ore di attesa, visite, radiografie, tac, controlli. Insomma, un check-up completo che farebbe invidia a un astronauta prima del lancio.

Il verdetto finale? Tutto a posto. Nessuna frattura. Torni pure a casa tranquillo.

Peccato che il corpo umano non sempre legga i referti ospedalieri. Nei giorni successivi il dolore toracico non solo non passava, ma diventava sempre più forte. A quel punto il paziente, probabilmente pensando che le sue costole non fossero d’accordo con la diagnosi ufficiale, decide di fare un controllo in un istituto privato di radiologia.

Ed ecco il colpo di scena. Radiografia al torace. Risultato: costola fratturata!!! A questo punto il paziente si ritrova con due verità parallele: quella dell’ospedale pubblico, dove la costola era sana come appena uscita di fabbrica e quella del centro privato, dove invece la costola risultava rotta. Una specie di esperimento quantistico applicato alla sanità: la costola è contemporaneamente rotta e non rotta.

Questa mattina il paziente torna al pronto soccorso con entrambi i referti in mano. Un piccolo confronto tra documenti che, se non fosse una questione sanitaria, sembrerebbe quasi una partita di carte.

I medici decidono di rifare le radiografie. E qui arriva la sorpresa finale.

Dopo il nuovo esame, anche al pronto soccorso si accorgono che sì, effettivamente… la costola è fratturata davvero. Insomma, la frattura c’era fin dall’inizio. Solo che evidentemente, nella prima visita, era riuscita a mimetizzarsi molto bene tra le altre costole.

Per fortuna la situazione è stata chiarita e il paziente ora potrà ricevere le cure adeguate. Resta però una domanda che molti cittadini si stanno facendo: se non fosse andato in un centro privato, quella costola sarebbe rimasta ufficialmente sana per sempre?

A questo punto viene quasi da pensare che alcune fratture abbiano bisogno di un secondo parere. O, quantomeno, di cambiare indirizzo per farsi notare.

Perché una cosa è certa: la costola era rotta. Solo che all’inizio… non lo sapeva ancora nessuno…

In attesa di risposta, ad Agrigento si registra un nuovo caso scientifico: la costola di Schrödinger.

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