Il vertice tra Ati, Aica, sindaci e prefetto di Agrigento ha disposto una proroga di sei mesi del contratto “ponte”, permettendo agli autobottisti di continuare a servire i privati, effettuare approvvigionamenti idrici e ricevere pagamenti diretti dai cittadini. La proroga deriva dall’impossibilità di ottenere immediatamente le 14 autobotti richieste alla Protezione civile, numero comunque insufficiente a coprire l’intera provincia. Nonostante la misura, gli autobottisti restano incerti sul riprendere il servizio e si consulteranno con i legali per salvaguardare occupazione e diritti. Persistono tensioni con Aica, accusata dagli operatori di non trovare soluzioni economiche e logistiche accettabili.
Il presidente dell’Ati, Giovanni Cirillo, chiarisce che nelle zone non servite l’utente deve regolarizzarsi pagando la tassa idrica e può rivolgersi a un autobottista esterno, mentre nelle zone con rete idrica l’acqua è garantita solo tramite servizio sostitutivo, con tariffe stabilite per distanza e quantità trasportata, confermando il nodo principale: garantire il funzionamento efficace del servizio degli autobottisti.
Angelo Ruoppolo (Teleacras)
