Policlinico di Messina, al neo direttore generale Iacolino trovati 90 mila euro a casa propria

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Il neo direttore generale del Policlinico di Messina, Salvatore Iacolino, è indagato dalla Procura della Repubblica di Palermo con le accuse di concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione aggravata. L’inchiesta, coordinata dal procuratore Maurizio de Lucia, riguarda presunti rapporti tra il manager della sanità e ambienti imprenditoriali ritenuti vicini alla criminalità organizzata.

Secondo gli investigatori, Iacolino avrebbe intrattenuto un accordo corruttivo con l’imprenditore Carmelo Vetro, originario di Favara, lo stesso centro agrigentino da cui proviene il dirigente sanitario. Vetro, indicato dagli inquirenti come appartenente a una loggia massonica e già condannato in passato per reati di mafia – pena già scontata – avrebbe beneficiato della disponibilità del manager.

Nel corso delle perquisizioni effettuate dagli investigatori nelle abitazioni riconducibili a Iacolino sarebbero stati rinvenuti circa 90 mila euro in contanti. La somma è ora al centro degli accertamenti degli inquirenti, che stanno cercando di chiarirne la provenienza e l’eventuale collegamento con i fatti contestati.

L’ipotesi della Procura è che il dirigente abbia messo a disposizione della famiglia mafiosa di Favara il proprio ruolo e la rete di relazioni costruita negli anni di carriera nelle istituzioni. Prima di assumere la guida del Policlinico messinese, Iacolino è stato infatti dirigente generale del Dipartimento per la pianificazione strategica dell’assessorato regionale alla Salute della Regione Siciliana. In precedenza aveva ricoperto anche l’incarico di europarlamentare eletto nelle liste di Forza Italia al Parlamento Europeo.

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