Nuovo sviluppo nell’inchiesta sulla morte di Gabriele Vaccaro, il 25enne di Favara deceduto a Pavia dopo essere stato raggiunto da una coltellata durante un’aggressione avvenuta nella notte tra il 18 e il 19 aprile.
La Squadra mobile ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di un ragazzo di 17 anni. Il provvedimento è stato emesso dal Tribunale per i minorenni di Milano sulla base degli elementi raccolti dagli investigatori, che ritengono il giovane coinvolto nell’omicidio con un ruolo che sarebbe andato oltre la semplice partecipazione alla violenta colluttazione.
Gli accertamenti avrebbero consentito di ricostruire la posizione del minorenne all’interno del gruppo presente nel parcheggio. Il 17enne, secondo l’ipotesi investigativa, si sarebbe mantenuto vicino al giovane ritenuto responsabile dell’accoltellamento, contribuendo a coprirne i movimenti durante il caos seguito allo scontro.
Ancora più rilevanti sarebbero, per gli investigatori, le fasi successive all’aggressione. Il minorenne avrebbe abbandonato il luogo del delitto insieme al presunto autore materiale e gli avrebbe fornito i propri vestiti. Lo scambio degli indumenti sarebbe servito a ostacolare l’identificazione e a permettere al giovane di allontanarsi più facilmente prima dei controlli delle forze dell’ordine.
Gli elementi acquisiti dalla polizia vengono considerati significativi per delineare le responsabilità individuali dei componenti del gruppo. La misura cautelare riguarda, allo stato, il 17enne, nei confronti del quale dovranno essere valutate le contestazioni nell’ambito del procedimento giudiziario.
Il ragazzo è stato condotto presso l’istituto penale minorile Cesare Beccaria di Milano.
L’indagine resta comunque aperta. Gli investigatori stanno continuando a ricostruire ogni fase della notte in cui Vaccaro ha perso la vita e stanno esaminando le posizioni degli altri giovani, tutti maggiorenni, che avrebbero preso parte alla vicenda.
Per la famiglia di Gabriele, intanto, arriva un ulteriore capitolo giudiziario in una storia che, a mesi di distanza, continua a cercare risposte e responsabilità.
