Non è necessario (e non basta) essere il padre biologico. Diritto all’unità familiare, straniero potrà rimanere con la sua compagna

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Ribaltata la decisione del Tribunale per i Minorenni di Palermo. Grazie alla linea difensiva dell’Avv. Valentina Riccobene, viene riconosciuta la tutela dei minori e il percorso di integrazione, nonostante i precedenti penali e l’assenza di legame biologico.
Si chiude con un successo pieno per la difesa la complessa vicenda giudiziaria di un immigrato che rischiava l’allontanamento dal territorio nazionale. Con una decisione depositata in data odierna, la Corte d’Appello ha accolto totalmente il reclamo presentato dal nuovo difensore, l’Avv. Valentina Riccobene, autorizzando lo straniero a permanere nello Stato Italiano.
In primo grado, la domanda di permanenza era stata rigettata dal Tribunale per i Minorenni per due ordini di ragioni: la mancanza di un legame di filiazione naturale (biologica) con i minori e la presenza di precedenti penali a carico del richiedente. Elementi che, secondo i giudici di prima istanza, precludevano la concessione del beneficio.
L’Avv. Riccobene, subentrata nel grado di appello, ha impugnato la decisione contestando radicalmente le motivazioni del Tribunale. La difesa ha puntato sull’effettività del legame affettivo e sul ruolo genitoriale esercitato “di fatto”, sottolineando come l’interesse superiore del minore debba prevalere sul dato puramente biologico.
Inoltre, la difesa è riuscita a dimostrare come i precedenti penali non siano ostativi rispetto al percorso di integrazione e alla stabilità del nucleo familiare.
La Corte d’Appello, condividendo le tesi enunciate nel reclamo, ha ribaltato il verdetto. Con l’accoglimento totale delle difese, i giudici hanno riconosciuto la validità della permanenza del soggetto in Italia, garantendo così la stabilità e la serenità dei minori coinvolti. La sentenza rappresenta un importante precedente in materia di interpretazione del diritto all’unità familiare e della preminenza del benessere dei minori su rigidi criteri formali o soggettivi.

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