“Nomine Sanità”: proroga inevitabile? Il presidente Schifani: \”Più passano i giorni è più difficile diventa la meta di fine mese\”

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Si profila una proroga oltre il termine del 31 ottobre degli attuali manager e commissari delle Aziende sanitarie e ospedaliere siciliane. Tutti i perché.

Il presidente della Regione, Renato Schifani, si è prefisso due obiettivi, da intendere come promesse. Il primo è l’approvazione della Finanziaria entro il termine ultimo del 31 dicembre 2023, come in Sicilia non accade da ben oltre un decennio, scongiurando il ricorso, ormai consuetudinario, all’esercizio provvisorio del bilancio. Il secondo sono le nomine dei manager delle aziende sanitarie e ospedaliere siciliane da effettuare entro il prossimo 31 ottobre martedì. Ebbene, se per la Finanziaria ancora vi è del tempo, il gong del ko per la scelta dei direttori generali è quasi del tutto scontato che suoni, ripiegando su una obbligatoria proroga, verosimilmente fino al 31 dicembre, degli attuali timonieri di aziende e ospedali. Infatti, sul bagnato dei veti incrociati e delle ostilità, è piovuta altra pioggia, di carattere tecnico.

Dunque: i manager saranno pescati dall’elenco già pronto dei 49 “personaggi in cerca d’autore”, ovvero i papabili “maggiormente idonei” (diverso dall’elenco dei “semplicemente idonei”) forti dei requisiti e dei titoli per accedere a tale elenco privilegiato. A loro volta, i manager designati dal governo sceglieranno i direttori sanitari e amministrativi, ovvero coloro che siederanno alla destra e alla sinistra “del padre manager”, pescandoli da un altro apposito elenco regionale di idonei alla carica che però – ecco il nodo al pettine – non è ancora pronto perché non è stato ancora formato. E quindi: se adesso il governo nominasse i manager, poi i manager saranno impossibilitati a nominare i “compagni di merenda” (nel senso buono).

E dunque la soluzione che sarebbe stata ipotizzata è di attendere la formazione dell’elenco regSacre Scritture” di Palazzo d’Orleionale dei papabili direttori sanitari e amministrativi, e poi procedere con le nomine dei manager, rendendoli subito in grado di scegliersi i due collaboratori primari, evitando un vuoto d’incarichi. Ebbene, affinchè tutto ciò si compia “secondo le ans sarebbero necessarie almeno due settimane se non di più. Ecco il perché della non eludibile proroga oltre il 31 ottobre. Si maligna che tanti e cotanti contorcimenti e tortuosità siano sotto traccia funzionali ad una tregua armata, ad un cessate il fuoco, in attesa e nell’auspicio che si raffreddino le tensioni e le fibrillazioni tra i partiti del centrodestra nella spartizione delle 18 poltrone in palio.

I Fratelli d’Italia ne pretenderebbero sette anziché sei (altrimenti sei però di spessore) nella Sicilia orientale, con Catania, Siracusa e Messina, dirottando Forza Italia, che ha già parecchi dirigenti all’assessorato regionale alla Sanità, nella Sicilia occidentale dove particolarmente ambite, anche dai Cuffariani, sono le Aziende di Palermo e Agrigento. Il Movimento per l’Autonomia, dopo il patto con la Lega, ambisce ad almeno tre manager, e non agli iniziali due. E ciò marciando in tandem con i Salviniani. Il presidente della Regione, Renato Schifani, con la tessera di Forza Italia, forse ha già buttato la spugna dichiarando: “Forza Italia è pronta a concludere l’iter, anche se più i giorni passano più sarà difficile arrivare alla meta entro questo mese”.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

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