Nella crisi idrica di Agrigento (e zone limitrofe come Canicattì), il Procuratore Giovanni Di Leo è intervenuto con forza sul tema della legalità. Mucci SGS: “Finalmente una voce autorevole”

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“Il Procuratore Di Leo ha ribadito che l’acqua è un bene pubblico essenziale, appartiene al demanio dello Stato e deve essere gestita esclusivamente attraverso il servizio idrico integrato. Fornire, trasportare o distribuire acqua non regolarizzata (es. autobotti abusive o fuori controllo) costituisce reato. Di Leo ha sottolineato i rischi per la salute pubblica e che le irregolarità urbanistiche/edilizie accumulate negli anni non giustificano deroghe alle norme. Questo richiamo arriva in un contesto di emergenza idrica cronica in provincia di Agrigento, con proteste degli autobottisti, polemiche sulla gestione del servizio e ritardi nei lavori di ammodernamento delle reti. Di Leo ha anche difeso le inchieste della Procura su appalti e mazzette legati proprio alla rete idrica: i ritardi non dipenderebbero dalle indagini, ma da problemi preesistenti (finanziamenti del 2015 mai pienamente utilizzati, Ati aggiudicatarie con capacità limitata, ecc.). Posizioni che condivido assolutamente – dichiara il sindacalista –  Tifo apertamente per Di Leo, dichiara Mucci – la sua linea è un baluardo contro l’illegalità diffusa nella gestione di risorse essenziali (acqua, appalti pubblici, rifiuti). In Sicilia, dove la crisi idrica è strutturale (siccità, reti colabrodo, gestione contestata), un procuratore che richiama tutti al rispetto delle regole e indaga senza timori viene percepito come figura di garanzia. Di Leo  incarna un approccio rigoroso e valoriale alla magistratura in una terra complessa come l’Agrigentino, con focus su lotta alla criminalità organizzata, educazione alla legalità e difesa delle libertà.  In momenti come questi, la magistratura rappresenta un punto fermo di legalità e tutela del bene comune” – conclude il leader del SGS Scuola.

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