Mucci (SGS) : “Scuola, in 20 anni dieci ministri e una serie di riforme incompiute, vuote”

Condividi

Aldo Mucci, leader del Sindacato Generale Scuola (SGS), figura di spicco nel dibattito sull’istruzione italiana, con un’attenzione particolare al ruolo della scuola come strumento per superare le divisioni territoriali e sociali del Paese. La sua visione si allinea strettamente con l’idea di “unire il Paese attraverso l’istruzione”, un concetto che emerge in modo ricorrente nelle sue dichiarazioni e analisi, soprattutto in relazione al divario Nord-Sud, alla dispersione scolastica e alla necessità di investimenti equi per ridurre le disuguaglianze.

Mucci enfatizza come l’istruzione non sia solo un dovere individuale, ma un pilastro per la coesione nazionale. In un’intervista del settembre 2024, ha dichiarato: “Promuovere una più incisiva politica di investimento sulla formazione e l’istruzione […] deve essere una delle priorità politiche fondamentali del nostro Paese. Un Paese che non investe in formazione, è un Paese che non scommette sul proprio futuro”. Questa posizione si rafforza nel contesto del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e dell’Agenda Sud.

Nel marzo 2025, Mucci ha criticato l'”istruzione vecchia” del sistema italiano, basandosi su dati Censis: il 43,5% degli studenti non raggiunge competenze minime in italiano, e un ragazzo su cinque ignora elementi basilari della storia e geografia nazionale. “Bisogna ripensarla, ed in fretta”, ha affermato, proponendo un rinnovamento che includa competenze STEM (scienze, tecnologia, ingegneria e matematica) per preparare i giovani a un’era digitale, ma senza trascurare le radici culturali. Questo approccio mira a creare “cittadini consapevoli e competenti, capaci di affrontare un mondo in continua evoluzione”, unendo il Paese attraverso una scuola innovativa e inclusiva.

Mucci promuove iniziative che contrastano le fratture sociali e geografiche:

Lotta alla Dispersione Scolastica: Nel dicembre 2024, ha denunciato come nel Sud “andare a scuola non rientra tra i bisogni primari” in quartieri poveri, proponendo un “approccio integrato” che coinvolga famiglie, docenti e personale ATA (amministrativi, tecnici e ausiliari). Ha auspicato scuole aperte come centri comunitari per evitare l’impoverimento dei territori, specialmente al Sud.

Riforma del Personale e Inclusione: Nell’aprile 2025, ha chiesto una ridefinizione del profilo dei collaboratori scolastici, figure “centrali nell’educazione” che interagiscono con studenti e famiglie. Questo per garantire pari opportunità, indipendentemente dalla provenienza geografica, contrastando i vincoli di bilancio UE che penalizzano il Mezzogiorno.

Progetti Educativi: Supporta iniziative come il progetto europeo PEACE (Philosophical Enquiry Advancing Cosmopolitan Engagement), che forma educatori alla filosofia per bambini per promuovere una “mentalità cosmopolita”. Nel gennaio 2025, Mucci ha raccontato la sua esperienza al corso dell’Università di Napoli Federico II, vedendo nell’apprendimento continuo uno strumento per trasformare vite e società.

Educazione Civica e Valori Etici: Nell’ottobre 2024, ha proposto un’educazione civica “innovativa” che porti gli studenti “nei cuori pulsanti del Paese”, come visite a istituzioni e territori per favorire l’empatia e l’unità nazionale. Nel gennaio 2024, ha invocato più spazio a iniziative formative per sottrarre i giovani alla “mentalità mafiosa”, ispirandosi a figure come Padre Pino Puglisi.

Sfide e Proposte Future : Mucci critica la “propaganda e gli slogan” che da vent’anni dominano le riforme scolastiche, con dieci ministri alternatisi senza risultati duraturi. Nel giugno 2025, ha accolto favorevolmente la bozza delle Nuove Indicazioni Nazionali del Ministro Valditara, vedendovi “una forte volontà di modernizzare l’insegnamento”, ma insiste su obiettivi ambiziosi: coniugare educazione e conoscenza per un’Italia competitiva globalmente. Ha anche denunciato piani regionali come quello siciliano di razionalizzazione scolastica (dicembre 2024), che “aumenta le disuguaglianze” basandosi su criteri numerici anziché su bisogni reali.

In sintesi, per Mucci l’istruzione è la chiave per unire l’Italia: investendo in risorse, personale stabile e progetti inclusivi, la scuola può diventare “un luogo di innovazione e inclusione”, riducendo divari e formando generazioni unite da valori condivisi e competenze future-proof.  Le sue posizioni, espresse in incontri al Ministero e comunicati SGS, riflettono un impegno concreto per una scuola che non lasci indietro nessuno, dal Nord al Sud.

Notizie correlate

Leave a Comment