Mucci (SGS) : “la dispersione è una “fame di scuola” repressa da squallore e mafia”

Condividi

“L’abbandono precoce degli studi o l’assenza prolungata da scuola rappresenta un fattore che indirettamente favorisce l’infiltrazione e il reclutamento da parte delle mafie, specialmente in contesti italiani come il Sud, dove il fenomeno è più acuto – dichiara Mucci –  Non si tratta di un “aiuto” diretto, ma di un meccanismo sociale che crea vulnerabilità: ragazzi privi di istruzione e opportunità diventano preda facile per organizzazioni criminali che offrono “alternative” rapide, come denaro facile o senso di appartenenza. In aree periferiche ad alto rischio mafioso, come quelle palermitane o catanesi, il tasso può superare il 60%, con intere famiglie che dipendono da attività illecite condotte da minori. Nei quartieri marginali, la povertà educativa si lega a famiglie fragili o già infiltrate da mafie. Senza scuola, i giovani (spesso minorenni) finiscono in circuiti di microcriminalità: spaccio, estorsioni. Per contrastare questo, servono interventi integrati: Educazione alla Legalità: Dal 1993, le scuole promuovono corsi antimafia, ma con dispersione alta al Sud, l’alternativa statale è debole. I progetti specifici: Iniziative come “Fuoriclasse” o “Frequenza200” (obbligo 200 giorni di scuola) riducono il rischio in zone emarginate. Seminari universitari (es. Catania, 2025) legano analisi mafiose a cittadinanza attiva. Le Politiche Regionali: propongono un’anagrafe scolastica e piani per l’infanzia. A nostro vedere – dichiara Mucci – servono più assistenti sociali e spazi aggregativi (palestre, centri). In sintesi, la dispersione scolastica non “aiuta” la mafia per scelta, ma per omissione: è un terreno fertile che lo Stato deve bonificare con istruzione accessibile e legalità concreta. Senza, le mafie vincono reclutando chi non ha futuro altrove. La dispersione  – conclude il dirigente sindacale – è una “fame di scuola” repressa da squallore e mafia, ma curabile con politiche inclusive”.

Notizie correlate

Leave a Comment