“Morte Aurora”: riavviata l’inchiesta austriaca

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Dopo l’archiviazione come suicidio, riavviate le indagini in Austria sulla morte dell’hostess palermitana Aurora Maniscalco. I dettagli.

E’ in corso l’inchiesta della Procura di Palermo sulla morte di Aurora Maniscalco, 24 anni, l’hostess palermitana, in servizio alla compagnia “Lauda Air”, morta precipitando lo scorso 21 giugno dal terzo piano della casa in un residence a Vienna in cui ha abitato con il fidanzato, Elio Bargione, 27 anni, assistente di volo, in casa con lei quando è avvenuta la tragedia, e che sostiene che lui abbia litigato animatamente con lei e che lei si sia poi buttata giù all’improvviso. Lui è indagato per istigazione al suicidio.

Nel frattempo adesso, dopo l’archiviazione del caso come “suicidio”, sono state riavviate le indagini in Austria, a Vienna. Lungo la Universumstrasse alcuni residenti hanno scritto con bombolette spray sui muri del palazzo da cui lei è caduta: “Stop Femizide”, stop femminicidio. La famiglia di Aurora non ha mai creduto all’ipotesi del suicidio.

Il loro legale, l’avvocato Alberto Raffadale, a fronte del riavvio dell’inchiesta austriaca commenta: “Adesso indagano parallelamente sia le autorità italiane che quelle austriache. Ho presentato istanza, insieme al collega Andrea Longo, del foro di Vienna, che si sta occupando insieme a me del caso. Al momento non sappiamo cosa stiano facendo le autorità austriache, sicuramente stanno sentendo i testimoni, forse il fidanzato, Elio Bargione. La cosa importante è dimostrare la dinamica della caduta che ha provocato la morte della ragazza, soprattutto viste le incongruenze fornite da lui stesso e dai testimoni”.

Una residente della zona ha dichiarato all’Ansa: “Qui nessuno crede che si sia trattato di suicidio ma molti hanno paura di parlare. Quando i due vennero ad abitare qui inizialmente non litigavano. Poi, invece, iniziarono le liti e le urla. Cose simili non sono mai accadute qui, in questa via. Sono molto dispiaciuta per quella ragazza”. E una commerciante ha aggiunto: “Nel quartiere non se ne parla più, tutti tendono ad evitare il discorso perché la gente qui non vuole parlare, tendono a farsi gli affari loro”.

E ancora all’Ansa la madre di Aurora, Giada Cucina, ha affermato: “Ho cercato in ogni modo di dire a mia figlia che Elio era una persona pericolosa, che non mi convinceva, lei però si arrabbiava e non voleva ascoltarmi. Lei mi diceva che lui non era un violento. Un giorno ho visto un livido in un suo braccio, poi un altro giorno vidi un segno di un morso in una gamba, lei indossava dei pantaloncini corti. Disse che stavano giocando, cercava sempre di proteggerlo, ma lui era un sadico, io non ho mai creduto che quei segni fossero casuali. In quelle occasioni mi arrabbiai moltissimo. La cosa non mi convinceva.”

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

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