Margherita Trupiano: “Ho visto una meravigliosa Dubai , l’ho lasciata poco prima che i missili solcassero i suoi cieli”

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di Margherita Trupiano

Dubai, i missili non spengono bellezza, visione, sensazioni ed emozioni

“Avrei fatto qualcosa che mi mancava: l’inviata di guerra”. Così, sorridendo e vedendo l’eventuale bicchiere mezzo pieno, ho risposto a centinaia di amici che preoccupati, affettuosamente mi hanno scritto sapendo che mi trovavo a Dubai e che gli U.A.E erano stati oggetto di attacco da parte dell’Iran.
E invero, solo per caso, per protezione divina certamente, sono rientrata pochi giorni prima che i missili tentassero di raggiungere obiettivi sensibili nel cielo di Dubai e colpire o paesi arabi.


Ma, se devo dirla tutta, il Paese che ho conosciuto e che mi annovera adesso tra i “Dubai lovers” mi avrebbe, così come lo ha fatto con i residenti e turisti in queste ore, offerto anche in situazione di crisi, oltre che la tutela anche il senso di sicurezza.
Perché la prima cosa che, ho comunque sentito in quella che definisco “la città del futuro” è stata la assoluta sicurezza, per strada e in qualunque forma potesse la stessa manifestarsi. C’è una onestà diffusa, di chiunque si incontri, in tutti i luoghi che si possano frequentare in un paese che, è indubbio negarlo, nonostante l’attacco bellico, ha in maniera smisurata, offerto alla popolazione salvaguardia. Perchè è palpabile una leadership e un governo che, della gestione responsabile del territorio e delle opere pubbliche, della gente, ha fatto la chiave del suo successo.


Fama e ricchezza basate su elementi dei quali noi abbiamo perso il senso e il significato: rispetto umano, delle regole delle abilità professionali, progetto e visione del futuro e uso responsabile del denaro. Non amici, ma chi merita, perché con il suo lavoro testimonia immediata crescita e produce ricchezza.
E se anche qualcuno, che certamente è profondamente arrabbiato con chi ci amministra e ha reso il bel paese una sorta di giungla impoverita, afferma che è facile avendo gas ,petrolio e dollari, obietto che alla base di tutto ci vogliono quegli elementi fondanti della vision che gli UAE hanno identificato in turismo, infrastrutture e capitale umano e che in soli 50 anni hanno trasformato una lingua di deserto in un museo di arte moderna a cielo aperto, composto da grattacieli,

giardini, strutture avveniristiche dove la pulizia e i profumi arabi ti accompagnano ad ogni passo, dove puoi scegliere il lusso sfrenato ma anche soluzioni più minimaliste, dove anche le targhe delle auto identificano l’agiatezza del proprietario in base al numero di cifre e valgono oro e la vendita di quelle più preziose, serve in parte a finanziare i bisogni dei più poveri. Un luogo dove tra yacht e hotel a 5 e 7 stelle, per strada è vietato alzare la voce e gesticolare, dove è imposto un dress code adeguato per l’ingresso in alcuni luoghi, dove anche all’esterno si fuma solo in piccole aree riservate e l’assunzione di alcoolici è limitata e riservata solo ad alcuni locali, Quel posto nel quale se la sorveglianza si accorge che potresti avere un attimo i difficoltà, perché non trovi un luogo o un’indicazione o un taxi, ti raggiunge e si mostra pronta ad darti tutte le info e se c’è bisogno accompagnarti, in una sola parola, civiltà allo stato puro.
E immergersi in quella bellezza fatta di genio professionale ed arte moderna tra le Fontane di Dubai, il Burj al Arab il Burj Khalifa grattacielo più alto del mondo, le luci fantasmagoriche mai uguali a se stesse, il mercato dell’oro esposto senza teche di protezione perché nessuno pensa neanche alla lontana di rubare alcunchè, Palm Juimerach, è stato immediato e appagante.


Se ci sono sacche di povertà e sfruttamento? Si certo ci sono i cosiddetti “blue collar” una grande forza lavoro che vive con poco, ma alla quale viene assicurato vitto, alloggio nei labour camp e assicurazione sanitaria.
Avrei tanto altro da raccontare e altre immagini e info che chi vorrà potrà attinger dal mio profilo Fb.
Concludo ringraziando il Direttore Lelio Castaldo che mi ha chiesto di raccontare la Dubai che ho visto e cercato di rappresentare in maniera etica e scevra da luoghi comuni e che mi ha indotto ad una amara riflessione: la città del futuro, metropoli del deserto, l’hub mondiale che non aveva storia, ha edificato, ripeto in soli 50 anni un futuro da mostrare una ricchezza che si moltiplica in modo esponenziale e che attira il mondo intero e gli investitori.


Dall’altra parte c’è il nostro esempio diametralmente opposto: le meraviglie di Italia ed Europa, dotate di ricchezze e bellezze che il passato ci ha donato, distrutte da politici e amministratori stolti e miopi e in cui la visione è assente e che hanno avuto la deprecabile capacità mettere in fuga i nostri migliori cervelli, tanti dei quali adesso arricchiscono, con il loro sapere e genio, il mondo e anche Dubai.

Nota del Direttore

Ho letto che la collega Margherita Trupiano mi ringrazia per questo spazio a lei concesso. Non la penso assolutamente così! Semmai sono io che devo ringraziare Margot (la chiamo sempre così) per lo splendido reportage pubblicato su Sicilia24ore.it al suo rientro da Dubai, recentemente colpita dai missili della guerra.

Un articolo intenso, lucido e profondamente umano, capace di raccontare con grande sensibilità una realtà complessa e drammatica. Un contributo di alto valore giornalistico che rende onore alla nostra redazione e al diritto dei lettori a essere informati con verità e competenza.

Lelio Castaldo

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