A Messina, al palazzo di Giustizia, a conclusione del giudizio abbreviato, il Giudice per le udienze preliminari, Simona Finocchiaro, ha inflitto sei condanne per oltre complessivi 50 anni di carcere, e pronunciato due assoluzioni, nell’ambito dell’inchiesta sulla cosiddetta “mafia dei Nebrodi” e, in particolare, su una maxi truffa all’Agea, l’agenzia europea che elargisce contributi agricoli, su cui sarebbero ruotati gli interessi dei clan di Tortorici. Dunque, 24 anni di reclusione al presunto boss Sebastiano Bontempo. Poi 3 anni a Carmelo Barbagiovanni, 10 anni e 8 mesi a Giuseppe Bontempo, 2 anni a Samuele Conti Mica, 4 anni a Salvatore Costanzo Zammataro, ed 8 anni e 4 mesi a Giuseppe Marino Gammazza. Assolti, invece, il notaio di Canicattì Antonino Pecoraro, imputato di concorso esterno all’associazione mafiosa per avere redatto parecchi atti con cui sarebbe stata truffata l’Agea, e Giorgio Marchese.
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