Legalità, Mucci (SGS) : “invitiamo i giudici, i magistrati nelle scuole, l’intuizione visionaria del Giudice Chinnici oggi è più attuale che mai”

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“Partiamo da un dato oggettivo – dichiara Aldo Mucci – SGS Scuola, la legalità non si insegna solo sui libri di testo, si costruisce con il confronto, con le storie vere, con la vicinanza di chi ogni giorno rischia la vita per difenderla. Quel confronto che il Giudice Rocco Chinnici (ucciso dalla mafia il 29 luglio 1983) ,voleva fortemente con i giovani. In un’epoca in cui la mafia era ancora un argomento tabù, spesso evitato persino nelle aule scolastiche, Rocco Chinnici comprese con lungimiranza che la lotta a Cosa nostra non poteva limitarsi alle indagini giudiziarie. Serviva una rivoluzione culturale, e i principali protagonisti dovevano essere proprio i giovani. Chinnici fu tra i primi a portare il discorso antimafia direttamente nelle scuole, trasformando l’educazione alla legalità in un’arma potente contro l’illegalità organizzata. Chinnici non si accontentava del ruolo tradizionale del giudice istruttore: partecipava a convegni, seminari e soprattutto incontri nelle scuole di ogni ordine e grado. In un contesto in cui pronunciare la parola “mafia” poteva essere rischioso, lui parlava apertamente ai ragazzi del fenomeno mafioso, del suo intreccio con il potere economico e politico, e soprattutto del pericolo rappresentato dalla droga. Per Chinnici, il traffico di stupefacenti non era solo un crimine, ma lo strumento principale attraverso cui la mafia si arricchiva e controllava le nuove generazioni. Chinnici riteneva che educare i giovani significasse spezzare quel ciclo, creando una nuova coscienza civile.

Quella di Chinnici – continua Mucci – era una posizione visionaria, tanto che molti colleghi lo accusavano di “perdere tempo” andando nelle scuole invece di concentrarsi solo sul lavoro d’ufficio. Eppure, Chinnici vedeva proprio nei giovani la speranza per il futuro.  “Portare i giudici nelle scuole non è un optional: è un investimento sul futuro. È il modo migliore per onorare Rocco Chinnici e per continuare la sua battaglia, non solo nelle aule di tribunale, ma soprattutto in quelle di scuola. Dove tutto ha inizio” -conclude il dirigente sindacale.

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