Intervista a Marcello Fattori, candidato al Consiglio Comunale di Agrigento

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Marcello Fattori, chi è e da dove nasce il suo impegno politico?

“Ho 40 anni, sono un funzionario pubblico, sono sposato e padre di due figli. Possiedo due lauree magistrali e ho sempre considerato lo studio e la formazione strumenti fondamentali per servire al meglio la comunità. La mia passione politica nasce a 14 anni. Ho mosso i primi passi nella giovane destra agrigentina, trascorrendo interi pomeriggi tra formazione, letture, dibattiti, volantinaggi. Non era solo militanza: era appartenenza, era identità, era amore per la propria terra. Al liceo scientifico Leonardo sono stato rappresentante d’istituto, esperienza che mi ha insegnato cosa significhi assumersi responsabilità davanti ai propri coetanei. La mia adolescenza è stata segnata dall’impegno e dalla convinzione che la politica, quando è autentica, sia uno strumento nobile.

Crescendo ho continuato attraverso l’associazionismo e il civismo, fondando nel 2015 il movimento “Progetto Agrigento”, che partecipò alle elezioni amministrative con una propria lista. Non mi sono mai candidato in prima persona al consiglio comunale. Oggi lo faccio perché credo sia arrivato il momento di assumermi direttamente questa responsabilità”.

Perché candidarsi proprio adesso?

“Perché amo Agrigento e perché credo che negli ultimi anni si sia perso qualcosa: autorevolezza, visione, incisività. Il Consiglio Comunale di Agrigento non è un organo secondario. È il cuore della democrazia locale. Controlla l’operato della Giunta e del Sindaco, approva bilanci e regolamenti, esercita funzioni ispettive decisive. Se il Consiglio funziona, funziona la città. Io voglio contribuire a riportare qualità nel dibattito, competenza nelle decisioni e senso delle istituzioni dentro l’aula consiliare. Non polemiche sterili, ma confronto serio e orientato al bene comune”.

Qual è la prima urgenza per la città?

“Dobbiamo avere il coraggio di dirlo: Agrigento ha bisogno di tornare a essere una città normale. Servizi essenziali garantiti, strade manutenute, pulizia costante, illuminazione adeguata in tutti i quartieri, segnaletica efficiente, trasporto urbano che colleghi davvero centro e quartieri satellite. Il decoro urbano e il verde pubblico non sono dettagli estetici, ma il riflesso del rispetto che una comunità ha per se stessa. Prima di ogni grande progetto, serve ripristinare l’ordinario”.

E sul piano della visione futura?

“Una città che si limita a sopravvivere non costruisce il domani. Serve una visione. Dobbiamo lavorare per una Agrigento moderna, capace di attrarre investimenti, di valorizzare le competenze, di utilizzare strumenti innovativi come il partenariato pubblico-privato e il project financing previsti dal nuovo Codice degli Appalti del 2023.

Servono risorse umane di valore: una Giunta competente, un Sindaco con leadership, carisma e capacità di ascolto. L’amministrazione dovrà dialogare con associazioni, cittadini, forze politiche, categorie produttive. La politica non può essere chiusura, deve essere sintesi e collaborazione. E sarà fondamentale valorizzare ciò che di positivo è rimasto dall’esperienza di Agrigento Capitale Italiana della Cultura 2025: reti, progettualità, energie culturali che non devono andare disperse, ma trasformate in opportunità strutturali”.

Lei parla spesso di identità e valori. Cosa significa concretamente?

“Significa educazione civica, senso di appartenenza, rispetto del bene comune. La prossima amministrazione dovrà investire sulle nuove generazioni. I giovani devono essere educati al rispetto dell’ambiente, del territorio, della città. Non basta lamentarsi del degrado: bisogna formare cittadini consapevoli. Progetti nelle scuole, percorsi di cittadinanza attiva, iniziative sul rispetto degli spazi pubblici e sulla cultura ambientale sono fondamentali. Una città cambia quando cambiano le coscienze”.

Sicurezza e anziani: come intervenire?

“La sicurezza è un diritto. Non significa solo controllo, ma prevenzione, illuminazione adeguata, presenza istituzionale nei quartieri. Una città curata è anche una città più sicura.Per quanto riguarda gli anziani, dobbiamo rafforzare i servizi di prossimità, i centri di aggregazione, le politiche di assistenza domiciliare. Gli anziani rappresentano la memoria storica della nostra comunità e meritano attenzione concreta, non solo dichiarazioni”.

C’è un tema sociale che considera prioritario?

“La disabilità e l’inclusione. È un tema di civiltà. La legge sul “Dopo di Noi” deve essere applicata pienamente. Gli assistenti all’autonomia e alla comunicazione necessitano di maggiore stabilità e risorse. Se servirà, bisognerà rivedere le priorità di bilancio per garantire fondi adeguati. Una comunità si giudica da come tratta i più fragili”.

Perché i cittadini dovrebbero sceglierla?

“Per coerenza. Perché il mio non è un impegno nato ieri. È un percorso lungo, fatto di militanza, studio, associazionismo e servizio. Non prometto miracoli, ma presenza costante, controllo serio dell’azione amministrativa e rispetto delle istituzioni. Mi candido perché credo nei valori, nell’identità, nella responsabilità personale. Mi candido perché amo questa città. E perché credo che Agrigento possa tornare a guardare al futuro con orgoglio”.

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