Un incidente stradale, il trasferimento in ospedale e ore di attesa al pronto soccorso. Ma ciò che inizialmente sembrava non aver provocato conseguenze gravi si è rivelato diverso dopo ulteriori accertamenti.
È quanto accaduto a R.P., residente a Favara, coinvolto in un sinistro nel tardo pomeriggio e trasportato al pronto soccorso di Agrigento da un’ambulanza del 112. Dopo diverse ore trascorse in attesa di essere visitato, l’uomo è stato dimesso intorno alle 2 di notte.
Nel referto rilasciato dalla struttura ospedaliera si legge che dalle indagini radiologiche effettuate non risultavano fratture.
Tuttavia, una volta tornato a casa, il dolore al torace non si è attenuato. Anzi, il fastidio è rimasto costante, spingendo l’uomo a sottoporsi a nuovi controlli presso un centro diagnostico privato di Favara.
Il risultato degli ulteriori esami ha però evidenziato un quadro differente rispetto a quello riportato nel primo referto. Gli accertamenti effettuati nella struttura privata avrebbero infatti rilevato una lesione traumatica alla seconda costa sinistra, non segnalata durante la visita al pronto soccorso.

Una discrepanza tra i due referti che ora apre interrogativi sulla diagnosi iniziale e sulle valutazioni effettuate dopo l’incidente. Ma è possibile che all’ospedale di Agrigento possano verificarsi episodi del genere? E’ possibile che in un pronto soccorso dove tutto dovrebbe brillare al massimo della perfezione, non si accorgono che un paziente abbia una costola fratturata? Ma siamo su scherzi a parte?
Ecco la buona sanità agrigentina guidata dal direttore generale Giuseppe Capodieci, ammanigliato come non mai con tutta la politica della provincia di Agrigento, tanto da non sapere dove spartire i propri compiti con il deputato di turno.
Lo stesso Capodieci è stato protagonista involontario di un fatto accaduto a Palermo non più di un paio di mesi addietro. Nel corso di una riunione in assessorato, il direttore generale è stato fortemente redarguito da uno dei peggiori sindacalisti (settore sanità) della realtà agrigentina, tanto da far meravigliare la stessa assessora alla Sanità Daniela Faraoni, la quale ebbe a dire: “Ma direttore, si fa redarguire dal sindacalista?” E il Capodieci, serafico ha risposto: “Assessore, e dire che siamo o siamo stati della stessa famiglia…”
Ma questo è nulla.
Ecco la realtà sanitaria agrigentina.
