Incidente mortale ad Agrigento nel 2017, la Cassazione rende definitive le condanne

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La Corte di Cassazione ha confermato in via definitiva le condanne per omicidio colposo legate alla morte di Giuseppe Barbato, il ragazzo di 17 anni originario di Porto Empedocle che perse la vita in un incidente stradale avvenuto l’1 ottobre 2017 ad Agrigento. I giudici hanno respinto i ricorsi presentati dalle difese, rendendo esecutive le sentenze emesse nei precedenti gradi di giudizio.

La pena stabilita è di cinque mesi e dieci giorni di reclusione per tre dipendenti di ANAS: l’ingegnere capo Maria Rita Giglione, il geometra Emanuele Montana Lampo e l’operaio Alfonso Giglia.

Il tragico incidente si verificò lungo la via Passeggiata Archeologica, nei pressi del bar Promenade. Il giovane viaggiava sul suo Honda SH insieme a una coetanea quando, intorno alle cinque e mezza del mattino, perse il controllo dello scooter finendo contro la carreggiata. La ragazza che era con lui rimase gravemente ferita, mentre per il diciassettenne non ci fu nulla da fare.

Secondo quanto ricostruito dalla Procura, l’incidente sarebbe stato favorito dalla presenza di un cantiere aperto per interventi sulle radici degli alberi che avevano provocato un dissesto dell’asfalto. In base all’accusa, la situazione di pericolo non sarebbe stata segnalata in modo adeguato agli automobilisti e ai motociclisti in transito.

Con la decisione della Cassazione si chiude definitivamente la vicenda giudiziaria legata alla morte del giovane studente dell’Istituto Foderà, ricordato da amici e conoscenti come un ragazzo brillante e sempre sorridente

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