Inchiesta sulla corruzione nella sanità, sistema Cuffaro: il Riesame accoglie solo due appelli della Procura

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Il Tribunale del riesame di Palermo ha accolto solo due degli otto appelli presentati dalla Procura nell’ambito dell’inchiesta sulla presunta corruzione nella sanità siciliana, respingendo le restanti richieste di misure cautelari. Le decisioni riguardano il primo gruppo di indagati e, in ogni caso, non avranno efficacia immediata: gli interessati potranno infatti ricorrere in Cassazione e, fino a quel momento, le misure restano sospese.

Gli appelli erano stati proposti dopo che il Gip, a seguito degli interrogatori preventivi introdotti dalla riforma Nordio, aveva respinto le richieste avanzate dai pm dell’ufficio guidato da Maurizio de Lucia. Il collegio del riesame, presieduto da Annalisa Tesoriere (a latere Luisa Trizzino ed Emanuela Carrabotta), ha parzialmente riformato quella decisione.

Le misure cautelari sono state disposte solo per Ferdinando Aiello, ex consigliere regionale calabrese ed ex deputato nazionale del Pd, che dovrà presentarsi alla polizia giudiziaria, e per Sergio Mazzola, imprenditore palermitano e titolare della Euroservice srl, per il quale è stata stabilita l’interdizione dall’esercizio dell’attività d’impresa per un anno.

Sono stati invece rigettati gli appelli della Procura per Paolo Bordonaro, Alessandro Maria Caltagirone, Marco Dammone, Giuseppa Di Mauro, Mauro Marchese e Paolo Emilio Russo. Per queste posizioni, dunque, resta confermato il no alle misure cautelari già deciso dal Gip.

Nella stessa giornata si è tenuta anche l’udienza relativa a Totò Cuffaro, ex presidente della Regione siciliana, già agli arresti domiciliari dall’inizio di dicembre. I pm hanno chiesto che l’ex governatore risponda anche dell’ipotesi di associazione per delinquere, oltre alle contestazioni già formulate.

Con il provvedimento, il Tribunale del riesame ha rivalutato alcuni aspetti della cosiddetta “vicenda Siracusa”, uno dei filoni centrali dell’inchiesta. Al centro c’è un appalto per servizi e forniture bandito dall’Asp di Siracusa, ritenuto rilevante solo per alcune parti. Tornano così in evidenza le posizioni di Aiello e di Mazzola, quest’ultimo ritenuto vicino al deputato nazionale di Noi Moderati Saverio Romano, anch’egli indagato ma per il quale la Procura non aveva proposto appello contro il rigetto delle misure cautelari deciso dal Gip Carmen Salustro.

In attesa delle motivazioni, dalle decisioni del Riesame emerge che non sono state ritenute meritevoli di revisione le posizioni dell’ex direttore generale Alessandro Maria Caltagirone, dei responsabili della Dussmann Mauro Marchese e Marco Dammone, del Rup Giuseppa Di Mauro e dei componenti della commissione di gara Paolo Emilio Russo e Paolo Bordonaro.

Per Sergio Mazzola, invece, l’accusa è stata riqualificata in traffico di influenze illecite, la stessa ipotesi contestata a Totò Cuffaro e già applicata anche a Marchese e Dammone, sospesi dall’attività imprenditoriale per un anno con obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Secondo l’impostazione accusatoria, al centro della vicenda ci sarebbero presunte agevolazioni alla Dussmann Service, con un ruolo attribuito ad Aiello, legate all’incremento del valore delle prestazioni e del volume dei lavori affidati alla Euroservice srl.

Proprio su questo punto la Procura è tornata a insistere nei confronti di Cuffaro, chiedendo in udienza il ripristino delle ipotesi di corruzione e associazione per delinquere anche in relazione alla vicenda Siracusa, pur senza sollecitare un aggravamento della misura cautelare rispetto agli arresti domiciliari già in corso.

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