Inchiesta sugli appalti in Sicilia: il boss-imprenditore Carmelo Vetro cercava accesso ai fondi della Protezione civile

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Un sistema di relazioni e contatti per entrare negli appalti pubblici legati alle emergenze. È questo lo scenario che emerge dall’indagine che ha portato all’arresto dell’imprenditore Carmelo Vetro, accusato di aver tentato di infiltrarsi nei lavori finanziati dalla Protezione civile siciliana e nei fondi destinati alla ricostruzione dopo il ciclone Harry.

Secondo gli investigatori, Vetro avrebbe cercato appoggi all’interno dell’amministrazione regionale. Tra i contatti individuati nell’inchiesta compare Salvatore Iacolino, dirigente della Regione che, stando agli atti, avrebbe presentato l’imprenditore al capo della Protezione civile siciliana Salvatore Cocina. L’incontro sarebbe avvenuto negli uffici del dipartimento, ma non avrebbe avuto sviluppi concreti.

Nonostante il tentativo fallito, Vetro avrebbe continuato a cercare contatti per inserirsi nei lavori legati all’emergenza. L’imprenditore avrebbe provato anche ad avvicinare il commissario nominato per l’emergenza Harry, Duilio Alongi, senza però riuscire a ottenere un incontro.

Al centro delle indagini c’è anche il ruolo del dirigente regionale Giancarlo Teresi, finito in manette durante il blitz dei carabinieri. Gli investigatori, grazie a una telecamera installata nel suo ufficio, avrebbero documentato il passaggio di denaro all’interno di una busta consegnata da Vetro. Le intercettazioni e le immagini raccolte descrivono un rapporto diretto tra i due, con il dirigente che avrebbe favorito più volte gli interessi dell’imprenditore.

Secondo quanto ricostruito, Teresi avrebbe anche segnalato Vetro ad amministratori locali. In una telefonata all’assessore ai lavori pubblici di Castelvetrano, Davide Brillo, il dirigente regionale avrebbe indicato proprio l’ingegnere Vetro come professionista capace di gestire alcune procedure tecniche. Tra i lavori citati nell’inchiesta ci sarebbero stati quelli per lo smaltimento della posidonia accumulata nel porto di Marinella di Selinunte.

Intanto l’attenzione degli inquirenti si concentra anche su Salvatore Iacolino, il quale stamattina non ha risposto ai magistrati.

Nell’inchiesta compare inoltre il nome di Bernardette Grasso, sindaca di Capri Leone. La politica è stata ascoltata come persona informata sui fatti e ha spiegato di non aver mai incontrato Vetro di persona, ma solo di aver scambiato alcuni messaggi con lui dopo una telefonata ricevuta da Iacolino. Secondo la sua versione, le era stato presentato come un imprenditore interessato ad assumere personale nella propria azienda. Dopo la diffusione della notizia, Grasso ha deciso di autosospendersi dalla Commissione regionale antimafia.

L’indagine continua per chiarire l’estensione della rete di relazioni costruita da Vetro e verificare se altri appalti pubblici possano essere stati influenzati.

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