Si estende il raggio d’indagine della Procura di Palermo dopo l’arresto di Carmelo Vetro e Giancarlo Teresi. Altri appalti al setaccio. Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.
Al momento gli appalti intorno a cui ruota l’inchiesta sfociata negli arresti di Carmelo Vetro e Giancarlo Teresi sono quattro: il dragaggio del porticciolo di Marinella di Selinunte, la sistemazione delle spiagge di Scicli, Donnalucata e Terrasini. Tuttavia la Procura di Palermo ritiene che ciò che finora è emerso sia solo una parte. I magistrati usano termini come “complessa indagine”, “proiezioni mafiose nella pubblica amministrazione”. Al setaccio sono altre commesse pubbliche, dalla Regione, tramite il dirigente Teresi, all’imprenditore di Favara Carmelo Vetro, già condannato per mafia a 9 anni di reclusione. Giancarlo Teresi è stato responsabile unico del procedimento, ovvero tecnicamente “Rup”, in tanti appalti pubblici, come ad esempio per lavori a Terrasini, Menfi, Balestrate, Castellammare del Golfo, Lipari, Filicudi, Vulcano.
E l’interrogativo che anima la prosecuzione delle indagini è: in quali altrettante occasioni Teresi ha favorito Carmelo Vetro, ricambiato da tangenti? L’imprenditore favarese avrebbe coltivato una rete di relazioni di rilievo, politiche e anche massoniche. Lui stesso, intercettato, si vanta così: “Mio cugino… aveva un pezzo di automobile che la spingeva per metterla in moto… gli ho dato l’impresa… l’ho fatto entrare in Massoneria… gli ho fatto conoscere la politica… gli ho ceduto il cinquanta per cento della mia società…”. Carmelo Vetro avrebbe affidato nel Trapanese un subappalto a Giovanni Filardo, cugino di Matteo Messina Denaro.
Filardo avrebbe apprezzato Vetro, il suo gruppo, e intercettato ha rimarcato: “Loro sì che sono difensori della tradizione mafiosa, non come questi signori infami che vanno avanti”. Teresi e Vetro, convocati per l’interrogatorio di garanzia dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale, Filippo Serio, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Teresi è assistito dagli avvocati Antonino e Giuseppe Reina. Vetro dall’avvocato Samantha Borsellino. Gli avvocati Arnaldo Faro e Pino Di Peri invece domani venerdì saranno al fianco di Salvatore Iacolino, all’interrogatorio. Lui avrebbe favorito Vetro in cambio di finanziamenti elettorali e assunzioni di lavoro.
Angelo Ruoppolo (Teleacras)
