Inchiesta Cefpas-Asp, Capodieci respinge le accuse: «Ho agito nel pieno rispetto della legge»

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Giuseppe Capodieci, ex direttore generale dell’Asp di Agrigento, è comparso davanti al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Caltanissetta per chiarire la propria posizione nell’ambito dell’inchiesta che ipotizza un presunto accordo corruttivo tra Cefpas e Asp.

Nel corso dell’interrogatorio, Capodieci ha risposto alle domande formulate dal gip e dai magistrati titolari delle indagini, ribadendo la propria totale estraneità ai fatti contestati. L’ex manager sanitario ha inoltre depositato documentazione a sostegno della correttezza del proprio operato, sostenendo che ogni attività svolta sia stata conforme alle norme e alle procedure previste.

I legali difensori, Antonino e Vincenza Gaziano, hanno sottolineato come il loro assistito abbia fornito tutti i chiarimenti richiesti, evidenziando la piena legittimità delle decisioni assunte durante il suo incarico. Al termine dell’udienza, la difesa ha chiesto il rigetto della richiesta di misura cautelare avanzata dalla Procura, ritenendo insussistenti le esigenze cautelari.

Secondo l’ipotesi accusatoria, per la quale è stata richiesta la misura degli arresti domiciliari, Capodieci avrebbe sottoscritto un accordo quadro tra il Cefpas e l’Asp di Agrigento su sollecitazione del deputato regionale Riccardo Gallo. Tale intesa avrebbe consentito l’attivazione di procedure di distacco del personale tra i due enti, favorendo il trasferimento lavorativo della moglie del parlamentare, assunta a tempo determinato presso il Cefpas.

La vicenda è ora al vaglio dell’autorità giudiziaria, che dovrà valutare gli elementi raccolti dall’accusa e le argomentazioni presentate dalla difesa prima di assumere le proprie decisioni.

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