Munnu ha statu e munnu è.
Questo, in sintesi, ciò che accade ogni qualvolta vengono sciorinate classifiche nazionali di benessere, qualità di vita e perché no, anche di dignità di ogni comune mortale che vive in questo martoriato lembo di una Sicilia che si chiama provincia di Agrigento.
E se Agrigento piange, certamente la Sicilia tutta non ride. Siamo solo ottimi se le classifiche vengono guardate al contrario. In questo caso primeggiamo ovunque.
Così come, non è un caso, se Agrigento e la sua provincia, nelle passate classifiche hanno ottenuto piazzamenti assolutamente rilevanti, addirittura da record, solo in alcune categorie che, francamente, lasciano il tempo che trovano: per ben 4 anni la provincia di Agrigento è stata la terra con il minor numero di separazioni legali! Un altro “record” si è raggiunto nel 1994 quando c’è stata la minore variazione del costo della vita e nel 1996 quando si è registrata la minore incidenza di truffe registrata.
E poi? Da 107 a 105, da 103 a 104, anno dopo anno un accumulo di figure miserine che ci hanno portato, ad oggi, al 102° posto su…107.
Andiamo all’anno in corso. Nella casella “cultura e tempo libero” siamo penultimi, 106° posto. Il tempo libero, una chimera; c’è davvero ben poco da fare; o ti chiudi in un bar, o in un circolino a giocare a carte (ancora nei paesini è di moda), o rimani a casa a guardare Barbara D’Urso. Non rimane altro.
Quella cultura che anche i Comuni della provincia hanno contribuito a far vacillare l’esistenza dell’unico Polo Universitario del territorio rispondendo picche al contributo economico per almeno salvaguardare i propri studenti da esose spese alle trasferte universitarie palermitane e catanesi.
Viene semplicemente da schiattare se si considera che una città che mostra in bella vista la Valle dei Templi, patrimonio dell’Umanità, nella casella “Cultura” debba ritrovarsi nei meandri dell’invivibilità: ultimo posto. Incredibile ma vero!
Solo un esempio: Rimini, che non ha nessun monumento e il suo mare produce soltanto mucillagine, raccoglie ogni anno decine e decine di milioni di turisti. Agrigento, con il suo mare, il suo clima, la sua cucina e soprattutto con la sua Valle dei Templi, non produce una mazza.
Questo è il frutto straordinario che ci hanno propinato i nostri “operatori culturali e del turismo”. Il nulla del nulla, incapaci di vendere un pacchetto turismo a chicchessia; un pacchetto sole, un pacchetto cucina, un pacchetto monumenti, un pacchetto centro storico (che cade a pezzi). Attorno alla Valle potrebbe crearsi un indotto turistico e culturale davvero impressionante; ed invece niente. A questo si aggiunge anche una cattivissima gestione dell’Ente Parco Archeologico della Valle, il cui Ente, fortunatamente, oggi è stato affidato a mani esperte rispetto al passato.
Si chiama un “ottimo risultato” il 59° posto agguantato grazie alla frenata che ha subito la migrazione ospedaliera. Si poteva ottenere molto di più. Anche in questo caso una cattiva gestione nel passato dell’Asp agrigentina ha “dato i suoi frutti”. Un ex direttore generale si vantava di aver l’asciato l’Azienda con un utile di diversi milioni di euro. Se poi nei reparti ospedalieri mancavano persino le coperte, tutto faceva brodo.
Ed ecco il miracolo: le Istituzioni. Agrigento e la sua provincia raggiungono il 16° posto grazie alla Giustizia e la Sicurezza. Magistratura e Forze dell’Ordine capaci, da sole, di tenere ancora in alto ancora il nome di una città che meriterebbe ben altri scenari e ben altri riconoscimenti.
Oltre ad una Procura efficiente e molto operosa, un doveroso grazie lo meritano senza dubbio le Forze dell’Ordine; Prefettura, Questura, Carabinieri e Guardia di Finanza. Il loro incessante lavoro, capillare e certosino, ha consentito di dare una certa tranquillità alla popolazione. Droga e furti hanno subito una vera e propria mazzata. Ed ancora, la lotta alla criminalità organizzata è stata devastante.
Oggi nella nostra provincia si respira un’aria più sicura; sentiamo a nostro fianco il respiro dei Carabinieri, della Polizia e della Guardia di Finanza.
Purtroppo, da sole, non bastano per tenere alto il nome della città di Agrigento.
A loro diciamo…grazie di vero cuore.
Alla politica, locale, regionale e nazionale un…vaffanculo di vero cuore.
