Il pluripregiudicato Arnone e gli spettacoli in tribunale. Stavolta ha fatto centro! Guarda il video (30”) e leggi l’articolo

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Il suo avvocato Daniela Principato lo caccia in diretta fra lo stupore di tutti.

La malasuerte vuole che mi tocca difendere il noto pluripregiudicato agrigentino ed ex avvocato Giuseppe Arnone. Nei giorni scorsi l’imputato Arnone (parte offesa l’arch. Roberto Sciarratta) aveva sciorinato un video attraverso il quale dava appuntamento all’universo mondo di partecipare oggi 11 novembre all’interrogatorio della parte offesa perchè ci sarebbe stato del vero e puro spettacolo.

Buttanazza della miseria, stavolta, il noto pluripregiudicato, ha centrato in pieno: lo spettacolo che aveva assicurato c’è stato, eccome se c’è stato!!!

L’aula 1 del tribunale di Agrigento, oggi si è trasformata in un set televisivo dove tutti gli astanti sono rimasti a bocca aperta. Tre i personaggi da tenere in considerazione in questo articolo: Il dott. Vincenzo Ricotta, giudice monocratico del procedimento, il pluripregiudicato Arnone e la di lui fu la sua avvocatessa Daniela Principato (mi perdoni sig. giudice il dovere accostare il suo nome accanto a quello di un pluripregiudicato; ma le strade sono diametralmente opposte).

Inizia la seduta. Arnone chiede di poter fare dichiarazioni spontanee. E nonostante l’avviso del dott. Ricotta, che lo invita ad essere breve, i presenti sono costretti a rivedere in un’aula di tribunale uno dei soliti squallidi video che il pluripregiudicato ci propina quasi quotidianamente. Squallidi perchè in molti di essi ci sono delle accuse e delle invettive contro le Istituzioni che non possono essere accettate. Ma tant’è. Chi scrive era li, presente. Abbiamo dovuto ascoltare una serie di minchiate alle quali, oramai, non ci facciamo più il caso. Qualche esempio: “Io sono un politico forte…” . Nostra riflessione: ma a quale partito appartieni se sei stato cacciato via dal PD e ti hanno pure stracciato la tessera?

Un’altra sciabolata arnoniana: “Tornerò ad essere un politico forte…“. Ci chiediamo: “Forte, forse, rispetto all’aceto di Palma di Montechiaro? Ed ancora: “Io ho deciso la nomina di Meli al Parco Archeologico…”. Quando si sogna ad occhi aperti dentro l’aula di un tribunale. Chiedendo scusa a chi legge, nasce spontanea la domanda: “Ma tu cu minchia si?”

Purtroppo, non finisce qui. Il pluri, sostanzialmente, continua: “Ci sono una ventina di progetti estivi del Parco in cui almeno una buona parte di soldi non si sa dove va a finire parlando di spartizioni (ma il riferimento è chiaro, ndr). Accusa Marco Savatteri, accusa una serie di premi (indovinate il primo qual’è???), accusa persino i morti, Sebastiano Lo Monaco. Insomma, una serie di atti delinquenziali e criminali dove gente come la Bruzzone o Garofano, noti criminologi italiani, avrebbero difficoltà serie a smaltire la mataffa.

Ad un certo punto, il giudice Ricotta, dice più o meno: “Qui si sta sparlando…”. Poi chiede scusa, si corregge e dice: “Qui si sta parlando!”

Ed invece no, esimio dott. Ricotta, lei aveva detto proprio bene!

(Inciso: Il pluri spesse volte ha vuoti di memoria e vuol dipingere la parte offesa come se fosse imputato. E’ accaduto anche al sottoscritto in un altro procedimento. E lo spiego subito. Lui imputato, parte offesa l’ex presidente del Parco. Dimentica le offese e le diffamazioni gravissime. Quelle non contano. Occorre parlare di Sipario d’Oro!!! Qualcuno sarebbe in grado di spiegare all’opinione pubblica cosa c’entra il Sipario in una procedimento per diffamazione? Ma tant’è.

Andiamo avanti. Offende, punta il dito, sputa veleno come se la parte offesa fosse un criminale. Dimentica che sutta scupa, invece, c’è iddru… Tenta come fa ogni volta di spostare il tiro, l’attenzione. Di tutto vuol parlare tranne che del fatto che è seduto li perchè ha diffamato. E cambia discorso, gira la frittata, parla di strade, marciapiedi, perimetri, morti, vivi).

Ma ha detto corrotto, ladro, delinquente? Ma chissenefrega penserà nella sua mente il pluri. Il problema non è che dice di chicchessia (magistrati compresi) che sono dei delinquenti, criminali e così via dicendo. Il vero problema sono i marciapiedi e…Sebastiano Lo Monaco che non c’è più!!!

Tocca a Sciarratta. Si siede e risponde alle domande dell’avvocatessa Daniela Principato, punto per punto, la smonta; ma non con le chiacchiere da video, ma con tanto di articoli e leggi. E più Sciarratta risponde a tamburo battente, più Arnone si incazza.

Si agita, si alza, comincia a parlare ad alta voce con il suo avvocato. Suggerisce, dice di ripetere, dice di ascoltare lui (come se la Principato fosse un aranciu di nterra). Si agita, il pluri scalpita come i tori inferociti. Sembra un vulcano fino a quando la Principato sbotta: “Peppe smettila perchè mi stai facendo stancare. Non fare così altrimenti ti lascio qui e me ne vado…”.

(Altro inciso. Occorre riconoscere al dott. Ricotta di avere interpetrato alla perfezione il ruolo avuto dalla martire Santa Maria Goretti. Quanta pazienza, anche lui, consentire ai due attori, di rappresentare in un’aula di tribunale, una telenovela che supera di gran lunga quella della peggiore specie andata in onda su Rete4 40 anni fa: “Ciranda de Pedra!” ).

Ma quando mai. Il pluri raddoppia anzi triplica. Con gli occhi spiritati quasi aggredisce il suo avvocato. Ad un certo punto il pluri grida: “Danieeee, vidica iu ci vaiu in galera…” Li, davanti a tutti.

Lei a dire il vero, regge. Regge ancora. E regge ancora. Ma poi non ce la fa più. Mentre il pluri disintegra i suoi timpani, Daniela non ce la fa più e stavolta sbotta: “Signor giudice, io rimetto il mandato di avvocato a Giuseppe Arnone, non è più tollerabile; per quanto mi riguarda l’udienza può finire qui in attesa che Arnone si cerchi un altro avvocato. Non lo voglio più come cliente”.

Immaginate i presenti. Lasciamo stare i presenti. Il giudice è quasi incredulo e dice alla Principato: “Avvocatessa, ha deciso allora?”. E lei: “Certamente signor giudice, non voglio più essere l’avvocato di Arnone…”.

Udienza sospesa.

In attesa della prossima seduta, ma soprattutto del prossimo avvocato difensore del pluripregiudicato Giuseppe Arnone.

Amen.

N.B. In un recente video il pluri si è lagnato del fatto che le di lui foto che pubblichiamo sono artefatte. Altro falso. Teniamo a precisare un fatto esclusivamente estetico: “Pepè, non dire ancora minchiate. Devi fare i conti con la realtà: tu si chistu…”.

Rinota Bene: Ovviamente nel suo prossimo video lui dirà che ha vinto, che ho scritto bugie, che ha massacrato il Parco e che prossimamente sposerà l’avvocatessa Principato!

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