Il dott. Piero Amorosia denuncia Report Sicilia, Giuseppe Di Rosa e la direttrice Marianna La Barbera; il legale: “Siamo in presenza di stalking istituzionale”

Condividi

Una brutta e triste vicenda che vede ancora una volta come protagonisti quello che viene ritenuto un quotidiano on line, Report Sicilia e il suo editore Giuseppe Di Rosa.

Al centro di una querelle iniziata quando il dott. Piero Amorosia negò una serie di accessi agli atti all’allora rappresentante del Codacons (da mesi cacciato via) Giuseppe Di Rosa, oggi in pieno praticantato giornalistico dalle discutibili correttezze deontologiche come spesse volte evidenziato da questo giornale e che adesso sono al vaglio del superiore Ordine dei Giornalisti di Sicilia nonchè la stessa attività di controllo della direttrice responsabile Marianna La Barbera.

Da quel momento, cioè da quella negazione di accesso, il Di Rosa ha scatenato contro Amorosia una serie violenta di campagna stampa ad orologeria svizzera, molte volte accusatoria e diffamatoria. Da qui la decisione del Segretario generale del Libero Consorzio di Agrigento di porre fine a questo scempio e denunciare Report Sicilia, l’editore Giuseppe Di Rosa nonchè autore degli articoli incriminati, e la direttrice responsabile Marianna La Barbera).

La denuncia dell’avvocato Giuseppe Cacciatore a tutela del suo assistito Piero Amorosia è arrivata sui tavoli di report Sicilia nella tarda serata di ieri. Una notizia che certamente ha tolto un bel po di sonno all’editore Di Rosa il quale, come è suo solito fare, cerca di passare al contrattacco girando la frittata per passare da stalkerizzatore a stalkerizzato, e invia una nota (saranno state le 3 di notte…) all’avvocato Cacciatore. E’ probabile che sono in atto una serie di elementi atti a scoraggiare lo stesso Amorosia a rimanere nei ruoli che già possiede.

Questo il contenuto della denuncia:

Quale legale del dr Pietro Nicola Amorosia, in atto Segretario Generale del Libero Consorzio di Agrigento, sono costretto ad intervenire per smentire i falsi e tendenziosi contenuti di un articolo di Report Sicilia del 20/8/25, a firma di tale Giuseppe Di Rosa.
Il mio assistito ha formalizzato ricorso avverso la procedura di sostituzione del Segretario generale, in quanto ritenuta viziata . Il ricorso è stato presentato, oltre che al Presidente della Provincia, al Ministero degli Interni. Risulta, altresì, inviato altro procedimento presso il Tribunale di Agrigento.
Trattandosi di atto interno, che non ha ricevuto pubblicazione all’Albo Pretorio Provinciale, è palese dedurre la avvenuta divulgazione di notizie coperte da segreto d’ufficio che il Di Rosa ha appreso e riportato in modo illecito, violando altresì i più elementari canoni della deontologia professionale dell’Albo dei Giornalisti.
Le frasi riportate in virgolettato nell’articolo di Report non sono mai state proferite dal dr Amorosia ,ne tanto meno sono contenute nel Ricorso, per cui non si può non sottolineare la non verità degli scritti giornalistici del Di Rosa.
Il dr Amorosia ha semplicemente voluto tutelare la propria posizione lavorativa.
Nel caso di specie, trattasi di atti di alta amministrazione , che coinvolgono vertici burocratici di enti di area vasta, per cui è chiaro che il fattore politico e fiduciario abbia una sua rilevanza. Ma è altrettanto chiaro come il mio assistito abbia condotto la Provincia per ben 4 anni nella massima trasparenza e legalità, consegnando alla nuova compagine politica un Ente sano ed efficiente.
Si assiste invero ad un accanimento mediatico del Di Rosa, che continua a porre in essere nei confronti di Amorosia atti persecutori e diffamatori a mezzo stampa, ai limiti dello stalking istituzionale , ed a non tanto velate intimidazioni nei confronti di un alto rappresentante della PA locale, reo solo di aver negato un paio di accessi indiscriminati ad atti pubblici, che il Di Rosa ,sfruttando la sigla CODACONS , pretendeva di ottenere dall’ente Provincia e dalla fondazione capitale della cultura 2025.
Pertanto il Di Rosa ,invece di impugnare il diniego di atti dinanzi all’Autorità giudiziaria , ha iniziato un lungo percorso diffamatorio e persecutorio nei confronti del mio assistito, che mi ha dato mandato per ogni forma di tutela anche in sede penale.
Infine si smentisce altresì la asserita automatica decadenza di Amorosia da vertice di Capitale della Cultura dato che lo stesso è legato alla Fondazione da un contratto di collaborazione valido sino al 31 marzo 2026 , nonché dal servizio presso il Comune di Palma di Montechiaro, ove collaborerà col sindaco sino a naturale scadenza del mandato.
È fatta salva ogni azione legale in caso di reiterazione di comportamenti che esulano dal diritto di cronaca e di critica , per sfociare in un inutile accanimento che non serve alla città di Agrigento , già dilaniata da tanti problemi ben più gravi.

Avv. Giuseppe Cacciatore

Notizie correlate

Leave a Comment