Un’azienda di autotrasporti di Gela è al centro di un’inchiesta della Procura che ipotizza presunte irregolarità sul fronte fiscale per una cifra complessiva che supera ampiamente il milione di euro, considerando le diverse contestazioni formulate dagli investigatori.
Il procuratore di Gela Salvatore Vella e il sostituto Lucia Caroselli hanno notificato l’avviso di conclusione delle indagini a tre persone. Nel registro degli indagati figurano il legale rappresentante della società, un 43enne di Gela, e due persone che, secondo l’accusa, avrebbero svolto il ruolo di amministratori di fatto: un 49enne di Raffadali e un 47enne di Agrigento.
L’indagine riguarda la società “Emilia Transport”. Secondo la ricostruzione della Procura, per alcune annualità fiscali sarebbero stati utilizzati, attraverso modelli F24, crediti ritenuti inesistenti per ottenere compensazioni e ridurre gli importi da versare.
In particolare, gli importi contestati per le annualità 2020, 2022 e 2023 sarebbero pari a 152.834 euro, 350.475 euro, 76.575 euro e 299.729 euro.
Nel fascicolo figurano inoltre contestazioni relative all’Iva che, secondo l’ipotesi investigativa, non sarebbe stata versata. Per il 2021 viene indicato un importo di 295.677 euro, mentre per il 2022 la somma contestata raggiungerebbe 666.681 euro.
L’avviso di conclusione delle indagini rappresenta un passaggio preliminare dell’eventuale procedimento giudiziario e non equivale a una dichiarazione di responsabilità. Gli indagati potranno infatti esercitare i propri diritti difensivi e fornire la propria versione dei fatti.
Ora la Procura potrebbe chiedere il rinvio a giudizio dei tre coinvolti. Prima di questa eventuale decisione, gli indagati avranno venti giorni per presentare memorie difensive oppure chiedere di essere ascoltati dagli inquirenti.
Nel procedimento sono stati individuati come persone offese lo Stato italiano e l’ente di riscossione della Regione Siciliana.
