Aldo Mucci, Dirigente SGS e Peppe Paino segretario provinciale SGS Scuola Agrigento, hanno chiesto formalmente al Prefetto ed al Questore, un incontro urgente in forma congiunta per discutere e contribuire alla definizione di protocolli locali condivisi in materia di sicurezza nelle istituzioni scolastiche, con focus specifico sul grave e crescente fenomeno del porto abusivo di coltelli e armi da taglio da parte di minori all’interno o in prossimità degli istituti scolastici.
Come noto, – dichiara Mucci – negli ultimi mesi si è registrato un preoccupante aumento di episodi di violenza con armi bianche in ambito scolastico su tutto il territorio nazionale. Tale emergenza – che coinvolge studenti anche di età molto giovane – richiede un approccio equilibrato, preventivo e non meramente repressivo, che tuteli la sicurezza di alunni e personale senza snaturare la natura educativa e aperta della scuola. In linea con le indicazioni ministeriali (Dl Sicurezza in discussione e progetto “Scuole Sicure” 2025/2026) e con le esperienze già attivate in diverse province (tra cui protocolli prefettizi per controlli mirati, unità cinofile e intese per metal detector su richiesta del dirigente scolastico), il Sindacato Generale Scuola – prosegue – Mucci – ritiene indispensabile un confronto urgente per delineare, a livello locale: Procedure chiare e condivise per interventi rapidi delle Forze dell’Ordine in caso di allarme o segnalazione (senza scaricare responsabilità operative sui dirigenti scolastici o sul personale ATA); Modalità di attivazione controlli periodici/mirati (es. varchi mobili, metal detector solo in casi di criticità accertata e su richiesta motivata del dirigente scolastico, con intesa prefettizia); Protocolli formativi congiunti per il personale scolastico su riconoscimento segnali di rischio, de-escalation e gestione conflitti; Ruolo delle famiglie e percorsi educativi alternativi o integrativi alle sanzioni (multe ai genitori previste nel pacchetto sicurezza); Risorse e garanzie per il personale scolastico (assicurazione infortuni, organico ATA aggiuntivo per vigilanza, formazione specifica) in caso di introduzione di misure di screening; Monitoraggio e valutazione periodica dell’efficacia delle misure adottate, evitando derive securitarie generalizzate che trasformino le scuole in ambienti di controllo poliziesco. Alla luce dell’assenza – allo stato attuale – dichiara Paino – di un protocollo provinciale specifico sul contrasto al porto abusivo di armi da taglio nelle scuole (diversamente da quanto attuato con successo in province come Napoli), si propone di avviare un tavolo dedicato per definire misure preventive e condivise, ispirandosi ai protocolli operativi già in vigore in altre realtà territoriali (es. Napoli per controlli mirati con metal detector e unità cinofile su richiesta del dirigente scolastico, o Bergamo per progetti ‘Scuole Sicure’ finanziati dal Ministero dell’Interno).
