Ecco cosa non rispetta il pluripregiudicato Giuseppe Arnone, in barba alle leggi in vigore, mentre si trova (???) affidato ai servizi sociali. L’offesa e il calpestare di quanto ordinato dal Tribunale di Sorveglianza di Caltanissetta

Condividi

Ecco l’articolo legislativo adatto per un soggetto, in questi casi il pluripregiudicato Giuseppe Arnone, che riguarda quando vengono violati i dettami di una condotta retta e onesta mentre l’affidatario ai servizi sociali sta scontando la pena (?????????) e che invece, calpesta e non rispetta quanto gli viene imposto dalle leggi in vigore.

“La reiterazione del reato di diffamazione (art. 595 c.p.) da parte di un soggetto in regime di affidamento in prova ai servizi sociali costituisce una grave violazione delle prescrizioni. Questo comportamento può portare alla revoca della misura alternativa, con il conseguente ritorno in carcere per scontare la pena residua, poiché contravviene al divieto di commettere nuovi reati e al dovere di condotta rieducativa.
Ecco i punti chiave e le azioni da intraprendere:
Conseguenze dell’Affidamento in Prova: Durante l’affidamento, il soggetto deve rispettare le prescrizioni stabilite (dimora, lavoro, rapporti con i servizi). La reiterazione di reati (come la diffamazione, art. 595 c.p.) dimostra l’inefficacia della misura e può comportare la revoca.
Azione Penale: È necessario sporgere una nuova querela entro 90 giorni dai fatti per il nuovo reato, evidenziando la recidiva.

Segnalazione ai Servizi Sociali: È opportuno segnalare la condotta diffamatoria agli assistenti sociali o direttamente al Tribunale di Sorveglianza, che monitora il comportamento dell’affidato.
Rischio di Revoca: Il Tribunale di Sorveglianza, valutata la gravità della condotta, può disporre la revoca della misura e la detenzione in carcere.
È fondamentale documentare le diffamazioni (screenshot, testimoni) per supportare la querela e la segnalazione al Tribunale.”

Notizie correlate

Leave a Comment