“Difterite bambina”: una decina di positivi in famiglia

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Circa dieci familiari della bambina morta a Palermo sono positivi alla difterite. Si tratta soprattutto di minori, vaccinati con almeno una dose o con ciclo completo.

A Palermo la Procura ha iscritto nel registro degli indagati i genitori della bambina di 4 anni dello Zen morta il 20 agosto per sospetta difterite, con l’ipotesi di omicidio colposo per omissione. L’inchiesta ruota intorno alla mancata vaccinazione contro la malattia, prevista come obbligatoria. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la coppia avrebbe scelto di non sottoporre la figlia al vaccino, così come gli altri tre figli, per il timore di un possibile legame tra vaccinazioni e autismo, una credenza popolare molto diffusa allo Zen. Gli inquirenti dovranno adesso accertare se ricorre un nesso di causalità tra l’assenza di immunizzazione e il decesso. L’iscrizione dei genitori rappresenta anche un atto di garanzia in prossimità dell’autopsia, fissata per il 26 agosto all’istituto di medicina legale del Policlinico di Palermo. L’esame dovrebbe rivelare le cause della morte e fornire elementi utili alle indagini. La Procura per i minorenni ha inoltre avviato un fascicolo civile per valutare la responsabilità genitoriale e ha ascoltato i medici e la pediatra che ha visitato la bambina prima del ricovero.

Gli accertamenti riguardano anche familiari e vicini, per verificare quanti minori non siano stati vaccinati. Disposte inoltre verifiche urgenti nelle scuole materne ed elementari della zona nord di Palermo, per individuare eventuali bambini privi delle vaccinazioni previste. Un cugino della piccola è già stato ricoverato in isolamento dopo essere risultato positivo alla difterite, ma le sue condizioni non sarebbero gravi. E circa altri dieci familiari della bambina sono positivi ai tamponi per la difterite. Si tratta soprattutto di minori, vaccinati con almeno una dose o con ciclo completo, in condizioni non preoccupanti ma in isolamento.

L’Azienda sanitaria ha esteso i controlli a tutto il nucleo familiare per individuare il possibile paziente zero. Preoccupa la positività nonostante i familiari avrebbero già dovuto iniziare la profilassi antibiotica prevista per i contatti stretti. Verifiche in corso anche sui poliziotti impegnati nelle indagini, sottoposti a profilassi. Per le iscrizioni a scuola dei non vaccinati sarebbe emerso che i genitori hanno presentato in parecchi casi solo la richiesta di vaccinazione, e non il certificato di avvenuta somministrazione.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

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