Diffamarono e calunniarono il giornalista Lelio Castaldo, condannati i fratelli Salvatore e Maurizio Bulone

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Il Tribunale di Agrigento, in composizione monocratica, nella persona della dott.ssa Ciraulo, ha condannato Salvatore Bulone alla pena di anni uno e mesi cinque di reclusione, con il riconoscimento della sospensione condizionale della pena oltre alle spese processuali e Bulone Maurizio alla multa di euro 800 oltre al pagamento delle spese processuali.
Il Tribunale di Agrigento ha condannato, altresì, Bulone Salvatore e Bulone Maurizio al risarcimento dei danni della parte civile costituita nella persona di Calogero Lelio Castaldo, da determinarsi nel quantum in sede civile. E li ha condannati, inoltre, al pagamento delle spese legali liquidate in euro 2000,00 oltre accessori.
I fatti risalgono all’agosto del 2016 allorquando, conclusasi la campagna elettorale per l’elezione del Sindaco di Porto Empedocle, il Direttore Lelio Castaldo scrisse un articolo, sul giornale online da lui diretto, Sicilia24h, dal titolo “Favara e Porto Empedocle: due esempi di rara coerenza, stile ed efficienza” che faceva riferimento al fatto che, entrambi i sindaci pentastellati, di Favara e di Porto Empedocle, dopo aver dichiarato in campagna elettorale, di essere contrari alla dichiarazione di dissesto, si preparavano, invece, a dichiarare il dissesto dei comuni rispettivamente amministrati.
A seguito di tale articolo il Bulone Salvatore minacciava il Castaldo intimandogli di smetterla di scrivere articoli sul giornale online SICILIA24H poiché in caso contrario lo avrebbe fatto cancellare dall’albo dei giornalisti con l’ausilio di suo cognato che era un Carabiniere, ovvero di farlo controllare e perseguitare dallo stesso. In particolare il Castaldo veniva notiziato della minaccia da Giuseppe Borsellino, poi deceduto durante il processo, a cui il Bulone si era rivolto per veicolare il messaggio.
Avuta la notizia dallo stesso Borsellino, il Castaldo, dopo aver cercato invano di contattare il Bulone telefonicamente, in data 08/08/2016 pubblicava un post su Facebook raccontando come erano andati i fatti.
L’indomani, il Bulone Maurizio, fratello di Bulone Salvatore, pubblicava un suo commento, rivolto al Castaldo con il quale ne diffamava la onorabilità di uomo e di giornalista.
L’11 agosto del 2016 Castaldo, accompagnato dal proprio legale di fiducia, l’avvocato Giuseppe Aiello, presentava una querela ai danni sia del Bulone Salvatore che del Bulone Maurizio, quanto al primo per il reato di minacce e quanto al secondo per il reato di diffamazione.


Avuto notizia di tale querela il Bulone Salvatore, in data 19 agosto, presentava a sua volta una querela ai danni del Castaldo e pur sapendolo innocente lo accusava del delitto di diffamazione per aver pubblicato sul giornale on line SICILIA24H un articolo in cui informava i lettori di essere stato minacciato da Salvatore Bulone. Cioè, il Bulone, pur essendo consapevole di aver rivolto minacce a Lelio Castaldo, intimandogli di smettere di scrivere articoli altrimenti lo avrebbe fatto perseguitare da suo cognato appartenente all’Arma dei Carabinieri, lo denunciava per diffamazione affermando, nella sua querela che non corrispondeva al vero che egli aveva minacciato il Castaldo.
Per tale ultima ragione, il Bulone Salvatore, oltre ad essere imputato per diffamazione a seguito della querela sporta dal Castaldo veniva anche imputato per il reato di calunnia a seguito della sua stessa querela ai danni del Castaldo.
Instauratosi il processo dinnanzi alla dott.ssa Ciraulo, il Castaldo assistito dall’avvocato Giuseppe Aiello, si costituiva parte civile per richiedere il risarcimento dei danni mentre i fratelli Bulone erano dapprima difesi dall’avvocato Giuseppe Arnone e dopo la cancellazione di questo dall’albo degli avvocati, dall’avvocato Daniela Principato. Nel corso del processo venivano sentiti vari testimoni, tra cui la allora Sindaco di Porto Empedocle, Ida Carmina, oggi deputata al Parlamento e, a conclusione della istruttoria, dopo una serie di sospensioni del processo, il Tribunale, in data odierna, pronunciava la sentenza di condanna ai danni di Bulone Salvatore per i reati di minacce e calunnia e per Bulone Maurizio per il reato di diffamazione riconoscendo, al Castaldo, anche il diritto al risarcimento dei danni, da quantificarsi in sede civile.

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