Da domani nuovi delinquenti e mascalzoni nel panorama giudiziario italiano? Saranno i magistrati che hanno condannato oggi in Appello il pluripregiudicato Giuseppe Arnone?

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Non è assolutamente escluso, anzi è praticamente una certezza, che da domani, o forse da stasera, nel panorama giudiziario italiano ci saranno nuovi magistrati delinquenti, criminali, corrotti e così via dicendo.

Diffamazione e calunnia a iosa contro il PG Luigi Birritteri, l’ex ministro Angelino Alfano e la di lui moglie avvocato Tiziana Miceli. Almeno per i giudici della Corte d’Appello di Palermo.

Negli anni del Signore 2017-2018 l’ex avvocato Giuseppe Arnone, noto pluripregiudicato siciliano, aveva inviato un esposto all’interno del quale si ipotizzavano reati tra Alfano, Birritteri e Miceli talmente gravi tali da far ingelosire anche il fu Totò Riina. Un presunto patto illecito tra i tre dove gli accordi corruttivi erano presenti come se fossero caramelle al latte.

I tre avevano stretto una alleanza illecita che sfornava favori reciproci come le mafaldine del vecchio panificio Taglialavoro o i cannolicchi con crema e ricotta della pasticceria Saito. Una sorta di “tu chi mi dasti e iu chi ti dugnu; tra il dare e avere spiccava la nomina a Procuratore Generale al Consiglio di Stato del dott. Birritteri, l’assunzione della di lui figlia presso una società (da accertare l’esistenza!!!) che per una singolare coincidenza la stessa società sarebbe stata gestita dalla moglie dell’ex Guardasigilli.

Insomma, partirono le denunce delle parti offese e si arrivò al giudizio finale di primo grado presso il Tribunale di Agrigento. Per il pluripregiudicato Arnone furono “augelli per diabetici” (usiamo la sua stessa colorita terminologia): condanna a tre anni e sette mesi.

Che cattivi questi giudici! Ma come si permettono? Da quel tempo contro di loro Arnone furono guai neri. Una serie innumerevole di video, poster, posterbus e lenzuola varie offendevano violentemente quei magistrati che avevano osato così tanto.

Tra un insulto e l’altro, video dopo video, striscioni dopo striscioni, anno dopo anno, si arrivò nell’anno del Signore al 28 ottobre 2025 e cioè stamattina. Località, Palermo; piazza Vittorio Emanuele, 1. Corte d’Appello. Si aspetta il responso che deve liberare Arnone e tutto ciò che lo circonda dai magistrati infedeli, cattivi e mascalzoni. La seduta di stamattina è stata preceduta da una serie innumerevole di violentissimi attacchi (video inascoltabili) contro i magistrati che lo avevano condannato, tra donne togate “gnocche” (nonostante una certa età…), giudici corrotti che dovrebbero cambiare mestiere e delinquenti togati che offendono l’apparato della magistratura italiana.

Il Mago Omar

Insomma, una serie di video-avvertimento che avrebbero dovuto far tremare le gambe ai giudici di questa mattina in Corte d’Appello. Non escludiamo che una certa paura l’avranno pure avuta perchè i giudici palermitani, rispetto a quelli agrigentini, sono stati più da libro cuore e gli hanno accorciato di tre mesi gli eventuali giorni che Arnone, dopo la Cassazione, dovrebbe passare (previo il ribaltare di due sentenze che corrono sullo stesso binario) all’interno degli “hotel” dove al posto delle stelle brillano camice a righe con tanto di numeretto sul petto, dove la domenica si mangia della pasta al forno talmente spettacolare da fare rivoltare nelle tombe le meravigliose nonne di una volta. La confermata condanna di stamattina è di tre anni e quattro mesi.

Non nascondiamo che non vorremmo mai essere nei panni dei giudici della Corte di Appello che stamattina hanno sotterrato ancora una volta Arnone, nonostante i suoi ormai riconosciuti “pronostici azzeccati” capaci di far rabbrividire anche l’indimenticabile compianto Mago Omar. Non c’è bisogno di una fattucchiera d’altri tempi, con tanto di spilli e bambole maledette, per potere immaginare a cosa stanno andando incontro.

Da non sottovalutare, “allo stato delle cose giudiziarie“, che quello che fu un avvocato agrigentino dovrà risarcire l’avv. Miceli e il PG Birritteri, che si sono costituiti parte civile. Alfano, ha voluto evitare, per buona pace di tutti.

Ai nostri lettori daremo conto e ragione di quanto accadrà nei prossimi giorni contro quei poveri magistrati.

N.B. Ovviamente non è esente anche il sottoscritto di “attenzioni particolari” (come spesso e inopinatamente accade) da parte del pluripregiudicato di cui sopra.


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