Emersi da indagini della Procura di Palermo alcuni scritti tra Matteo Messina Denaro e una sua avvocatessa, Antonella Moceri, morta nel 2015.
La Polizia e i Carabinieri del Ros hanno perquisito l’abitazione, alcune proprietà immobiliari, e l’ex studio professionale a Campobello di Mazara di un’avvocatessa penalista di Messina Denaro, Antonella Moceri, insegnante di Diritto in una scuola a Castelvetrano, morta il 20 novembre del 2015 dopo 17 giorni di coma irreversibile a causa di un malore. Secondo i magistrati palermitani, vi sarebbe stato uno stretto legame affettivo tra il boss e la donna, che sarebbe testimoniato da alcuni scritti di Messina Denaro. Ad esempio il boss, due anni dopo la morte di lei, ha scritto: “Pensavo fossi per sempre mia. L’incanto di un autunno ti ha portato via. A Malvina – 10 novembre 2017”. E quindi lei sarebbe stata intesa da lui “Malvina”. E il 10 gennaio del 2016 lui ha scritto in un altro appunto: “So per certo che, quando perdi una persona cara, non esistono parole che possano consolarti. Ma c’è un limite a tutte le sofferenze, forse a un essere umano non tocca sopportare più di quanto non possa. Oltrepassato quel limite, muore da sé. Malvina tu sei stata la goccia che mi ha fatto oltrepassare il mio limite, e non ci avevo mai pensato, non ha senso ma è la realtà. Mi sono spento, sopravvivo, ma la mia vita interiore è morta, non mi importa più di nulla. Aspetto che il mio destino si compia. Mi dispiace Piccola. Il dolore mi strazia. Ti penso”. L’1 maggio del 2016, giorno del compleanno di Antonella Moceri, Messina Denaro ha scritto: “Ho sempre freddo, ma lei potrebbe averne di più. Perché dovrei cercare di stare bene? Come potrei?”. Poi il boss ha trascritto il necrologio della madre scritto dal figlio di lei: “Ogni persona ha un suo destino ma molto dipende anche da come si affronta la vita. Bisogna sempre essere positivi e propositivi. Vedrai che si accenderà un sorriso. Ad maiora, tuo figlio”. Poi Messina Denaro ha scritto: “Non smettere mai e continua ad osare. Il tuo mondo appartiene agli eletti, perché tu sei un eletto (me lo disse Malvina nel 2001)”. Lei, Antonella Moceri, che, oltre che “Malvina” sarebbe stata intesa dal boss “Selvaggia”, trascrive a lui la celebre poesia “Se”, di Kipling, e poi, a proposito del contenuto della poesia, ovvero le condizioni per essere un uomo, lei scrive a lui: “Tu sei riuscito a fare tutto ciò, ed anche di più, perché tu non sei un uomo, sei l’uomo”. E poi firma : “A te, Selvaggia, 2013”.
Angelo Ruoppolo (Teleacras)


