Era più una chiacchiera da bar, tra Agorà al villaggio Mosè e Milano a Porta di Ponte, Bar degli Angeli e Bar Mediterraneo, Bar Trinacria e piazzale Aster a San Leone.
Nei posti di cui sopra si sentiva dire nelle ultime settimane il seguente (più o meno) pensiero: “si stannu iucannu a Lillu Pisanu…”
Lo stesso chiacchiericcio era arrivato anche nelle orecchie dell’onorevole agrigentino, il quale, non certo senza un pizzico di amarezza, riteneva (giustamente) una impresa assai ardua il fatto che davvero gli potessero fare uno scherzetto del genere e tagliargli almeno mezza calotta cranica.
Ora il problema è uno: il sindaco, dopo avere ringraziato l’assessore Costantino Ciulla, l’agnello sacrificato, sostiene che “non esiste alcuna rottura politica con Fratelli d’Italia (che, invece, ha già accesso i carri armati fino ai denti) perchè se uno parte gli altri due rimangono in quota meloniana, e cioè Piparo e Alfano”. Questo sostiene almeno il sindaco Franco Miccichè il quale non vuole sentir parlare di rottura con Fratelli d’Italia.
Un bel casino. Ma in realtà perchè Ciulla, uno che ha fatto sempre bene ha dovuto subire questo voltafaccia? Nessuna comunicazione istituzionale o partitica, nessuna riunione, nessun pre accordo; una comunicazione “ufficiale” avvenuta con il messo che ha consegnato nelle mani di Ciulla l’ingrata lettera.
Quando si vocifera il fatto…si vonnu iucari a Lillu Pisanu, forse qualcosa di vero, sotto sotto ci sta. Per fare un solo esempio (questa fra le più gettonate): Ciulla, non tanto sottobanco, sa fa cu Peppi Di Rosa.
Oggettivamente spesse volte il signor Di Rosa, acerrimo nemico di Miccichè e company, era al corrente di notizie che in pochi o nessuno potessero sapere. Almeno in anteprima. Da qui lo strano inciucio con Ciulla che, allo stato, gli avrebbe fatto pagare questo prezzo salatissimo. Ma sono delle ipotesi.
Il caos è ancora di la da venire, ma i casini non più sottobanco sono ormai sempre più pregnanti. Ad esempio come i due assessori di Fratelli d’Italia Piparo e Alfano sarebbero in procinto di lasciare la Giunta. Questa minchiata è apparsa sul noto blog agrigentino Report Sicilia. Chi scrive ha interpellato uno dei due assessori “in procinto di lasciare” (secondo Di Rosa) e la risposta è stata perentoria, più o meno in questo modo: “Ma Di Rosa cu minchia è? E’ il nostro referente? Noi rimaniamo in Giunta anche perchè dobbiamo dare conto e ragione anche ai nostri vertici regionali e nazionali”.

Pratica chiusa. Piparo e Alfano rimangono a Palazzo di Giganti. Ovviamente ciò non basta per placare i toni che sin da stamattina si sono accesi in modo pesantissimo.
Dall’articolo di oggi che avrebbe scritto (?) Di Rosa non viene nascosto affatto una sorta di inchino che sa tanto di atto sessuale mediatico relativo al lavoro svolto da Costantino Ciulla. Un “articolo” che non crea alcun dubbio, ma crea sicuramente un controsenso: il Di Rosa, in questi anni, ha sempre infangato Miccichè e la sua Giunta senza mai escludere il Ciulla che in realtà ha operato degnamente. Di Rosa ne ha avuto per tutti, Ciulla incluso, tutti dovevano andare a casa. Forse nell’articolo di oggi ha dimenticato che Ciulla è stato uno dei suoi principali bersagli, infangandolo direttamente o indirettamente, nelle vicende “natalizie, nei concerti strapagati, nello sperpero di denaro per spettacoli e spettacolini che hanno affossato le casse del Comune di Agrigento, senza escludere di striscio il Mandorlo in Fiore”.
Poi, quando erano ancora amici, passò la palla ad un altro soggetto (un noto pluripregiudicato) aduso solo e soltanto ad offendere tutto e tutti. Oggi i due “c’eravamo tanto amati” se ne dicono di tutti i colori, senza esclusione di colpi.
Una cosa è certa: state certi; assisteremo ad una prossima campagna elettorale fra le più schifose che la storia della politica mondiale abbia mai visto.
Agrigento da sempre…è anche questa!
