Il già Segretario Generale del Libero Consorzio della Provincia di Agrigento Piero Amorosia, appresa la notizia del ricorso che aveva presentato in merito alla sua sostituzione esprime rispetto per il lavoro del magistrato ma annuncia la volontà di proporre appello, contestando nel merito l’ordinanza.
Da noi avvicinato il dott. Amorosia ha dichiarato: “La decisione del Tribunale risulta prevalentemente descrittiva e non affronta il nodo centrale della controversia, ossia la particolare tecnicità della materia, che non può essere ricondotta al semplice ordinamento dei segretari comunali. A mio avviso, il giudice non avrebbe pienamente colto il contenuto del ricorso”.
Il segretario continua nella sua disamina del verdetto chiarendo che “l’azione giudiziaria non riguarda esclusivamente la sua posizione personale, ma investe l’intera categoria dei segretari comunali, la cui stabilità lavorativa non può essere compromessa dal solo mutamento del vertice politico-amministrativo, in assenza delle garanzie previste dall’ordinamento sin dal 1997.
Elemento centrale della vicenda è la modalità di elezione del Presidente della Provincia: si tratta, infatti, di un’elezione di secondo livello, non diretta da parte del popolo, bensì da sindaci e consiglieri. La normativa vigente, invece, attribuisce il potere di nomina e revoca del segretario a organi eletti direttamente dal corpo elettorale”.
Proprio per questo, Piero Amorosia definisce “singolare” l’azione del Presidente della Provincia, evidenziando come “la figura del Presidente di secondo livello – introdotta recentemente dalla Regione Siciliana – rappresenti una fattispecie nuova che richiede un’interpretazione rigorosa e rispettosa delle garanzie di legge” – conclude il Segretario.
