| | 346 views |

#Comesenoncifosseundomani, il disco di Fabio Cinque, un antidoto contro l’indifferenza dei giorni comuni

Ho ascoltato in anteprima il primo disco di Fabio Cinque, siciliano Doc, che dopo aver calcato i palcoscenici di mezza Europa, si è fermato e ha scritto questo album, #comesenoncifosseundomani

Un disco è sempre come un mondo a se, quello che appartiene a chi ha delle idee, e che poi decide “cosa” farle diventare. Spacchettare il disco di Fabio Cinque è stato come entrare in un negozio di dolciumi seguendo un profumo, per poi rimanere indecisi su cosa assaggiare. Un packaging bello e funzionale, con “un senso”. Perché quando apri la custodia, entri per davvero nel suo mondo, attraverso i suoi occhi, i colori e le sfumature che solo un uomo del sud sa come condividere con gli altri, in maniera così seduttiva.

Un libretto raccoglie i testi, stampati su immagini che raccontano ognuno dei nove brani e nell’ultima pagina, i nomi di tutti coloro che in questo bel progetto hanno creduto e lo hanno sostenuto attraverso il crowdfunding.

Ma poi la curiosità ti porta dritto dritto ad “ascoltare” quello che è un disco scritto da un cantautore non improvvisato, che con la musica ha fatto l’amore prima ancora che le appartenesse completamente, forse.

E’ un disco che parla di vita, di gioia, di opportunità e di rinascita. Ogni traccia racconta una storia, una storia vissuta, che si potrebbe vivere o che a volte si è sognata, senza viverla per davvero. E’ un susseguirsi di emozioni, di parole “aggiustate a festa”, messe in ordine quel tanto che basta per poter far compagnia a chi ha ancora qualche dubbio su quanto bella possa essere la vita, anche se a volte sembra indifferente alle nostre richieste e alle nostre necessità.

C’è tutta una vita, in questo disco. Ci sono le origini, le canzoni cantante in dialetto siciliano, ci sono sogni e c’è pure tanto coraggio; quello che serve per arrivare “fino in fondo”, e Fabio Cinque, con questo disco è arrivato non solo dove voleva, ma anche dove “doveva”, ossia a mettere nel suo paniere ciò che sa fare e che merita di essere apprezzato per qualità e pregio espressivo.

Un cantautorato schietto, originale ed appagante, quello di Fabio Cinque che nel disco oltre alla voce, suona la chitarra, il basso, il contrabbasso e il marranzano, conosciuto come “scacciapensieri”. Gli arrangiamenti sono molto ben articolati e la parte acustica, si tiene per mano con la parte più “rock” dove la chitarra la fa da padrone, come nel brano “la strada (che ho)”. Nel disco tanti strumenti e tanti musicisti. Ogni strumento lascia l’impronta negli arrangiamenti scelti per dare la giusta incisività a testi, che spesso nascondono una realtà che è sotto gli occhi di tutti, ma che a volte in molti fanno finta di non vedere.

Fiati e archi, non sono mai usati a caso, e rendono alcuni pezzi “tondi”, completi, raffinati e caldi, come nel caso della traccia numero 4, “ascunta u ventu”, quando la tromba di Emanuele Calvosa, regge la melodia e la trasporta in alto, attraverso note acute e vellutate, che si adagiano poi sul rumore del mare, che chiude il pezzo.

Nel disco c’è un brano, “Nuvole” nel quale i cori sono realizzati da Elisa, la figlia di Fabio Cinque, che, azzardando, potrebbe diventare il tormentone dell’estate. E’ simpatico, accattivante, orecchiabile.

Il pezzo di Rosa Balistreri “cu ti lu dissi”, si distingue per come Cinque lo interpreta, ossia con particolare enfasi, mentre suonano i violini malinconici e passionali di Teresa Giordano e Pasquale Gravina.

Eppure a mio avviso, il pezzo che detta il senso del disco, resta “Ricadi”, già singolo, che racchiude – per testo e sound – la verve e la tempra di Fabio Cinque cantautore, colui che ha un messaggio da consegnare, e lo fa #comesenoncifosseundomani.

Nel disco è ospite Ricky Portera, ma per sapere in che brano ha prestato la sua chitarra, dovrete comprare il disco.

Fatevi un regalo, fate un regalo. Il disco merita, e vi farà bene. Esce il 16 giugno. Vi consegnerà la consapevolezza che all’indifferenza di giorni comuni, esiste sempre un antidoto…basta cercarlo.

Simona Stammelluti

Tags: , , ,

Commenti chiusi