La comunità di Castrofilippo è sconvolta dalla scomparsa di Giuseppe Ippolito, giornalista pubblicista e insegnante di 48 anni, deceduto dopo dieci giorni di ricovero al Centro Grandi Ustioni dell’ospedale Civico di Palermo. L’uomo era rimasto gravemente ferito nell’incendio della propria automobile, un drammatico episodio avvenuto nella notte del 21 luglio.
Nonostante gli sforzi dei medici, che hanno tentato fino all’ultimo di salvargli la vita, le gravissime ustioni riportate su gran parte del corpo si sono rivelate fatali. Dopo il primo intervento del personale del 118, Ippolito era stato trasportato all’ospedale “Barone Lombardo” di Canicattì e, vista la criticità del quadro clinico, trasferito in elisoccorso al reparto specializzato del Civico di Palermo, dove è rimasto ricoverato in prognosi riservata fino al decesso.
Nel frattempo proseguono le indagini dei carabinieri della Stazione di Castrofilippo e della Compagnia di Canicattì, impegnati a ricostruire con precisione quanto accaduto. Tra le prime ipotesi investigative era stata presa in considerazione quella di un gesto volontario, ma questa ricostruzione è stata contestata con decisione dalla famiglia attraverso il proprio legale.
Il difensore ha infatti sostenuto che non vi sarebbero elementi oggettivi a sostegno di tale tesi, evidenziando come dagli accertamenti non siano emerse tracce di liquidi infiammabili né sugli indumenti di Ippolito né nell’area circostante il veicolo.
La morte del quarantottenne lascia un profondo vuoto nella comunità. Giuseppe Ippolito era conosciuto e stimato sia per la sua attività di insegnante sia per il suo impegno nel mondo dell’informazione. Viveva con la madre e lascia una figlia ancora piccola.
Resta adesso il dolore di una comunità che piange uno dei suoi concittadini e attende che le indagini chiariscano definitivamente le cause della tragedia che ha spezzato la vita del giornalista e docente.
