È terminata nel peggiore dei modi la ricerca di Luigia Narbone, la 69enne di Canicattì di cui la famiglia non aveva più notizie da giovedì scorso. Il corpo della donna è stato individuato nell’area della linea ferroviaria, nella zona a monte di via Cilea.
Per cinque giorni le squadre impegnate nelle ricerche hanno perlustrato il territorio alla ricerca di una traccia che potesse condurre alla donna. Le operazioni, inizialmente concentrate a Canicattì, erano state progressivamente estese anche alle campagne e alle aree comprese tra Racalmuto e Milena.
A partecipare alle attività sono stati carabinieri, polizia, agenti della polizia municipale, vigili del fuoco e volontari della protezione civile. Per ampliare il raggio delle ricerche era stato impiegato anche un elicottero dell’Arma, che aveva sorvolato più volte il territorio.
Nel frattempo erano state raccolte e verificate diverse segnalazioni relative a presunti avvistamenti della 69enne. Gli investigatori avevano inoltre esaminato le immagini degli impianti di videosorveglianza disponibili, nel tentativo di ricostruire gli spostamenti della donna dopo l’uscita dalla sua abitazione.
Il ritrovamento del corpo ha purtroppo messo fine alle speranze dei familiari di poterla riabbracciare. Restano ora da accertare le cause del decesso e soprattutto le circostanze che hanno portato la donna fino alla zona della ferrovia.
Saranno gli accertamenti delle autorità competenti a fornire risposte sulle ultime ore di vita di Luigia Narbone e a chiarire cosa sia realmente accaduto dopo il suo allontanamento da casa.
