Cane a catena fissa, la denuncia di Stop Animal Crimes: “Dove sono i controlli?”

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Era legato ad una catena fissa un cane nelle campagne di Favara (AG) segnalato ancora una volta al nucleo di vigilanza attivo sul territorio delle guardie zoofile di Stop Animal Crimes Italia. Al giungere delle guardie in loco però il cane non c’era più e così si sono subito attivate per individuarlo, al fine di poter verificarne le condizioni di detenzione (catena, cuccia, pavimento, riparo, ecc..) e salute (non vi è obbligo del veterinario per capire se un cane soffre o no!), anche alla luce della nuova legge nazionale n. 82 del 1 luglio 2025 che, nel sopperire ad una legge regionale tanto recente quanto debole nel non vietare per esempio l’utilizzo della catena, per fortuna vieta su tutto il territorio nazionale l’utilizzo della catena e inasprisce le pene dei reati in danno di animali. E così, le guardie, hanno chiesto collaborazione alla Polizia Locale di Favara, il cui personale ha prontamente rintracciato il proprietario e il nuovo terreno dove il cane si trovava. Accompagnate presso il sito dove il cane era detenuto, le guardie prendono atto che oltre al cane segnalato vi era un  secondo cane e che entrambi erano sprovvisti di microchip. 

Adottati i dovuti provvedimenti verso i proprietari dei cani e assicurati loro le prescritte condizioni di detenzione, continuiamo a registrare (come in altri territori anche del centro nord) l’assenza di vigilanza sull’osservanza delle leggi sul benessere animale, primo aspetto dei tanti nel contrasto al randagismo (provocato proprio da cani vaganti di proprietà e senza microchip, abbandonati o incustoditi e ovviamente non sterilizzati !) e quindi cani senza microchip, detenuti in condizioni igieniche precarie, senza idonei ripari e soprattutto fondamentale socializzazione; dovere, quello della vigilanza, che spetta a Sindaci (Polizie Locali) e ASL veterinarie.

Anche l’assenza di guardie zoofile di tante altre Associazioni, migliaia sulla carta ma fantasmi sul campo, è elemento che dovrebbe preoccupare quelle Autorità dello Stato a cui spetta il dovere/obbligo di vigilare sul buon e effettivo utilizzo del titolo di polizia rilasciato dai Prefetti alle guardie ovvero di assicurare agli animali il rispetto dei loro diritti e che non può essere delegato in toto alla sensibilità di, pochi, volontari.

Anche un certo modus operandi ci lascia perplessi: sappiamo bene che l’effetto sorpresa è il 50% del successo in un controllo per cogliere in flagranza chi non rispetta le leggi, ma ciò non pare interessare a chi ha il dovere di compiere controlli a tappeto per lavoro o volontariato che sia; tra queste ultime ci sono le guardie zoofile di altre Associazioni, almeno ci dovrebbero essere e dove ci sono – come in quelle di Palermo – quando non trovano nessuno a casa lasciano un avviso di passaggio, un pò come fanno ASL veterinarie che concordano telefonicamente il sopralluogo o i  corrieri.

Continueremo a svolgere servizi di vigilanza e invitiamo gli amanti degli animali a contattarci e unirsi alla nostra causa, con coraggio e impegno. 

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