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Buongiorno, Italia! Abbiamo la legge sul biotestamento, da oggi siamo un paese migliore

E’ una legge sulla vita, che rispetta la vita, che da onore a chi la vita la vive con entusiasmo. Non è una legge sulla morte, ma sulla libera scelta. Oggi, finalmente, il Senato della Repubblica ha approvato in via definitiva la legge sulle disposizioni anticipate di trattamento, il biotestamento, per intenderci.

E’ un giorno in cui si celebra la civiltà, la democrazia, il rispetto dell’uomo e delle sue scelte, e forse da oggi, l’Italia è davvero un paese migliore. in fondo ogni uomo – se ci si sofferma un attimo a riflettere – non è soltanto un essere biologico, ma un’entità con una biografia, con una storia, con una volontà, una identità. Ognuno semplicemente vivendo si fa un’idea di come vuole viverla quella vita che gli è stata data, e per tutta l’esistenza attua scelte, che sono mirate al proprio benessere, alla propria felicità e che in libertà esplica con quel modo di vivere che è l’involucro che sa dare respiro e voce e sentimento a quel che si desidera. Adesso si potrà finalmente scegliere anche circa la propria morte, si potrà dire quello che si vuole ma soprattutto quello che non si vuole. Il testamento biologico, che arriva dopo anni ed anni di battaglie e di esempi di coloro che per morire sono dovuti andare all’estero perché in Italia non era possibile lasciar detto cosa si volesse, in quel momento particolare della vita (ecco, della vita) in cui il buio ti inghiotte e non ti da più possibilità di vedere, di sentire, di provare, di pensare, di vivere…insomma.

E’ una legge questa che schiaccia uno dei tanti pregiudizi che per anni hanno soggiogato il nostro paese, pregiudizi combattuti dalle associazioni, da Marco Cappato, da Beppino Englaro, da Mina Welby, dai radicali, che non si sono mai arresi, e si sono sobbarcati la responsabilità delle loro idee, delle loro scelte e delle loro azioni, perché hanno provato sulla loro pelle le conseguenze dell’assenza di questa legge.  E’una legge che mette a tacere la voce di chi la pensava come una legge sull’eutanasia o sul suicidio assistito. E’ una legge che – va riconosciuto – da una boccata di ossigeno anche alla politica del Partito Democratico, che ha saputo affrontare questa importante questione come una delle più serie sfide di questo secolo.

Da oggi, dunque, il rapporto tra paziente cosciente e medico, diventa il punto cruciale del rispetto umano e del diritto alla salute. Il paziente potrà stabilire a quali trattamenti essere sottoposto, quando non potrà più esprimere liberamente la propria volontà.

E poi non dimentichiamo il ruolo fondamentale della famiglia, e degli amici, che non sono una postilla su un documento, ma parte integrante della vita di ognuno, fino alla fine. Da oggi il paziente potrà decidere di coinvolgere un suo familiare – anche un convivente o un amico – nella scelta medica che lo riguarda. La legge vieta anche ogni forma di accanimento terapeutico.

Sulle Disposizioni Anticipate di Trattamento non si pagherà nulla, né tassa, né imposta, né tributi. la DAT dovrà essere redatta in forma scritta, essere firmate davanti a un Notaio oppure, più semplicemente, essere consegnate personalmente all’Ufficiale di Stato civile del comune di residenza che le annota in un apposito registro.

E’ un nuovo giorno, oggi…è un buongiorno per questa Italia che si riscatta dopo lunghi anni di incertezze e di mancanza di slancio politico e umano.

Oggi si stabilisce un nuovo e fondamentale equilibrio tra responsabilità dei medici, libertà del singolo e rispetto per la vita.

Perché se l’alba resta il momento più bello, di quell’inizio che spereremmo non avesse mai fine, poi arriva il tramonto, e allora che ognuno possa decidere dove e come si debba consumare l’ultima luce del crepuscolo.

 

Simona Stammelluti

 

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